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AA.VV. - Versilian Tsunami
Scritto da Gabriele Nunziante   
Martedì 20 Aprile 2010 09:00
AA.VV. - Versilian TsunamiIl fatto che la Toscana abbia da sempre una predilezione per il sacro verbo del metallo è un fatto riconosciuto già dagli anni '80, quando fra Firenze, Livorno e Lucca videro i natali formazioni ancora oggi riconosciute fra le migliori della nostra penisola. A rinfrescarci le idee, e al contempo ad aggiornarci sul sempre più vasto underground, arriva questo 'Versilian Tsunami', una raccolta promossa dalla Slow Food Play Fast Entertainment che si fa portavoce in particolare della scena versigliese. La compilation ci presenta così nuove realtà come Axevyper e Scavenger, ci conferma l'attività di gruppi oramai noti come Twilight Zone e Fallen Fucking Angels ed infine ci permette di riscoprire i Monolith, band fra le prime mover del movimento Heavy italiano.

La compilation si apre immediatamente con il debutto (per la prima volta su cd) degli Axevyper, formazione giovanissima ma che già risulta nota ai tanti, vista la presenza in formazione degli ex-Assedium Luca "Fils" Cicero e Guido "Barbaresque" Tiberi, rispettivamente voce e chitarra. Chiudono la line-up i due Fallen Fucking Angels Andrea "Pandò" Tognetti al basso e Filippo "Butch" Belli alla batteria (lo ritroveremo su metà delle tracce presenti in questa compilation, quando si dice una vita dedicata alla causa...) e infine Damiano "La Favola" alla seconda chitarra. Il brano proposto è in questo caso l'omonimo "Axevyper", cantato però in italiano come ultimamente tradizione vuole. Le coordinate del gruppo sono chiare fin dal primo ascolto: un epic di estrazione US metal, suonato abbastanza bene e ottimamente interpretato, sebbene qualche sistemata alle metriche non avrebbe guastato. La registrazione del brano risulta molto grezza, quasi che i nostri abbiano cercato di forzare appositamente il risultato ad una traccia che suoni completamente da demo anni '80, rumori di stacco compresi. Se questo è l'assaggio che i nostri ci propongono in vista del loro primo full-length, direi che siamo sulla strada buona, ma tutti ci auguriamo che il gruppo in questi mesi, con i tanti live già effettuati, possa maturare al meglio e proporci un degno successore di quel 'Fighting for the Flame' che tanto è rimasto nel cuore degli appassionati del genere.

Si passa alle due tracce successive dedicate ai Fallen Fucking Angels, formazione viareggina attiva già dalla fine degli anni '90 e che vede nel vocalist e batterista Butch il vero frontman, capace dopo oltre dieci anni di portare sempre e comunque avanti il nome del gruppo all'insegna di uno speed-heavy di importazione Canadese. Accompagnato dai fidi Stefano Giusti alla chitarra e Pandò al basso, i nostri si lanciano immediatamente in "Italian Restaurant", un titolo e un programma per una canzone che fa della base exciteriana dei nostri un inno alla cucina italiana. Un brano diretto, travolgente, scanzonato ma al tempo stesso fedele ai dettami del genere, con belle chitarre in prima linea a un basso bello corposo. Solo l'assolo non risulta abbastanza incisivo, ma per questa volta ci possiamo passare sopra. La seconda traccia, "Asskickers", arriva direttamente da un live datato dicembre 2009 in quel di Parma: c'è da dire purtroppo che la qualità per le tracce live proposte in questa compilation (due in totale) è talmente bassa da rasentare l'inascoltabile, anche se con questa "Asskickers" almeno i nostri riescono a mostrare cosa sono capaci di presentare live. Insomma, un invito ad andarli ad ascoltare sotto qualche palco, per il resto skippate velocemente questa traccia se non volete danneggiare i vostri timpani.

