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Doomraiser - Erasing the Remembrance
Scritto da Gabriele Nunziante   
Giovedì 14 Gennaio 2010 09:00
Doomraiser - Erasing the RemembranceA tre anni dal debutto discografico con 'Lords of Mercy', i Doomraiser tornano nel 2009 con 'Erasing the Remembrance', secondo full-length della band romana dedita ad un doom metal fra i più tradizionali del genere. La band ha mantenuto in questo periodo la medesima line-up, approdando però alla Blood Rock Records dopo la parentesi con la Iron Tyrant, entrambe giovani etichette attive nell'underground da alcuni anni. Il risultato è un disco capace, pur non discostandosi dal genere e dal tipo di composizioni del precedente lavoro, di superare in qualità e composizioni i precedenti lavori, fornendoci un album che non dovrebbe mancare a tutti gli appassionati del genere.

"O antica grazia! ...decadi negli inferni immani!
O vecchia gloria nel breve respiro degli uomini
Scivoli via, salutando silente... fulgida bellezza!"

I Doomraiser, in questa confermata formazione che vede Nicola "Cynar" alla voce, Drugo e Molestius alle chitarre, BJ al basso e Pinna alla batteria, si rifanno da sempre ai grandi classici del genere, fra cui potremmo citare Saint Vitus, Goatsnake e Black Sabbath, basando le loro composizioni su atmosfere plumbee e soffocanti, dilungate in tracce che raramente non superano gli otto minuti. Quello che ne esce fuori è un disco come 'Erasing the Remembrance', un affresco che se ad un primo ascolto potrà sembrare troppo ostico nella sua lunghezza e dispersione, con una serie di ascolti saprà affascinare per le sue atmosfere e i passaggi strumentali mai banali. Già dalle lussuose edizioni in digipack e in vinile, con tanto di splendida copertina a cura di Stefano Scagni rappresentante il personaggio incappucciato del precedente album lungo il fiume che dà il titolo all'ultima traccia, nonché il curato booklet interno con testi e disegni in bianco e nero, è facile capire quanta attenzione sia stata data a questa release da parte del gruppo. Per quanto riguarda le composizioni, sette sono le tracce che vanno a comporre 'Erasing the Remembrance', di cui due brevi introduzioni strumentali e due tracce divise in più parti.

Si inizia quindi con "Pachidermic Ritual" che, riprendendo la conclusiva "Doomalcholocaust" del precedente lavoro, ci immerge fin da subito nelle atmosfere che caratterizzeranno questo nuovo album del gruppo. Ma è con le successive "Another Black Day Under the Dead Sun" e "The Raven" che i Doomraiser ci mostrano quanto in questi tre anni abbiano messo a frutto la lezione imparata dal precedente album: queste tracce scorrono via, nei loro dieci minuti, senza mai annoiare, fra sezioni che definire doom è un eufemismo e altre più distruttive, sempre all'insegna del "play slow" tanto caro al gruppo. Come sempre è da rimarcare la superba prova alla voce di Cynar, vera e propria scoperta positiva in questo gruppo, insieme ad una bella sezione ritmica composta sia da basso e batteria sia dalle chitarre, che con i loro riff pacati, ma incisivi e anche ossessivi sono capaci di sottolineare le ottime melodie composte. La cura quasi maniacale di questo lavoro è apprezzabile anche nei numerosi inserti all'interno delle canzoni, in cui è possibile trovare sezioni recitate, parti strumentali con violini, flauti, organi e quant'altro, oltre a musiche d'atmosfera come carillon e corvi, per una resa finale che ci dimostra quanto il gruppo abbia dedicato alla composizione e alla registrazione di questo album. Brani come "C.O.V. (Oblivion)" e "Vanitas" non fanno altro che confermare quanto fin qui detto, con il primo un brano fra i più diretti e duri dell'album, ben supportato dal basso di BJ, e il secondo capace di dilungarsi per un quarto d'ora in una traccia divisa in quattro parti sulla "principessa di tutte le cose", con un testo tanto criptico quanto interessante. La conclusione è affidata a "Head of the River", breve introduzione strumentale alla finale "Rotten River", forse il capitolo più complesso e meglio realizzato dalla band. Questo brano si divide in due sezioni, la prima più heavy oriented, la seconda più lenta e con sprazzi di moog, per un risultato finale da gustare con molta attenzione fino all'ultimo secondo.

"Got them all in my head,
their tragedies, their cries, their greatness!
Get on pachidermic rituals
we touch the moon with lion fists!"

Con 'Erasing the Remembrance' i Doomraiser sono tornati nel migliore dei modi, capaci di rinnovare la loro proposta pur non tradendo il loro stile: ne risulta un album capace di non deludere in alcun momento gli estimatori del genere, una vera riscoperta della band dopo il precedente lavoro, che, seppur più che buono, aveva mostrato alcune ombre sulla proposta del gruppo. I Doomraiser sono tornati, e si riaffermano come una delle proposte più particolari e interessanti nell'underground italiano in campo doom. Non lasciatevi sfuggire questa uscita: prendete il vostro vinile, mettetelo sul piatto e lasciatevi trascinare dalla musica di questi ragazzi.

Una curiosità: alla fine dell'ultimo brano è chiaramente udibile un messaggio rovesciato. Se vi state chiedendo cosa viene recitato, date un'occhiata alla prima citazione riportata in questa recensione, nonché nel booklet del disco in questione. La frase viene recitata, sempre in italiano, anche all'interno del brano "Vanitas", ma nella conclusione viene omessa la parola finale "bellezza"...

 


Tracklist:
1 - Pachidermic Ritual (Intro) - 2:12
2 - Another Black Day Under the Dead Sun - 10:06
3 - The Raven - 9:24
4 - C.O.V. (Oblivion) - 7:59
5 - Vanitas - 15:07
6 - Head of the River (Intro) - 2:45
7 - Rotten River:
Part I: The River
Part II: On the First Day of the New Dark Year for the World 01/01/08 - 11:26
Formazione:
Nicola "Cynar" - voce
Drugo - chitarra
Valerio "Molestius" - chitarra
Andrea "BJ" Caminiti - basso
Pinna - batteria

Guest:
Convulsion - voce secondaria nella traccia 2
Danilo Silvestri - voce secondaria nelle tracce 2 e 7
Annarita Lombardi - voce secondaria nella traccia 5
Tiziano Tarli - violino nella traccia 2
Mirko Cicconi - flauto nella traccia 2 e 5
Marco Resovaglio - organo nelle tracce 3 e 5
Danilo Silvestri - percussioni nelle tracce 3 e 5
Massimo Siravo - moog prodigy nella traccia 7

 

 

Commenti 

 
# Defender85 2010-01-16 15:36
eh, questi meritano veramente!
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