| Misantropus - LP-EP (2003) |
| Scritto da Gabriele Nunziante |
| Giovedì 02 Febbraio 2012 10:00 |
Il 2011 segna il ritorno discografico dei Misantropus che, a quattro anni dall'ultima uscita discografica con le ristampe del loro debutto datato 2000, ripropongono tramite Doomymood Records l'ultimo loro EP del 2003 e cinque inediti provenienti dalle stesse sessioni di registrazione. Unici nel loro genere, ispirati dal dark sound italiano degli anni '80 e artefici di brani completamente strumentali, i due fratelli Sanniti mostrano ancora una volta di non dare molta importanza alle mode musicali, riuscendo a ritagliarsi un posto tutto loro nell'underground italiano.Nati addirittura nel 1998, la formazione composta da Alessio e Vincenzo Sanniti, accompagnati in questi 15 anni di attività da una serie di batteristi (Andrea Vozza l'attuale, Massimiliano Bergo quello presente dietro le pelli in questa release del 2003), ha rilasciato nel nuovo millennio un LP e un EP rigorosamente in vinile e successivamente ristampati in CD. Questo nuovo prodotto, pubblicato negli ultimi giorni del 2011, è da considerarsi una ristampa dell'EP da due brani del 2003 - dove i nostri avevano sperimentato l'aggiunta di parti vocali fonetiche - con l'interessante inserimento di cinque brani (tre veri inediti e le "basi strumentali" dei due già citati brani vocalizzati) provenienti dalle stesse sessioni e che per vari motivi non erano stati pubblicati all'epoca. Quanto proposto dalla band, per chi non avesse avuto mai modo di ascoltarli, è un dark doom sound molto personale, incentrato su tematiche ambientali (sebbene l'assenza di veri testi non permetta effettivamente di inquadrarli in questo senso), originariamente partito dall'influenza del Paul Chain di metà anni '80, i Requiem di Di Donato e gli Arpia e che con il tempo si è fatto via via più personale. I brani presentati sono quindi caratterizzati da atmosfere non tanto lugubri o volutamente lente, quanto piuttosto ossessive, con riff ripetuti più e volte in cui la chitarra di Alessio è la vera conduttrice. Un buon esempio è l'iniziale "Life", suddivisa in due parti in cui i riff si alternano senza tante variazioni se non per un interessante intermezzo che, nella versione cantata da Francesca Luce, assumerà un vero valore aggiunto. Più interessanti sono "Man" e "Woman", brani che senza tradire il genere dei Misantropus sono capaci di spaziare fra situazioni più slanciate ad altre lente e monolitiche. Altrettanto lenta nell'avanzare è "Animalspact", dai vaghi accenni horrorifici nei vibrati di Alessio, mentre "Transformation" è il brano più interessante del lotto grazie al sua avanzare sicuro e ricco di feeling impreziosito dall'aggiunta di effetti. Sullo stesso livello la sua versione cantata che troviamo, insieme alla già citata "Life", in fondo al CD: vi è da dire che il cantato non aggiunge molto ai brani, essendo limitato a solamente alcune brevi sezioni, ma rimane comunque una buona aggiunta capace di dare quel tocco in più al lavoro dei Misantropus. Questa ristampa con inediti mostra in definitiva bene che cosa la formazione romana ha da dire e, pur essendo materiale già datato, è un buon punto di partenza per chi volesse avvicinarsi ai Misantropus, pur essendo sempre consigliato un ascolto preventivo tramite i canali della band vista la proposta tutt'altro che immediata o di facile collocazione. L'edizione pubblicata dalla Doomymood si presenta nel solo formato CD, con booklet molto ristretto contenente unicamente le foto della band - ma d'altra parte l'assenza dei testi non avrebbe permesso di inserire più materiale. Voto: 7,0/10 Tracklist: 1 - Life - 6:07 2 - Man - 3:53 3 - Woman - 4:15 4 - Animalspact - 4:38 5 - Transformation - 6:36 6 - Life - 6:06 7 - Transformation - 6:37 Formazione: Alessio Sanniti - chitarra, effetti Vincenzo Sanniti - basso Andrea Vozza - batteria Guest: Francesca Luce - voce (tracce 6, 7) Massimiliano Bergo - batteria |










Il 2011 segna il ritorno discografico dei Misantropus che, a quattro anni dall'ultima uscita discografica con le ristampe del loro debutto datato 2000, ripropongono tramite Doomymood Records l'ultimo loro EP del 2003 e cinque inediti provenienti dalle stesse sessioni di registrazione. Unici nel loro genere, ispirati dal dark sound italiano degli anni '80 e artefici di brani completamente strumentali, i due fratelli Sanniti mostrano ancora una volta di non dare molta importanza alle mode musicali, riuscendo a ritagliarsi un posto tutto loro nell'underground italiano.
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