| Deliria - Deliria |
| Scritto da Gabriele Nunziante |
| Mercoledì 14 Dicembre 2011 10:00 |
Ad un decennio dalla formazione, segnati da combini cambi di line-up e una serie di demo dai diversi generi e contenuti, il 2011 è l'anno di debutto per i Deliria, formazione di Catanzaro ispirata dalla corrente doom / horrorifica tutta italiana: dai Death SS a Paul Chain, passando per The Black, Black Hole e quant'altro negli anni ha segnato le atmosfere heavy più lente e oscure nella nostra penisola.Giunti all'undicesimo anno di attività, il fondatore Francesco Gallo (voce e chitarra) e Ivan Ritrovato (synth e batteria) si trovano così a dar vita all'omonimo 'Deliria', full-length da 8 tracce più una cover dei maestri Black Sabbath che segna il loro ingresso in questa particolare corrente tutta italiana. La band negli anni di attività ha ben capito dove rivolgersi come sonorità, preferendo un doom metal lento e monolitico sì, ma stemperato dall'uso di sintetizzatori e tastiere e mai troppo cupo o oppressivo. Ne esce un lavoro a metà fra i primi Black Sabbath e i Death SS di Paul Chain (o i Violet Theatre di quest'ultimo), con sporadiche divagazioni e influenze legate ai Black Hole (per l'uso dei synth) o ai più recenti L'Impero delle Ombre (omaggiati, potremmo azzardare, in un brano cantato parzialmente in italiano e un secondo che non poco li ricorda). Il risultato è buono in generale, sebbene 'Deliria' risulti un lavoro certo derivativo e minato da una produzione non proprio esaltante, per la batteria in particolare, il che rende la mezzora di questo lavoro un piacevole ascolto per chi già appassionato di queste sonorità, ma difficilmente interessante per chi ha un rapporto meno "ossessivo" per certi generi. Introdotto da "The Awakening of the Vampire", intro horririfico con tanto di organo alla Chain maniera, il disco si presenta con una serie di brani più classici come "The Vampire is Back", doom lento con synth sullo sfondo alla ricerca di divagazioni strumentali, o "The Black House", lentissima e cadenzata dalla bella melodia in sottofondo. Veramente monolitica nei suoi riff è "Demon Song", malinconico brano sempre lento ma con belle impennate, mentre "In the Darkness" è il brano più slanciato, con chitarra e batteria a tracciare la strada al cantato di Francesco, sempre salmodiante e più malinconico che melodioso. "Nera Luce" è una delle sorprese del disco, tanto nella sua parte introduttiva in cui il gruppo si dà al cantato in italiano - esperimento più che riuscito e che andrebbe approfondito a mio parere -, quanto nella parte restante del brano, dove riff Sabbath-iani dai rimandi blueseggianti e atmosfere oscure realizzate dai synth lasciano tutto lo spazio a una parte strumentale. Altro rimando a L'Impero delle Ombre, oltre al cantato in italiano del brano precedente, è "Vampire Witches", traccia in cui chitarre e tastiere si contendono lo spazio per una traccia influenzata dal progressive anni '70 mischiato con il doom propriamente detto. L'omaggio al gruppo di Iommi è dato da una "Selling My Soul" riproposta il più possibile fedelmente dal gruppo, perdendo purtroppo parte del feeling originale ma comunque godibile nel suo essere all'interno di un disco non troppo dissimile per sonorità. Vi è ancora spazio per l'inedita "Deliria", brano che ad un particolare intro di pianoforte tutt'altro che lugubre accosta una seconda parte tutta strumentale sempre su atmosfere hororrifiche, a riprendere la traccia introduttiva del disco e mettendo così fine all'intero album. Complessivamente 'Deliria' è un disco buono ma che con qualche accortezza in più avrebbe potuto dare alla band di Catanzaro maggiore impatto con questo suo debutto: una registrazione leggermente migliore e brani meglio sviluppati e arrangiati, con qualche parte strumentale capace di aggiungere quel tocco in più, sono gli aspetti principali su cui la band avrebbe potuto lavorare. Come debutto l'album rimane comunque consigliato a chi ha nei Black Sabbath, Death SS, Paul Chain e a seguire tutto il resto della scena la propria massima attenzione. Pubblicato in CD dalla messicana Under Fire Records (divisione della Blower Records, label che aveva già dato modo ai Deliria di partecipare alla sua raccolta 'Forged in Metal'), il disco si presenta abbastanza curato, con booklet molto ristretto ma comunque con tutti i testi e le note del caso. Voto: 7,0/10 Tracklist: 1 - The Awakening of the Vampire - 2:18 2 - The Vampire is Back - 4:37 3 - Demon Song - 5:11 4 - In the Darkness - 3:44 5 - Nera Luce - 3:31 6 - The Black House - 3:50 7 - Vampire Witches - 4:02 8 - Selling My Soul (Black Sabbath cover) - 3:12 9 - Deliria - 3:33 Formazione: Francesco Gallo - voce, chitarra Ivan Ritrovato - synth, batteria |










Ad un decennio dalla formazione, segnati da combini cambi di line-up e una serie di demo dai diversi generi e contenuti, il 2011 è l'anno di debutto per i Deliria, formazione di Catanzaro ispirata dalla corrente doom / horrorifica tutta italiana: dai Death SS a Paul Chain, passando per The Black, Black Hole e quant'altro negli anni ha segnato le atmosfere heavy più lente e oscure nella nostra penisola.
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