Due nuovi slot ed ecco che ci vengono proposti i Twilight Zone di Stefano Giusti, una formazione oramai quasi ventennale (gli inizi sono datati 1990 sotto nome Stigma) con cinque demo all'attivo e la continua ricerca di un minimo d'attenzione da parte del pubblico. La formazione vede, oltre al già citato Stefano Giusti alla voce e alla chitarra, Lord Kain alla seconda chitarra, Francesco Bovecchi al basso e sempre Butch alla batteria. Il primo brano che ci propongono, registrato in studio per l'occasione, è "River of the Pain", brano che si assesta su un heavy classico che certamente non fa gridare al miracolo, molto semplice e con un gusto delle melodie che sa di già sentito, ma comunque suonato bene dai vari strumentisti. Purtroppo quello che non va assolutamente è la prova vocale, troppo altalenante, che non fa che affossare un po' tutto il brano. Purtroppo le cose non migliorano con la traccia successiva, "The Gates of Hell (Chapter One)", registrata dal vivo nel giugno 2008: la prova dei nostri non risulta male in fin dei conti, ma una registrazione inascoltabile rende il tutto praticamente insopportabile. Il risultato è un bel fischio della durata di 5 minuti circa nella vostra cassa destra, con in sottofondo la band a suonare. Piuttosto che una traccia del genere, sarebbe stato molto più indicato - e valorizzante per la band - inserire un brano già pubblicato nei precedenti demo, anziché cercare l'inedito o il live. Un'occasione sprecata, speriamo in un futuro più roseo.

La seconda parte della compilation si apre con tre brani che condensano la storia del metal versigliese. Troviamo qui infatti i Monolith, band attiva negli anni '80 e che pubblicò tre demo rimasti unica prova su nastro della loro esistenza, insieme alla partecipazione ad alcuni festival storici del metal italiano (Certaldo '83, la due giorni dell'84 a Cava Manara e l'Heavy Mas dell'85 a Pistoia). Vengono in questo caso ripescati due brani dal demo del 1984 'An Eye for an Eye, a Tooth for a Tooth!' e uno dal demo successivo, 'The Rokk-Shokk Attakk!' del 1986. Si inizia con l'accoppiata "When We Were Together", semi-ballad ottimamente interpretata dal vocalist, e "The Beast Down Inside", più improntata su un Heavy di classica matrice, molto vicina agli Steel Crown del periodo, complice anche un cantato abbastanza simile. Ottimo il lavoro dei due chitarristi, il duo formato da Maurizio "Godz" Passaglia e Massimiliano Lazzarini (scomparso alcuni anni fa), capace di tessere una bella serie di intrecci chitarristici. Molto buono anche il lavoro della base ritmica, su cui spunta principalmente il basso, veramente degno di nota nell'interpretazione dei brani. Il terzo e ultimo brano dei Monolith è "Voices in the Night", tratto direttamente dall'ultimo demo del gruppo e degno epitaffio dei nostri, che qui si lanciano in un brano a dir poco epocale. Quello che contraddistingue la band è infatti un sapiente uso delle melodie che, pur non portandoci su lidi poco duri, sforna brani travolgenti dall'inizio alla fine di puro heavy metal. Per concludere, la qualità sonora dei brani è abbastanza buona, soprattutto se pensiamo il loro anno di registrazione e il fatto che fossero semplici demo auto-prodotti: godibile quindi l'ascolto di questo spaccato degli anni '80, per un gruppo che se fosse giunto al debutto discografico sicuramente avrebbe avuto da dirci qualcosa di buono.

