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Etrusgrave - Masters of Fate
Scritto da Gabriele Nunziante   
Venerdì 21 Novembre 2008 10:00
Etrusgrave - Masters of Fate'Masters of Fate' è il primo album degli Etrusgrave, gruppo di Fulberto Serena, chitarrista noto per la sua militanza all'interno dei Dark Quarterer durante i primi due lavori del gruppo, 'Dark Quarterer' (1987) e 'The Etruscan Prophecy' (1988). Dopo due demo, 'On the Verge of War' del 2004 e 'Behind the Door' del 2007, gli Etrusgrave giungono quindi al loro primo full-length, 'Masters of Fate', uscito per la My Graveyards Productions il 30 ottobre scorso. Il gruppo ci presenta un buon epic metal italiano, che rimanda in moltissimi punti proprio alle sonorità che hanno fatto grandi i Dark Quarterer. Su questo lato si può anche capire l'influenza che la tecnica chitarristica di Fulberto ha apportato al sound del gruppo di Nepi e Ninci: non ha caso fu proprio lui il principale compositore agli esordi, creando quella miscela di epic che ha fatto storia nel metal italiano e non solo. Con 'Masters of Fate' abbiamo quindi nuovamente l'occasione di ascoltare il lavoro dell'ottimo chitarrista e compositore, ben supportato per l'occasione da tre nuovi compagni: Tiziano "Hammerhead" Sbaragli alla voce, Luigi Paoletti al basso e Francesco Taddei alla batteria.

"Everyone have the music hidden in the heart
Born in the light and dead in the dark
The pulsation is coming so fast and so loud
The light blind me free my body I'm alive
"

Si parte al meglio con "Deafening Pulsation": sognante come quasi tutto il resto dell'album, parte lenta con un arpeggiato di Fulberto e quasi un sussurro da parte di Hammerhead alla voce. Lentamente si sviluppa con due ottimi versi dal testo a dir poco splendido, fino ad arrivare all'ottimo riff centrale. Chitarra, basso e batteria induriscono il suono e accelerano, mentre Hammerhead al voce da il meglio di sé, fino ad arrivare all'assolo di Fulberto, pacato ma in linea con il resto della canzone. Si riprende con il ritornello, fino a raggiungere la conclusione strumentale. E' presto forse per dirlo, dopo aver ascoltato solamente un brano, ma gli Etrusgrave presentano ottimamente questo album, sia per quanto riguarda la musica, sia per il testo, curato come pochi se ne sentono (un piccolo peccato che nel booklet il testo non sia riportato fedelmente, ma è un problema marginale). Si riprende con "Dismal Gait", quasi un continuo della precedente per sonorità e durezza, ma con più stacchi e una vera e propria cavalcata musicale durante i versi del brano. Parte centrale lenta, ripresa poi dal tema portante e da un Hammerhead ancora più convincente di prima alla voce. Classico assolo di Fulberto, splendido in tutte le parti nonostante la sua lunghezza. Non eccezionale il finale, ma in definitiva una canzone se non ai livelli della prima, appena poco più sotto. "The Last Solution" sembra partire come una ballad, lenta e arpeggiata, con appena un accenno di batteria, ma si sviluppa successivamente dura quanto le altre due, con inserti di chitarra che rendono il tutto ancora più appassionante. Non del tutto azzeccata l'interpretazione alla voce di Hammerhead, in particolare durante il ritornello, ma in generale una canzone più che buona. L'assalto alle pelli di Francesco Taddei ci apre la quarta traccia, "The Only Future": carica, supportata splendidamente proprio dal cantato di Hammerhead e dalla sezione ritmica Taddei-Paoletti ed impreziosita da un Fulberto ispirato alla chitarra, è una traccia melodica dall'inizio alla fine. Direttamente fra le migliori dell'album, al fianco della opener "Deafening Pulsation". Come quinta traccia troviamo "Wax Mask": dopo un inizio classicheggiante, Fulberto e compagni ci accompagnano a suon di riff in un'altra buona prova per il combo di Piombino. Hammerhead ce la mette tutta, cambiando dal semplice cantato allo scream, fino ad un urlo finale di quasi quindici secondi. Ottimo assolo come sempre per Fulberto, lunghissimo e classicheggiante, almeno nella prima parte, come la melodia iniziale. Il titolo della sesta traccia non potrà che far tornare in mente, a tutti gli appassionati, l'album 'War Tears' dei Dark Quarterer: "Lady Scolopendra". Gli Etrusgrave riprendono per mano questa stupenda canzone, scritta da Fulberto musicalmente e da Gianni Nepi per quanto riguarda il testo. Una versione a mio avviso migliore dell'originale registrata dai Dark Quarterer, impreziosita da nuovi spunti per la chitarra e dal flauto di Luigi Paoletti. Evocativa come poche, è un altro punto a favore degli Etrusgrave. Ci avviciniamo alla fine dell'album con la title-track "Masters of Fate", traccia dalla durata di oltre nove minuti. Dopo un classico intro alla Etrusgrave, la melodia del verso lascia leggermente stupiti ad un primo ascolto per la diversità rispetto alle altre tracce. Monumentale nella sua lunghezza, soffre forse di un posto di poco rispetto all'interno dell'album: una posizione più centrale avrebbe garantito maggior risalto. Anche perché non risulta facile mantenere ancora alta l'attenzione dopo altri sei brani dalla durata media di oltre sette minuti a traccia.

E' forse questo l'unico neo presentato da questo primo lavoro degli Etrusgrave: la lunghezza dei pezzi. Chiariamoci: nessuna parte risulta superflua o poco interessante, tutt'altro. Si sente che i brani sono stati composti per essere suonati interamente e non allungati volutamente per raggiungere il minutaggio "necessario" a riempire il disco. Tuttavia occorre ascoltare più e più volte ogni brano per poterne assaporarne tutte le sfaccettature musicali: non sperate certo di poter capire la bellezza di questo album solo dopo un paio di ascolti. In generale il voto è però ben più che positivo: gli Etrusgrave hanno sfornato un album come pochi se ne sentono negli ultimi anni, sia qui in Italia, sia nel resto del panorama metal (ed è un peccato se tale disco non avrà almeno un minimo di successo nel resto del panorama, visti soprattutto gli ultimi prodotti internazionali...). Ora non ci resta che testare sul campo il nuovo gruppo di Fulberto: appuntamento al Play It Loud del 28 febbraio!

 


Tracklist:
1 - Deafening Pulsation - 7:27
2 - Dismal Gait - 7:14
3 - The Last Solution - 7:57
4 - The Only Future - 6:03
5 - Wax Mask - 8:22
6 - Lady Scolopendra - 6:37
7 - Masters of Fate - 9:14
Formazione:
Tiziano Sbaragli - voce
Fulberto Serena - chitarra
Luigi Paoletti - basso
Francesco Taddei - batteria

 

 

Commenti 

 
# Seya 2008-11-21 12:24
Deafening Pulsation sta già diventando una delle mie canzoni preferite, e in maniera decisamente meritata. Se il primo album è già a questi livelli, non vedo l'ora di sentire i prossimi. E ovviamente di sentirli al Play It Loud. Complimenti per il bell'album e per la fedelissima recensione.
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# Running Wild 2008-11-22 22:44
Disco bellissimo, fatto da colui che ha fondato il metallo epico in Italia. Anche io sono rimasto meravigliato di rimanere piacevolmente colpito da questo disco, visto che non macino tantissimo epic tra i miei gusti, ma Masters Of Fate è quanto di meglio potesse tornare a fare Fulberto dopo un periodo di assenza.
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