italian metal

Login



        

Registrati
Password dimenticata?
Nome utente dimenticato?

Ultimi Commenti

[09/12/2016] Davide
Alltheniko: on-line il nuovo sing...
Che figata!
[29/10/2016] Rod
Rod Sacred - Submission
Grazie mille, gentilissimi, non ho parole!
[27/07/2016] Leo
Myriad Lights - Kingdom of Sand
Se chiudi gli occhi quando ascolti questa musica sembra di essere eseguita da ba...
[22/07/2016] Francesco76
Infected: anteprima da 'Judgment ...
Complimenti ragazzi siete fantastici.....Gianmarco sei GRANDE
[18/07/2016] Dario Cattaneo
Ibridoma - December
Mi scuso per i toni accesi, tra l'altro rivolto a te che appunto non c'entravi, ...
[18/07/2016] Gabriele
Ibridoma - December
Ti ringrazio per la segnalazione, ho già provveduto a contattare lo staff dell'a...

On the Net

facebooktwittermyspacelast.fm
Pleasure Slaves - The Last of the Giants
Scritto da Gabriele Nunziante   
Giovedì 03 Maggio 2012 09:00
Pleasure Slaves - The Last of the GiantsUno sguardo alla copertina, al nome della band, ai titoli dei dieci brani che compongono 'The Last of the Giants': ci vuole poco per capire cosa i Pleasure Slaves vogliono proporci. Provenienti da Bergamo e spinti dall'inglese Rising Records, il combo arriva in questo 2012 con il proprio album di debutto, un concentrato di epic metal di scuola Manowar, con qualche intrusione tastieristica alla Domine/Rhapsody, a presentarci un'altra valida realtà del panorama italiano.

Qualche breve nota biografica per iniziare: i Pleasure Slaves - che prendono il nome, per chi non lo sapesse, da un brano degli stessi Manowar - nascono nel 2009 per idea del cantante Simone "SK" Grigolo e del batterista Roberto Ira. La line-up si completa in breve con l'arrivo dei due chitarristi Simone Bianchi e Oscar Giavazzi e del bassista Alessandro Villa, cominciano quindi le prime composizioni originali e i primi concerti, fino ad arrivare nel 2011 alla firma con la Rising Records per la pubblicazione del proprio debutto. La band cita fra le proprie influenze Manowar (...chiaramente), Iron Maiden, Metalforce, i connazionali Domine e Rhapsody of Fire, ed in generale questo 'The Last of the Giants' sembra essere una giusta unione fra i diversi stili delle band appena citate, a cui si aggiunge un gusto per le liriche a metà fra ambientazioni fantasy/mitologiche (R.R. Martin la fa da padrone) e la fierezza dell'heavy metal (qui sono i quattro di Auburn a dettar legge). Il disco, 50 minuti in tutto la sua durata, suona fresco e potente per tutta la sua durata: i Pleasure Slaves hanno voglia di fare e si vede in queste dieci tracce, ben concepite e capaci di differenziarsi una dall'altra.

Con l'iniziale "True Metal Will Never Die" i nostri essenzialmente si scaldano, un brano che parte in sordina per aumentare man mano fra cavalcate batteristiche e fieri cori a sottolineare il cantato di Simone Grigolo, vocalist che sorprende positivamente per tutto il disco. "Ballad" non deve ingannare: i nostri non hanno spazio per brani lenti, ed effettivamente questa sembra una song rubata agli Iron Maiden di inizio carriera (sentite le cavalcate, il basso, perfino l'assolo), coverizzata alla Manowar maniera e con l'aggiunta di tastiere sinfoniche a sottolineare l'aurea di epicità del testo. Si rallenta il tiro con "Hero", brano in cui si rappresenta tutta la debolezza umana dell'eroe, dove l'interpretazione vocale è tutto e ampio spazio viene anche lasciato alle chitarre, questa volta in pieno stile Domine. Ed è sempre la band dei fratelli Paoli a ritornare alla mente con "Lioneheart", brano che ben amalgama heavy ed epic metal in un crescendo di epicità dettato dalle tastiere. C'è bisogno di dire da chi i Pleasure Slaves hanno preso spunto per "The Truest of the True", brano strumentale di solo basso? Non penso, passiamo quindi alla successiva "The Last of the Giants" che, pur non essendo una "Battle Hymn", si rivela un buon brano sulle tematiche di R. R. Martin, degna title-track dell'album. Splendida anche "The Power of the Knights", brano lento e malinconico sostenuto dalle tastiere e dal cantato, mentre "The Song of the Seven" è una cavalcata pacata ma distruttiva il cui testo è preso direttamente dall'opera di R. R. Martin. Particolarissime le ultime due tracce: si parte con "Red Dragon", brano cadenzato dall'influenza tutta italiana, così come nella conclusiva "The True Way", dove addirittura i nostri ci mettono una parte cantata nella nostra lingua per meglio chiarire il concetto sulla vera via.

I Pleasure Slaves debuttano ottimamente con questo 'The Last of the Giants', un disco che sorprenderà positivamente appassionati di heavy ed epic metal, grazie alla sua varietà e cura per i dettagli. C'è sempre qualcosa da migliorare e anche i Pleasure Slaves potranno, a mio avviso, regalarci fra qualche anno un disco capace di superare ulteriormente questo disco: nel frattempo 'The Last...' si merita sicuramente un buon voto, in attesa di poter vedere la band sui palchi un po' di tutta Italia per poterne apprezzare anche dal vivo le ottime doti messe su disco.



Tracklist:
1 - True Metal Will Never Die - 4:21
2 - Ballad - 4:14
3 - Hero - 4:12
4 - Lionheart - 3:51
5 - The Truest of the True - 2:23
6 - The Last of the Giants - 4:05
7 - The Power of the Knights - 6:01
8 - The Song of the Seven - 7:32
9 - Red Dragon - 5:30
10 - The True Way - 7:46
Formazione:
Simone "SK" Grigolo - voce
Simone Bianchi - chitarra
Oscar Giavazzi - chitarra
Alessandro Villa - basso
Roberto Ira - batteria

Guest:
Alberto Sonzogni - tastiere


 

Commenti 

 
# Defender 2012-05-03 14:00
Complimenti, grandissimi Pleasure Slaves! Continuate così!!
 
 
# Ale3r9 2012-05-03 19:40
Siete fantastici!!!!!! Non vedo l'ora che escano le date del tour!!!!!
 

Attualmente l'inserimento dei commenti è disabilitato per gli utenti non registrati.
Effettua il login o la registrazione per lasciare un commento.

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Per informazioni sui cookie utilizzati e come cancellarli, leggi la nostra cookie policy.

Accetto cookies da questo sito.