Chiude la compilation un giovane gruppo della scena, ovvero gli Scavenger, attivi da appena un anno ma a quanto pare con le idee già chiare visti i due brani presentati. La band vede una formazione a quattro con Alberto Querci voce e chitarra, Andrea "Spirit Crusher" Toto seconda chitarra, Brian "Rockarolla" Torboli basso e voce secondaria, Gabriele "Gabo" Basile batteria. La proposta del gruppo è un thrash metal di stampo teutonico con spruzzate death, abbastanza distante da quanto fin qui proposto, ma comunque molto godibile nel suo insieme. Le tracce presentate sono due, entrambe registrate in studio: "Mutilator" e "Lights of the Dead".  Se dovessimo indicare band affini ai nostri Scavenger, penso che la scelta potrebbe ricadrebbe sui Sodom o i Kreator di 'Pleasure to Kill', sia per la struttura dei brani, sia per il cantato di Alberto Querci, non troppo distante da quello corrosivo di Mille Petrozza e Tom Angel Ripper. Molto buona in fin dei conti la proposta dei nostri, grezza come il genere richiede, con sezioni strumentali che pur inquadrate sul thrash non si lasciano mancare sezioni più melodiche - naturalmente senza esagerare! - guidate dalla coppia di chitarre. Un gruppo sicuramente da tenere d'occhio, soprattutto sapendo che sono attivi appena dal 2009 e che questa è la loro prima registrazione ufficiale.

Per quanto riguarda il package, la compilation viene pubblicata abbastanza professionalmente e corredata di booklet a quattro pagine in cui sono condensati una breve biografia in inglese, foto e line-up per tutti e cinque i gruppi partecipanti. La qualità dei brani, come indicato in recensione, è abbastanza altalenante, così come altalenante è la produzione: i brani registrati ex-novo (tutti ad eccezione delle tracce live e quelle tratte dai demo dei Monolith) hanno una produzione ascoltabile, ma niente che faccia gridare al miracolo, anzi... I brani tratti dai demo risultano ascoltabili nonostante gli anni passati, mentre per le tracce live direi che sono stato abbastanza chiaro in precedenza. In definitiva, una compilation dedicata ai fanatici del genere o ai fan di una delle band che vi hanno partecipato. Questo a meno che non vogliate sempre e comunque supportare l'underground italiano: in tal caso c'è da dire che più underground di così c'è poco altro, quindi fate pure vostra questa compilation.

 


Tracklist:
1 - Axevyper (italian version) (Axevyper) - 3:29
2 - Italian Restaurant (Fallen Fucking Angels) - 3:57
3 - Asskickers (live) (Fallen Fucking Angels) - 2:33
4 - River of the Pain (Twilight Zone) - 4:43
5 - The Gates of Hell (Chapter One) (live) (Twilight Zone) - 4:41
6 - When We Were Together (Monolith) - 5:09
7 - The Beast Down Inside (Monolith) - 4:16
8 - Voices in the Night (Monolith) - 5:19
9 - Mutilator (Scavanger) - 4:32
10 - Lights of the Dead (Scavanger) - 5:22
Formazione:
Axevyper:
Luca "Fils" Cicero - voce
Guido "Barbaresque" Tiberi - chitarra
Damiano "La Favola" - chitarra
Andrea "Pandò" Tognetti - basso
Filippo "Butch" Belli - batteria

Fallen Fucking Angels:
Filippo "Butch" Belli - voce, batteria
Stefano Giusti - chitarra, voce secondaria
Andrea "Pandò" Tognetti - basso

Twilight Zone:
Stefano Giusti - voce, chitarra
Lord Kain - chitarra, voce
Francesco Bovecchi - basso
Filippo "Butch" Belli - batteria

Monolith:
Beppe - voce
Massimiliano Lazzerini - chitarra
Maurizio "Godzilla" Passaglia - chitarra
Bruno - basso
Lorè - batteria

Scavenger:
Alberto Querci - voce, chitarra
Andrea "Spirit Crusher" Toto - chitarra
Brian "Rockarolla" Torboli - basso, voce secondaria
Gabriele "Gabo" Basile - batteria

 

 

Commenti 

 
# Stè In Italian Metal I Trust 2010-04-25 16:19
Mi trovo in accordo su quasi tutta questa recensione...devo ammetterlo...però c'è da dire che nell'insieme propone sicuramente qualcosa di interessante per gli amanti del metal italiano...sia perchè guarda al passato dei Monolith sia anche per l'occhio di riguardo che ha per il metal italiano di oggi...e nell'insieme è sicuramente una bella idea...
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