| Anno Mundi - Cloister Graveyard in the Snow |
| Scritto da Gabriele Nunziante |
| Mercoledì 30 Novembre 2011 10:00 |
Interessante progetto questo degli Anno Mundi, formazione capitolina guidata dai due poli-strumentisti Alessio Secondini Morelli e Gianluca Livi che giunge nel 2011 alla pubblicazione, dapprima auto-prodotta in vinile e a breve ristampata dalla Bloodrock Records, del loro debutto 'Cloister Graveyard in the Snow'. Devoti ai Black Sabbath della prima era, ma con divagazioni che toccano il progressive degli anni '70, i due, contornati da una serie di special guest anche noti nell'ambiente, si rendono autori di un buon primo lavoro.La band nasce nell'agosto 2009 dall'incontro di Alessio (chitarra, percussioni) e Gianluca (batteria, percussioni, chitarra), a cui si affiancano una serie di musicisti che vanno a comporre una line-up purtroppo piuttosto instabile. Non è un caso se questo 'Cloister Graveyard...' vede infatti una formazione che si compone di più cantanti e bassisti, oltre che una serie di special guest che hanno dato una importante mano ai due: da Andrea Ciccomartino dei Graal a Alessandro Papotto del Banco del Mutuo Soccorso e Periferia del Mondo, passando per Paolo Lucini degli Ezra Winston a Michele Raspanti, anch'esso nei Graal. Le influenze dei due principali compositori sono in buona parte riconducibili alla band inglese guidata da Tony Iommi ed in particolare al primo periodo con Ozzy: ne sono ottimi esempi il primo e l'ultimo brano del disco, "Scarlet Queen" e "God of Sun". Lenti quanto basta, incentrati su riff di chitarra cadenzati e incisivi, nonché una base ritmica semplice ma efficace, corretta nel dare il giusto apporto senza strafare. Non sempre efficace risulta invece il cantato di Federico Magagnini, impegnato in buona parte dei brani proposti, un cantato che nel suo essere troppo vicino a quello di Axl Rose (gruppo tributato proprio dallo stesso Federico con i Mr. Brownstone) non ben si uniforma alle atmosfere oscure del duo. Sulle stesse coordinate musicali troviamo anche "The Shining Darkness", un doom metal tradizionale con riff riproposto ad oltranza e un cantato più calato nella parte, mentre la title-track si rivela una breve strumentale interlocutoria. Sono i due brani più lunghi a rivelarci però un'influenza più vasta per gli Anno Mundi: "Dwarf Planet" e "Gallifreyan's Suite" sono due tracce più complesse e dalle strutture meno prevedibili, con influenze che toccano il progressive e l'inserimento anche di strumenti meno tradizionali come il sax e il pianoforte. La prima cresce man mano con l'avanzare del minutaggio, passando da un intro soffuso di chitarra acustica all'inserimento di batteria e chitarra, fino ad un'insolita parte di sax tenore, per assestarsi infine su un heavy/doom metal tradizionale che sul finale ci rivela la voglia di sperimentare dei nostri. "Gallifreyan's Suite", come ci rivela il nome, si divide invece in più parti, per una piccola suite da 10 minuti. Ad una prima ispirata totalmente ai Black Sabbath di 'Sabbath Bloody...', se ne contrappone una seconda ad un passo dal progressive e completamente sperimentale, giungendo infine all'unica parte cantata da parte di Luca Jason Serafini, con grande interpretazione, per un doom massiccio e monolitico. 'Cloyster Graveyard in the Snow' è un buon biglietto da visita per la band, capace di lasciare intravedere possibili sviluppi inaspettati per il proprio proseguo di carriera. Se infatti è vero che buona parte dei brani paga un pesante tributo ai maestri del genere, pur con grande classe, gli Anno Mundi si rivelano capaci di inserire nuove influenze che li potrebbero portare su lidi ancor più interessanti. Pubblicato a settembre 2011 nella versione vinile in tiratura limitata a 100 copie, il disco verrà ristampato nei primi mesi del 2012 dalla Bloodrock Records nel formato CD, rendendo quindi possibile a tutti di far proprio questo lavoro. Voto: 7,5/10 Tracklist: 1 - Scarlet Queen - 5:42 2 - The Shining Darkness - 7:50 3 - Dwarf Planet - 9:52 4 - Gallifreyan's Suite a) - Access to the 4th Dimension - 2:28 b) - Tardis - 2:26 c) - Timelord - 6:09 5 - Cloister Graveyard in the Snow - 2:24 6 - God of Sun - 8:37 Formazione: Alessio Secondini Morelli - chitarra, percussioni, voce secondaria Gianluca Livi - batteria, percussioni, chitarra, basso Guest: Luca Jason Serafini - voce Magagnini - voce Luigi Ranieri - chitarra, basso Fabio Breccia - basso Special Guest: Andrea Ciccomartino - voce (traccia 6) Alessandro Papotto - sax tenore (traccia 3) Paolo Lucini - pianoforte (traccia 3), tastiere (tracce 4b, 5) Michele Raspanti - basso (tracce 1, 3) |










Interessante progetto questo degli Anno Mundi, formazione capitolina guidata dai due poli-strumentisti Alessio Secondini Morelli e Gianluca Livi che giunge nel 2011 alla pubblicazione, dapprima auto-prodotta in vinile e a breve ristampata dalla Bloodrock Records, del loro debutto 'Cloister Graveyard in the Snow'. Devoti ai Black Sabbath della prima era, ma con divagazioni che toccano il progressive degli anni '70, i due, contornati da una serie di special guest anche noti nell'ambiente, si rendono autori di un buon primo lavoro.
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