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Alberto Simonini - Moon-Twice
Scritto da Francesco Campatelli   
Sabato 13 Giugno 2009 09:00

Alberto Simonini - Moon-TwiceCi sono voluti ben diciassette anni di lungo silenzio, pazienza, bramosie represse per colpa di una difficoltà sempre stagnante di riuscire a trovare qualcuno che potesse credere fermamente nel prodotto offerto, ma alla fine si può dire che per una volta il numero 17 scaramanticamente ha portato fortuna ad Alberto Simonini. Il suo 'Moon-Twice' è finalmente potuto uscire da quel cassetto da dove per troppo tempo ha fatto capolino implorando di poter venire allo scoperto, e da quello che se ne sente viene spontaneo chiedersi ripetutamente per quale sciocca ragione gli addetti ai lavori non hanno creduto a suo tempo in un disco che con il suo apporto avrebbe potuto innalzare ancora di più il livello di importanza dell’Italia del Rock. Non tutto è perduto come si suol dire, dato che Simonini ha confezionato con le sue stesse mani un disco ancora oggi competitivo, anche se purtroppo i tempi sono cambiati irresponsabilmente.

Nel 1989 i Crying Steel sono ad un punto morto, dovuto all’improvviso abbandono dell’axeman bolognese che nonostante tutto decide così di non restarsene con le mani in mano e dà il via al suo progetto solista, dando vita ad un disco che eguaglia per ogni singolo elemento la classe sopraffina dei dischi delle più blasonate band del genere Aor - Hard Rock di quei tempi. Forti sono difatti le influenze di cult band americane e nord europee come gli Icon di 'Night of a Crime' e 'Right Between the Eyes' e i danesi Fate del periodo 85-88, quando album leggendari come 'Fate', 'Matter of a Attitude' e 'Cruisin for a Bruising' dettavano la legge del rock melodico.

Un giro di blues e "No Tequila" ha il compito di aprire alla grande il platter, una song ritmata e piena di energia hard rock, dove il genio di Simonini esprime tutta la sua totale classe di autentico virtuoso delle sei corde. Le più rilassate "Moon Twice" e " Unrequited Love" aprono uno spazio alquanto sognante e pieno di vero pathos, dove trasuda tutta la vera passione e gusto spiccato per la melodia e la poesia fatta in musica. Sorprende trovare Alberto non solo nelle versioni di produttore ed esecutore dell’intero disco, ma anche nell’inusuale posizione di vocalist, posizione che comunque ricopre con notevole incisività e bravura, ricordando molto da vicino la passione e il sentimento espressi dalle voci dei leggendari frontman delle sopraccitate muse ispiratrici Icon e Fate. Più aggressiva e direttamente rivolta a un pubblico molto più denim and leather la borchiata "My Desire is You" con un Simonini in netto spolvero vocale, tra sostenute linee e autentici strilli da far invidia ai più quotati figli della stirpe dei "melodic heroes". La linea omogenea prosegue nella spensierata "Exsistence", in cui le tastiere, che per tutto il disco svolgono una funzione di supporto strutturale, mai diventano invadenti come in molti casi di band dei giorni nostri. Notevole la parte corale di "She is Mine" che accompagna la sempre stupenda parte solista del musicista felsineo, che abbandona a testa alta il microfono dopo la struggente e commovente ballad "Solitude" e ci regala l’ultima manciata di song totalmente strumentali che lasciano spazio a quello a cui è solitamente più portato, e cioè esprimere in musica tutta la sua preparazione in materia compositiva, mai stantia su un unico genere ma che spazia dal rock duro fino alle composizioni di vere e proprie opere teatrali, come nel caso di "K622 - Adagio" una vera e propria riproposizione in chiave "elettrica" di quelle che sono le atmosfere idilliache che catturano l’attenzione degli spettatori in sala.

'Moon-Twice' oltre a essere un grande disco che dà tanto alla causa della musica rock in generale, esprime tutta la positività e, forse, è l’immagine stessa dell’anima della persona che lo ha composto. Questa mossa ricorda un po quella di Kane Roberts, leggendario chitarrista di Alice Cooper che verso la fine degli anni '80 si dedicò a creare il suo progetto solista che fruttò all’inventore del "Rambo Metal" due dischi personali. Così Alberto, che per tanti anni è stato parte fondamentale di una leggendaria band della New Wave Of Italian Metal, si è ritrovato a esprimere tutto ciò che con la propria band non poteva esporre. Qualcuno ha detto di sentire una vena latina nei dischi di metal e rock italiano, ma credo che su 'Moon-Twice' di latino non ci sia un bel niente, qui si fatica e molto anche a definire il disco una realizzazione di un artista italiano e ben poche bands possono vantare questa caratteristica anche ai giorni d’oggi.

 


Tracklist:
1 - No Tequila
2 - Can't You See
3 - Moon - Twice
4 - Fear Your Weapon
5 - Unrequited Love
6 - A Secret Diary
7 - My Desire Is You
8 - Existence
9 - She is Mine
10 - Every Time
11 - Solitude
12 - Runnin' On the Fast Lane (Car Accident)
13 - Positive/Negative
14 - Flight Of Fancy
15 - K 622 Adagio
16 - Incubus of a Wilful Murder in the Cosmos
Formazione:
Alberto Simonini - voce, chitarra, basso, tastiere, batteria elettronica

Guest:
Federico Andres Mascagni - voce secondaria, adlibs nella traccia 2
Fabio di Fazio - voce secondaria, adlibs nella traccia 5
Red Crotalo - chitarra nella traccia 12
Anna Auer - flauto nella traccia 14

 

 

Commenti 

 
# metalheart 2009-06-14 00:03
Bella recensione Francesco! Bentornato Alberto!
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# Eugenio Giordano 2009-11-30 11:53
assolutamente un gran bel disco, nel suo genere tra i migliori mai usciti in Italia, recensione perfetta e condivido anche il voto

Eugenio
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# Gabriele 2010-01-10 23:36
Un album veramente splendido, dall'inizio alla fine: Simonini non solo si riconferma un axeman dotato, ma anche un vocalist degno di nota, riuscendo a imprimere un'anima in tutte le canzoni di questo album. Se fosse uscito nell'anno della sua composizione sarebbe stato forse davvero una delle risposte italiane migliori ai gruppi sopraccitati. Album da avere per tutti gli appassionati di hard rock melodico e AOR.
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