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Ancient Dome - Human Key
Scritto da Gabriele Nunziante   
Venerdì 28 Agosto 2009 09:00
Ancient Dome - Human KeyFormatisi nel 2000 in quel di Varese, gli Ancient Dome, formazione dedita al thrash old school made in Bay Area, giungono in questo 2009 con il primo full-length della carriera, patrocinato dalla italiana Punishment 18 Records. Dopo alcuni cambi di line-up, il gruppo trova la sua stabilità nelle persone di Paolo Porro (voce e chitarra), Alessandro Fontana (chitarra), Matteo Cuzzolin (basso) e Giorgio Alberti (batteria), four piece che ci consegna questo primo album, tale 'Human Key', impregnato (quasi) fino al midollo dal thrash di gruppi come Exodus, Megadeth, Testament e Overkill, in un amalgama che, pur non portando niente di nuovo, convince per tutta la durata dell'album.

"Look deep in my eyes, there's a fire
Metal lives again, so bang your head tonight"

Undici sono le tracce che i nostri ci propongono, di cui cinque accorpate sotto l'esplicativo nome di "The Human Key Saga", suite da 13 minuti circa posta al centro dell'album. Ma andiamo con ordine, partendo dalla prima traccia, l'immancabile brano omonimo al gruppo, "Ancient Dome": forti echi di Exodus aprono il via ad un vero e proprio inno al thrash, da un testo forse non proprio fra i migliori mai sentiti, ma che ben esprime il concetto che i nostri quattro hanno verso gli altri tipi di metal. Leggere per credere. Echi meccanici aprono le porte all'ottimo riff di "State of Regression", per un brano meno veloce del precedente ma che fra fiamme e una base ritmica ben cadenzata ci apre davvero le porte agli Ancient Dome forse più seri e convinti. L'ottimo lavoro alle chitarre del duo Porro/Fontana ben si mette in mostra nella lunga sezione centrale, dominata proprio dall'intreccio fra i riff delle due chitarre. E' ora il tempo della pre-annunciata "The Human Key Saga": si parte con la breve intro raccontata "The Defeat", quindi si passa all'ottima "Tyrants", in cui le melodie vocali e la durezza del thrash ben si fondono fra loro, ricordandoci su certi versanti anche la recente prova dei nostrani Loadstar. "Human Key" rallenta il tiro con il suo arpeggio iniziale, ma si trasforma in breve in una vera e propria cavalcata da parte dei quattro, che qui ottimamente reinterpretano sfuriate a là Slayer infarcendole con momenti più melodici dominati dalle due chitarre, complementari più che mai. Quarto capitolo della suite è la strumentale "Aeons", forse una traccia un po' anonima ma comunque ascoltabile, costruita forse sugli echi di una "Orion" certamente più ispirata. Viene dunque in breve lasciato il posto al capitolo conclusivo, "Fall of the Dominion", altro brano senza infamia e senza lode che si fa riconoscere per la sezione centrale caratteristica a base di un solo dal sapore molto melodico, nonché dalla classica furia alla Ancient Dome, pacata solo sull'arpeggio conclusivo alla Metal Church. Raggiungiamo l'ottava traccia e i nostri iniziano purtroppo a vacillare, presentandoci due brani abbastanza evitabili. Si parte con "Cold September", ballad poco convincente in cui il cantante, Cesare Zanotti, si lancia in una interpretazione alla Blaze che, seppur piacevole, non riesce comunque a risollevare le sorti di questo brano, relegato a una ballad facilmente dimenticabile. La successiva "Lost Creature" si fa riconoscere invece per una vena capace di discostarsi dal classico thrash per sonorità più moderne, quasi alla Extrema primo periodo, con tanto di echi e voci rimaneggiati al computer. Le conclusive "Architect of Dreams" e "Total Command" ci riportano fortunatamente al thrash più old school: entrambe sono due cavalcate con varie impennate di velocità e sezione ritmica in bella mostra, senza lasciare da parte la sezione più melodica a cura dei due chitarristi. Peccato relegarle a una posizione finale, quando se poste in apertura del disco avrebbero reso senz'altro un impatto più old school all'intero album.

Con questo 'Human Key' i nostrani Ancient Dome ben si presentano: un disco di sano e vecchio old school, non senza beneficiare di alcune risoluzione più moderne, in alcuni frangenti forse anche eccessive, ma comunque per un risultato che fa sicuramente ben sperare per il futuro di questi ragazzi. La pecca principale del disco è che risulta forse non esattamente bilanciato per quanto riguarda le composizioni: al fianco di alcuni ottimi brani (i primi e i due conclusivi) troviamo infatti diversi filler che sarebbero potuti essere sicuramente migliorati o sostituiti con brani più incisivi. Vista anche la breve durata dell'album (una quarantina di minuti in tutto), scartare già un paio di brani riduce notevolmente la proposta valida di questo 'Human Key'. Le carte in regola comunque ci sono tutte: attendiamo ora gli Ancient Dome on stage per saggiare anche su questo piano l'affiatamento del gruppo, quindi il salto di qualità con un prossimo album in studio. In conclusione, se amate gruppi come quelli citati in questa recensione, non fatevi mancare un ascolto a 'Human Key', perché potrebbe essere per voi uno dei lavori più interessanti in ambito thrash vecchia maniera prodotto in Italia in questo 2009.

 


Voto: 7,4/10
Tracklist:
1 - Ancient Dome - 3:35
2 - State of Regression - 5:55
3 - The Defeat - 0:27
4 - Tyrants - 4:38
5 - Human Key - 5:39
6 - Aeons - 2:40
7 - Fall of the Dominion - 4:12
8 - Cold September - 4:52
9 - Lost Creature - 4:20
10 - Architect of Dreams - 3:47
11 - Total Command - 3:25
Formazione:
Paolo Porro - voce, chitarra
Alessandro Fontana - chitarra
Matteo Cuzzolin - basso
Giorgio Alberti - batteria

Guest:
Cesare Zanotti - voce nella traccia 8

 

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