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Gunfire - Thunder of War
Scritto da Mirco Frassetto   
Giovedì 26 Marzo 2009 10:00

Gunfire - Thunder of WarCi sono nomi che restano nei cuori dei loro fans come leggende, ci sono bands underground che riescono a riportare su di sé senza troppi clamori l’attenzione di un pubblico di fedelissimi anche dopo più di quindici anni di assenza. E’ stato così che la sorprendente reunion dei Gunfire nel 2002 aveva da subito fatto cominciare l’attesa per il promesso full length, che non ha tardato molto a venire alla luce, considerate anche alcune vicissitudini occorse alla formazione, come la diserzione dello storico batterista Rob Gothar, il succedersi alle pelli di Diego Romagnoli e Marco Bianchella e l’ingresso in pianta stabile di un secondo chitarrista, Luca Calò, al fianco del bravissimo Fabio “Lord Black Cat” Allegretti. Nel 2004 i nostri erano dunque pronti a dare alle stampe 'Thunder of War' per la Battlecry Records (ma disponibile anche per essere scaricato liberamente sul loro sito ufficiale).

 

Il ritorno discografico non ha deluso i fan italiani, presentando una proposta musicale agguerrita ma ancora pregna di un afflato che solo una band che ha vissuto e combattuto gli ’80 può rendere, grazie anche, vale la pena dirlo, alla presenza nel disco in questione di pezzi storici della prima formazione, come la bellicosa title track. I Gunfire mettono le cose subito in chiaro con “The King’s Amulet”, un’aggressiva opener al cardiopalma la quale, grazie ad una batteria schiacciasassi che costituisce un ottimo biglietto da visita del nuovo drummer Bianchella e a riff taglienti come rasoi, ci mostra ancora una volta come sia possibile essere epici anche senza cori medievali e dragoni, dando un esempio di classe e una valida attestazione delle loro capacità. La splendida, marziale intro “A Vision in Starlight” ci conduce al cospetto della fantastica “Deceiver”, una cavalcata di stampo maideniano che lascerà senza fiato tutti i fan del combo anconetano: ci sono tutti gli ingredienti per gridare al capolavoro, dai riff monumentali alla batteria, dal basso di Maury Lion alla prestazione vocale del mitico Rob “Drake” Borrelli, un’ugola per la quale il tempo pare non essere mai passato, letteralmente in grado di volare. I nostri a questo punto sparano una doppietta da manuale: i due gloriosi brani storici “Gunfire” (qui in versione più lenta) e la saxoniana title track, “Thunder of War”, che ci riportano con un brivido lungo la schiena letteralmente indietro di vent’anni, confermandoci che loro sì, sono veramente ‘immortal’ (chi conosce la vecchia “Hard Steel” capirà perfettamente!); e se la successiva, più lenta “The Fight for the Truth” forse non sarà il massimo e abbassa un po’ il livello altissimo mantenuto sino a questo punto, ci pensa la semi-ballad “I Shall Return” ad innalzare nuovamente la qualità di questo lavoro dei guerrieri marchigiani, un brano che riesce ad essere epico e persino duro senza strafare, alternando parti acustiche e momenti più ruvidi, ma sempre con un grande impatto sentimentale.
Ma il momento della calma contemplativa e della riflessione è appena terminato che subito si fa sotto un altro pezzo da incorniciare: “Sailing Through the Gates of the World”, una delle highlights del disco, avventurosa e aggressiva, vagamente maideniana, un’ottima prova da parte di tutti e cinque i nostri, sicuramente una canzone di grande forza in sede live, come sicuramente sarà anche la successiva “Livin’ In Sin”, forse meno esaltante, ma senz’altro un anthem dal sapore tutto ottantiano che emerge anche dal breve accenno di tastiera, nel quale pare di sentire un’eco dei leggendari Vanadium. La vecchia anima Speed dei Gunfire emerge alla grande nella seguente “Heavens of Mars”, all’insegna dell’aggressività dei Judas Priest più furiosi, grazie anche a una sezione ritmica solidissima e devastante, ma con una rudezza made in Saxon ed un’epicità tutta loro che dona alla song un’impronta fantastica e unica, soprattutto nel magnifico refrain corale. Conclude il platter la lunga ed eroica “Twilight for the Gods”, tra parti più veloci ed altre più cadenzate che vanno a tessere un brano sopra le righe, degna conclusione di questo riuscitissimo come-back.

I Gunfire sono tornati, decisi a restare, e questo 'Thunder of War' è qui a testimoniarlo, nel più puro stile dei nostri ragazzi di Ancona, senza edulcoranti né aggiunte, puro acciaio di anima ottantiana aggiornato ai tempi correnti; certo, non sarà una proposta innovativa, ma chi è alla ricerca di Heavy Metal verace e vuole supportare la scena nazionale qui troverà cinquanta minuti di musica senza punti deboli, suonata da una band che ha scritto la storia della scena della nostra penisola.

 


Tracklist:
1 - The King's Amulet - 04:48
2 - A Vision in Starlight - 01:02
3 - Deceiver - 05:12
4 - Gunfire - 04:35
5 - Thunder of War - 03:40
6 - The Fight for the Truth - 05:07
7 - I Shall Return - 06:11
8 - Sailing Through the Gates of the World - 04:35
9 - Livin' in Sin - 05:56
10 - Heavens of Mars - 03:46
11 - Twilight for the Gods - 07:45
12 - Hard Steel ('Gunfire' EP Version) - 05:14
13 - Thunder of War ('Gunfire' EP Version) - 03:40
14 - Gunfire ('Gunfire' EP Version) - 03:54
15 - Wings of Death ('Gunfire' EP Version) - 05:19
Formazione:
Roberto "Robert Drake" Borrelli - voce
Fabio "Lord Black Cat" Allegretto - chitarra
Luca Calò - chitarra
Maurizio "Maury Lyon" Leone - basso
Marco Bianchella - batteria

 

 

Commenti 

 
# EG 2009-03-26 22:15
discone, davvero muscolare, potente, suonato bene, bellissima recensione, ottima band da avere a tutti i costi per di più vale pure come ristampa dell'ep degli anni ottanta
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# The Sentinel 2010-11-13 04:15
C'è qualcosa che per te non è "capolavoro" né da avere quindi "a tutti i costi"?

Per curiosità eh...
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# Wasp83 2009-04-29 11:22
sezione rimica sempre presente con la batteria in costante tambureggiamento, chitarre affilate e fresche, cantato esaltante ed epicheggiante...ottimo disco
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