| Focus Indulgens - Hic Sunt Leones |
| Scritto da Gabriele Nunziante |
| Giovedì 26 Gennaio 2012 10:00 |
Dove i Focus Indulgens vogliano arrivare è a tutt'oggi un mistero. Dopo aver esordito con 'The Past' nel 2010, un album che ce li aveva proposti in un misto fra doom, epic metal e progressive assolutamente originale e fuori dai classici schemi, a fine 2011 il gruppo senese si ripresenta con 'Hic Sunt Leones' e, neanche a dirlo, sconvolge nuovamente le carte, proponendoci nuove influenze che ad un primo ascolto potrebbero non poco spiazzare coloro che li avevano conosciuti con il disco di esordio.Si parte dal cantato, passato completamente all'italiano, lingua con cui i nostri sembrano a trovarsi ancor più a loro agio. Si vedano infatti i testi assolutamente "allucinati" e ricchi di immaginazione, una sorta di affresco in cui la band dipinge storie senza tempo, in maniera non sempre lineare e spesso ricca di personaggi confusi e misteriosi che altro non fanno che accrescere l'aurea di mistero intorno a tali brani. Poi ci sono le influenze musicali: se nell'esordio trovavamo ancora un chiaro riferimento a certo epic e doom metal, pur riletti in chiave personale, in questo lavoro è la vena progressive ad aver maggiormente ispirato i nostri, un'evoluzione naturale visto 'The Past' e necessario alla band per potersi esprimere completamente. I Focus Indulgens non sono infatti una band legata alle etichette e 'Hic Sunt Leones' ne è la prova: la band esplora fra i generi, citando e auto-citandosi, prendendo il meglio dalle varie correnti musicali. Non è difficile quindi trovare cenni di Deep Purple al fianco del progressive tutto italiano degli anni '60/'70, atmosfere ora più doom tratte dai primi Black Sabbath ora ispirate all'hard rock, fino ad esperimenti psichedelici che sono una delle tante marce in più di questo lavoro. 'Hic Sunt Leones' è un disco ambizioso, le cui sonorità fuori tempo potrebbero ad un primo ascolto spiazzare l'ascoltatore, ma proprio come il suo predecessore capace di mostrare sempre più particolari ad ogni ascolto. Sono sette le tracce che vanno a comporre questo secondo lavoro, fra cui l'iniziale "Hic Sunt Leones", strumentale che ad un intro di organo accosta una sezione più sperimentale in chiave progressive. Con "Il re e la quercia" le cose iniziano a farsi serie, brano che su una base monolitica e dai riff sabbathiani unisce un gusto più progressive nel refrain melodico, slanciata e dal cantato effettato, mentre "Figlio di cagna" va a citare gli stessi Focus Indulgens dell'esordio - ed effettivamente è il brano che più si avvicina al vecchio disco - un misto di epic/doom/progressive in cui in più di un'occasione il cantato di Carlo Castellani spiazza per la sua interpretazione tanto distante dall'abitudinario salmodiare. "Calendimaggio" non si discosta molto dalla precedente, un brano che se nella prima metà risulta lento, riesce a conquistare con il suo organo alla Deep Purple era 'In Rock' (con tanto di finale omaggio a "Child in Time"), quando "Un profeta dal cosmo" è uno degli apici del disco, brano in cui l'influenza progressive del gruppo viene maggiormente allo scoperto e qui accompagnata da uno splendido testo. Ci si avvicina al finale con "Era autunno", brano malinconico in tutta la sua durata e dominato da atmosfere lente e sulfuree. "Vinsanto" è la infine la suite di 'Hic Sunt Leones', un quarto d'ora in cui i Focus Indulgens rappresentano al meglio se stessi: anche in questo caso sono diverse le influenze della band, per un brano ambizioso e che nella sua totalità risulta convincente. Con 'Hic Sunt Leones' i Focus Indulgens si mostrano ancor più geniali (o folli, le due cose vanno a braccetto) rispetto al debutto, rimescolando le influenze e proponendo quello che più li soddisfa senza stare troppo a pensare al posto che si stanno ritagliando nella scena italiana. Se avete apprezzato il debutto e l'influenza del progressive anni '70 vi può interessare, fate pure vostro anche questo secondo capitolo della band; se invece non conoscete ancora i Focus Indulgens, partite da questo o dal precedente a seconda dei generi che più apprezzate. Per quanto riguarda le edizioni di 'Hic Sunt...', il disco è stato pubblicato dalla Doomymood Records nel dicembre 2011 in versione CD, corredato da uno splendido booklet con testi e disegni dello stesso Castellani, mentre è prevista nei primi mesi del 2012 anche l'edizione in vinile, immancabile per un disco del genere. Voto: 8,0/10 Tracklist: 1 - Hic Sunt Leones - 3:52 2 - Il re e la quercia - 5:13 3 - Figlio di cagna - 9:16 4 - Calendimaggio - 6:24 5 - Un profeta dal cosmo - 8:29 6 - Era autunno - 6:44 7 - Vinsanto - 15:00: I - Un mare di incenso copriva le croci II - Povero piccolo pellegrino III - Neve IV - E quindi uscimmo a riveder le stelle Formazione: Carlo Castellani - voce, basso, flauto dolce, organo, pianoforte Federico Rocchi - chitarra, armonica a bocca Edoardo Natalini - voce, batteria, percussioni |










Dove i Focus Indulgens vogliano arrivare è a tutt'oggi un mistero. Dopo aver esordito con 'The Past' nel 2010, un album che ce li aveva proposti in un misto fra doom, epic metal e progressive assolutamente originale e fuori dai classici schemi, a fine 2011 il gruppo senese si ripresenta con 'Hic Sunt Leones' e, neanche a dirlo, sconvolge nuovamente le carte, proponendoci nuove influenze che ad un primo ascolto potrebbero non poco spiazzare coloro che li avevano conosciuti con il disco di esordio.
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