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Alltheniko - We Will Fight!
Scritto da Gabriele Nunziante   
Domenica 07 Febbraio 2010 10:00
Alltheniko - We Will Fight!La formazione degli Alltheniko nasce nel 2002 dall'incontro di Joe Boneshaker (chitarra), Luke the Idol (batteria) e Dave Nightfight (voce e basso), formazione a tre che nel giro di quattro anni e tre demo riesce ad arrivare al vero debutto discografico con 'We Will Fight!', un concentrato di heavy profondamente macchiato di thrash e speed metal. Uscito originariamente per la cinese Trinity Records, ma in breve riproposto per il mercato europeo dalla My Graveyard Productions (etichetta che promuoverà anche la seconda uscita del gruppo nel 2008), fin dal primo ascolto 'We Will Fight!' fa capire appieno cosa aspettarsi da un album che porta un titolo del genere: metal senza compromessi, duro e tagliente dall'inizio alla fine, con tre musicisti che si rivelano più grintosi e tenaci di formazioni solitamente composte da più elementi.

 

Le influenze del gruppo non sono chiaramente distinguibili, o meglio, le influenze sono dalle più disparate: si potrebbe andare dai classici del genere in puro stile heavy metal alla Judas Priest fino al thrash/speed canadese degli Exciter, passando dall'impatto e dalla grinta dei Motorhead. Il risultato è un album che per 50 minuti non vi lascerà molto spazio per riprendere fiato o altro: una dopo l'altra le 12 tracce si susseguono cariche e furiose, caratterizzate da un riffing accurato e da un drumming ossessivo che non lascia spazio a pause o altro. Dave Nightfight alla voce si rivela infine la carta vincente dei tre, risultando aggressivo come un vero cantante heavy dovrebbe essere, tanto da risultare quasi irriconoscibile nelle sezioni più melodiche del disco (invero limitate alla sola quarta traccia). Brani come l'iniziale "Thrash All Around", "Sound of Rust" o "Dead Brian (Extermination)" ci mostrano il lato più thrash del gruppo, scariche impazzite guidate dalla batteria di Luke e dai riff corrosivi di un Joe Boneshaker sempre ispirato, capace di infilare un riff dietro l'altro. Più votate verso l'Heavy Metal tradizionale brani come il singolo "Wheel of Fortune" (di cui è presente anche un video nel CD, tanto artigianale da risultare ancora più sincero e made in '80) o "Strong Commandos in Black Tanks", brani che non perdono in velocità ma guadagnano in melodia e accuratezza, mostrandoci un gruppo che presta molta attenzione anche al songwriting e non solo all'impatto della propria musica. Fattore che caratterizza anche un brano particolare come "Sufferman", traccia in cui compaiono anche le tastiere a cura di Joe e un Dave che lascia da parte la sua voce stridula e graffiante per una più melodica, capace di portare su toni quasi epici questo brano. "Cooming Soon" e "The Silent Priest" non si differenziano molto da quanto precedentemente detto: due brani solidi e votati a un heavy metal che non disprezza ora sezioni più melodiche ora accenni più veloci, imponendo lo stile degli Alltheniko come una ventata di novità, nel suo piccolo, in confronto a lavori più stereotipati o che si adagiano su un solo genere riproponendolo traccia dopo traccia sempre uguale. Convivono così tracce come "Alltheniko 'We Will Fight!'", inno personale del gruppo caratterizzato da un riff quadrato e da cori quasi epici nel chorus sempre però sovrastati dalla grinta di Dave, "Criminal Mind", traccia più riflessiva per il gruppo, lanciato qui in un bel mid-tempo, e "Carcass", ultima scheggia impazzita di thrash metal. Chiusura affidata alla motorheadiana "Ace of Spades", in una versione che neanche Mr. Kilmister potrebbe non apprezzare vista la rozzezza (in senso buono naturalmente) mostrata dai nostri.

Se è un album di vero metal che state cercando, capace di farvi smuovere anche da seduti dall'inizio alla fine, non perdetevi questo primo capitolo degli Alltheniko: 'We Will Fight!' è un lavoro sincero e senza compromessi, una scarica di metal che ha il pregio di non scadere nel "veloce e confusionario" pur rimanendo su territori "rischiosi" come il thrash e lo speed. Il trio di Vercelli ha pubblicato nel 2006 un album capace di competere con molti nomi italiani e internazionali, purtroppo passato un po' in sordina come tutti gli album pubblicati da giovani gruppi italiani, ma è ora di iniziare a credere un po' di più anche nelle proposte di questo nuovo periodo, che si sta rivelando pieno di ottimi gruppi che proprio nulla hanno da invidiare all'estero. Se i generi proposti dagli Alltheniko sono di vostro gradimento, acquistate a scatola chiusa questo album, sicuramente rimarrà sul vostro lettore per diverse settimane.

 


Tracklist:
1 - Thrash all Around - 4:20
2 - Strong Commandos in Black Tanks - 4:50
3 - Wheel of Fortune - 3:44
4 - Sufferman - 5:20
5 - Dead Brain (Extermination) - 4:57
6 - Sound of Rust - 3:44
7 - Coming Soon - 4:54
8 - The Silent Priest - 3:47
9 - Alltheniko "We Will Fight!" - 4:24
10 - Criminal Mind - 4:02
11 - Carcass - 2:52
12 - Ace of Spades (Motörhead cover) - 2:53
Formazione:
Dave Nightfight - voce, basso
Joe Boneshaker - chitarra, tastiere
Luca "Luke the Idol" Traversa - batteria, percussioni, voce secondaria

Guest:
Cristiano Sirianni - growl nella traccia 5

 

 

Commenti 

 
# Wasp83 2010-02-09 22:06
ne ho sempre sentito parlare benissimo di questo combo però non li ho ancora ascoltati, questa rece è un motivo in più x provvedere ad un loro approfondito ascolto.
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# Stefano 2010-02-10 10:38
Allora inizia dal secondo disco, molto più bello e potente di questo!
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# Wasp83 2010-02-10 12:43
grazie mille del consiglio
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# The Sentinel 2010-11-13 02:25
Confermo anch'io...questo proprio da 8 non direi eh...il secondo e per adesso ultimo invece sì...ottimo davvero.
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# Leo_74 2010-02-11 15:39
Anche secondo me Devasterpiece è nettamente superiore a We will fight sia per songwriting che per qualità della registrazione. Una band interessante e tra l'altro composta da persone veramente simpatiche.
Dal vivo poi sono molto trascinanti.
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# Rubrik 2010-11-13 02:49
Grandissima Band, io il secondo non ce l'ho....mi son fermato a Wi will Fight, però quest'ultimo è un signor album per me, forse non da 8, diciamo da 7, ma comunque scorrevole e piacevole. Live sono una bomb, anche se ho avuto occasione di vederli solo al Play it Loud 2
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