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AA.VV. - Officina dei Sogni
Scritto da Francesco Campatelli   
Mercoledì 23 Novembre 2011 09:00
AA.VV. - Officina dei SogniEbbene si, finalmente dopo il tributo di qualche tempo fa agli immortali Death SS arriva anche un ossequioso omaggio ad un'altra band punta di diamante del metal italiano, rimasta nel cuore di molti per la sua storia fatta di gioie e immensi dolori, che ha raccolto meno di quanto seminato e rimasta orfana della loro anima nobile che le ha consentito di meritarsi l'appellativo di Officina più pazza del mondo.

A sopperire alla mancanza di un vero e proprio tributo alla leggenda labronica Strana Officina ci pensa un progetto nato dall'idea di Claudio Pino, affermato dj radiofonico che svolge il suo ruolo all'interno del longevo programma Loud'n'Proud attivo fin dal 1986 sulle frequenze di Radio Diffusione Pistoia, e dai ragazzi dell'Etrurian Legion Promotion, attiva sul territorio toscano da qualche tempo a questa parte il cui fiore all'occhiello è l'organizzazione di eventi live a supporto delle band underground italiane. Dall'unione della passione tra queste due realtà conosciute in Toscana scaturisce 'Officina dei Sogni', a cui prendono parte alcuni degli acts toscani più popolari e altri meno noti a cui il progetto fornisce loro sicuramente un'ottima vetrina e magari forse anche un trampolino di lancio per farsi amare dai più.

Si inizia con i fiorentini Frozen Tears che si occupano di rivisitare la devastante "Kiss of Death", che gli orecchi più attenti degli ascoltatori si accorgeranno essere introdotta per qualche secondo da uno spezzone dell'intervista rilasciata dalla Strana Officina nel 1985 allo storico VJ inglese Kleever nello spazio televisivo "Heavy" trasmesso all'epoca da Videomusic. Il gruppo capitanato dai fratelli Taiti ripropone in maniera egregia in una chiave classica e potente la storica song presente su 'Rock'n'Roll Prisoners' dando, come è lecito aspettarsi da un tributo, uno spunto personale al riesame. I lucchesi Devastator vanno al sodo con "Non sei normale" in una versione rabbiosa con tanto di voce in growl ma rimanendo musicalmente sullo stile classico originario della canzone; versione comunque convincente anche la loro, a cui fa eco quella dei concittadini H.A.R.E.M. capitanati da Freddy Delirio, già tastierista dei Death SS ed in questa sede in veste anche di vocalist, che con la sua band va a pescare nel repertorio più recente della Strana Officina estrapolando "In Rock We Trust" dal nuovo album 'Rising to the Call', scelta che come si vedrà si rivelerà l'unica rivolta al nuovo corso della band labronica. Una rivisitazione quasi ipnotica quella fornita da Delirio e soci, allettante sotto il profilo esecutivo con un sottofondo di tastiere che dà un tocco in più e con lo stesso Delirio altrettanto magnetico dietro il microfono. Da Pistoia i The Heatlers, band dalla forte inclinazione per la cucina gastronomica a base di suino che grugnisce in apertura della song, si fanno sentire con una versione rapida di "Amore e fuoco" rimestolata con arie miste tra r'n'r e punk. Non poteva certo mancare un sentito omaggio dalla terra di origine della Strana Officina il cui compito è affidato agli Eldritch con una stupenda e strappalacrime versione di "Unknown Soldier". Dopo la sublime intro condotta in questo caso da un suono di tastiere, la prova di Terence Holler dietro il microfono è di quelle da brividi sulla schiena; io personalmente ho subito un sussulto al cuore arrivando quasi alle lacrime sentendo introdurre le prime strofe dalla sua voce che si avvicina in maniera impressionante a quella del compianto Fabio Cappanera, senza considerare l'entrata in scena della chitarra di Eugene Simone eseguita in maniera praticamente identica a quella dello stesso Fabio, per poi andare in corsa sulla canzone tenendo una condotta esemplare e riuscendo a mantenere inalterato e senza sbavature lo spirito malinconico della canzone, sicuramente una dei migliori riesami presenti all'interno del cd. I pisani e altrettanto storici Tossic sorprendono con la loro versione totalmente scorporata di "Difendi la fede", presentata in un contesto opposto all'originale, in un lento e claudicante incedere quasi sabbathico ma che convince per l'idea originale fatta sicuramente per cogliere di sorpresa l'ascoltatore. Dalla ridente Versilia i Twilight Zone ci mandano una variante un po' traballante di "King Troll", non cristallina dal punto di vista della registrazione e un po' troppo scolastica da quella del cantato, poco incisivo e diretto. Diametralmente opposta l'interpretazione di "Luna nera" dei piombinesi Dark Quarterer, vera istituzione italiana del movimento Epic Progressive Metal, che con la loro maestria nel suonare riescono quasi a far passare per loro la canzone, riarrangiandola nel loro stile complesso e variegato con un ispiratissimo e passionale Gianni Nepi a fare da contraltare al resto della band che ci mette davvero del suo, specialmente nella parte centrale dove a duellarsi in solos si trovano le tastiere di Francesco Longhi e il tocco ardente del giovane Francesco Sozzi alla chitarra. Si ritorna ai suoni tirati con i Violentor alle prese con "Vai vai" con un'ospite di eccezione, facente parte di quella tribù che con la Strana Officina ha i suoi legami dalla notte dei tempi, quel Leonardo Milani che alla chitarra si diverte a tingere la canzone di colori speed thrash tipici del giovane gruppo lucchese. Anche gli antichi spiriti etruschi reclamano un posto di diritto nella compilation e così gli aruspici intravedono per gli altrettanto piombinesi Etrusgrave un posto al sole con "Piccolo uccello bianco": la canzone mantiene fede ai tratti distintivi della stessa originale, ma arricchita dalla personalità di Fulberto Serena e soci, da ascoltare soprattutto nella parte dell'assolo centrale; il tutto però lascia una punta di amaro in bocca per una produzione non all'altezza della situazione, ed è un peccato perché dagli Etrusgrave si è abituati a sentire qualcosa in più sotto questo aspetto. Anche i tosco-marchigiani Axevyper vengono penalizzati da una produzione non perfetta ma sanno sopperire con un'interpretazione più che buona e in alcuni tratti un po' maidenizzata, ma tutto sommato un punto portato a casa anche da Cicero e co, che come al solito si dimostrano una band quadrata e tosta. I Combo De La Muerte di Firenze sono la band tra tutte le presenti del tributo a giocare in maniera netta sull'elemento dell'imprevedibilità, proponendo "Rock'n'Roll Prisoners" in una versione totalmente distante dai canoni metal, riarrangiandola in una variante latino americana in cui a spartirsi il microfono sono Luz del Brujo, cantante donna ufficiale della band, e Jacopo Meille (Tygers of Pan Tang, Mantra, Norge ecc..) in veste di ospite speciale. Una versione sicuramente anomala la loro che non mancherà di sollevare qualche discussione in merito ma che personalmente apprezzo per originalità di intenti. Il camion fa sosta a Prato per tirar su i Red Vipers, giovanissima band che ha davanti a sé ancora un po' di maturazione da fare, che nel bilico dei sogni ripropongono "Viaggio in Inghilterra", re-interpretata egregiamente e in linea con la stessa. In un tributo alla Strana Officina era lecito attendersi una firma personale tale da suggellare questo omaggio da parte di chi con la Strana ha condiviso gli anni più spensierati della vita on the road e quella di tutti i giorni, e infatti gli Ancillotti chiudono la kermesse con lo storico anthem "Officina", un vero e proprio canto di lotta popolare che la Strana Officina scrisse per tributare oltre ai tanti un po' forse anche se stessa e le proprie radici che affondavano nel duro lavoro di metalmeccanici. Anche gli Ancillotti sono una all star band di tutto punto ma stavolta il Maestro ha lasciato con lungimirante intelligenza il suo consueto posto di vocalist ad un altro membro della famiglia, quel Johnny Salani che già lo precedette come frontman nella stessa Strana Officina. Nonostante gli anni trascorsi il bluesman labronico è ancora un leone da combattimento con le spalle ben coperte da un muro di suono eretto dalla prova muscolosa di Luciano "Ciano" Toscani alla chitarra, un guitar man sottovalutatissimo in Italia ma resosi protagonista anch'egli di numerosi concerti con la Strana Officina e con gli stessi Ancillotti, dimostrandosi così un ottimo elemento di famiglia, mentre Bid e Brian Ancillotti fanno il loro altrettanto nerboruto dovere nella sezione ritmica. Ancora una volta durante la song riecheggiano le parole di Kleever e dei ragazzi messi sotto torchio nell'intervista di Videomusic, giusto per dare sfogo completo ai ricordi di quei bei tempi che furono.

Qui si chiude la storia di 'Officina dei Sogni', un tributo che ogni anima nobile del Rock e che soprattutto ha nel sangue le note genuine e vere della Strana Officina dovrà far suo alla prima occasione. Ma 'Officina dei Sogni' non è solo un pretesto per tenersi nella collezione una lode a una delle più grandi heavy metal band italiane che la storia ricordi per mettere su il cd nello stereo e lasciarsi andare nei ricordi; è anche un modo per poter sfogliare durante l'ascolto il curatissimo booklet interno che accompagna il cd, sedici facciate in cui vi è possibile trovare alcuni dei più bei ricordi della band, molti fotografici come i volantini dei concerti dei tributi a Fabio e Roberto svoltisi subito dopo la loro scomparsa, i concerti storici degli anni '80 e quelli post reunion 2006, nonché leggersi una lunga e sentita prefazione scritta da Claudio Pino, fatta di ricordi personali e altro ancora che rimarca ancor di più a fuoco l'intento appassionato, vero e spontaneo che accompagna la realizzazione di questo cd. Se proprio vogliamo trovare un pelo nell'uovo possiamo dire che se il tributo non fosse intervallato da produzioni non omogenee tra loro, il risultato avrebbe rasentato la perfezione assoluta, ma visto lo spirito del progetto questo forse avrà ben poco significato, lasciando che sia la passione e l'amore viscerale a guidare senza indugi la mano verso il portafoglio per sborsare una misera somma al fine di portarsi a casa un grande sogno, forgiato in una Officina!

 


Tracklist:
1 - Kiss of Death (Frozen Tears) - 2:41
2 - Non sei normale (Devastator) - 4:02
3 - In rock we trust (H.A.R.E.M.) - 3:44
4 - Amore e fuoco (The Heatlers) - 2:52
5 - Unknown Soldier (Eldritch) - 4:19
6 - Difendi la fede (Tossic) - 5:08
7 - King Troll (Twilight Zone) - 4:50
8 - Luna nera (Dark Quarterer) - 8:31
9 - Vai vai (Violentor) - 3:00
10 - Piccolo uccello bianco (Etrusgrave) - 8:03
11 - Autostrada dei sogni (Axevyper) - 7:06
12 - Rock 'n' Roll Prisoners (Combo de la Muerte) - 3:28
13 - Viaggio in Inghilterra (Red Vipers) - 3:19
14 - Officina (Ancillotti) - 5:44
Formazione:
Frozen Tears:
Alessio Taiti - voce
Leonardo Taiti - chitarra
Damiano "Idda" Porciani - chitarra
Massimiliano Dionigi - basso
Emanuele Coli - batteria

Devastator:
Rob - voce, chitarra
Riccardo "Rikka" - basso
Luca "Luke" - batteria

H.A.R.E.M.:
Freddy Delirio - voce, tastiere
Nik Giannelli - basso
Matt Stevens - chitarra
Max Billi - batteria

The Heatlers:
Tommy "Lester" Garofalo - voce
Damiano "Rocky Idda" Porciani - chitarra
Pedro "El Mazo" Espadrillas - basso
Vinnie Colosimo - batteria

Eldritch:
Terence Holler - voce
Eugene Simone - chitarra
Rudy Ginanneschi - chitarra
Gabriele Caselli - tastiere
John Crystal - basso
Raffahell Dridge - batteria

Tossic:
Mazza - voce
Asma - chitarra
Canna - basso
Inseranto - batteria

Twilight Zone:
Stefano Giusti - voce, basso
Lord Kain - chitarra, tastiere
Francesco Bovecchi - batteria

Dark Quarterer:
Gianni Nepi - voce, basso
Francesco Sozzi - chitarra
Francesco Longhi - tastiere
Paolo "Nipa" Ninci - batteria

Violentor:
Alessio "The Dog" Medici - voce, chitarra
Leonardo Milani - chitarra (guest)
Riccardo "Rot 'n' Ricca" Orsi - basso
Rashade - batteria

Etrusgrave:
Tiziano "Hammerhead" Sbaragli - voce
Fulberto Serena - chitarra
Luigi Paoletti - basso
Francesco Taddei - batteria

Axevyper:
Luca "Fils" Cicero - voce
Guido "Tuberi" Tiberi - chitarra
Damiano "La Favola" Michetti - chitarra
Andrea "Pandò" Tognetti - basso
Andrea Torrini - batteria

Combo De La Muerte:
Luz Del Burjo - voce
Jacopo Meille - voce (guest)
Julio Infierno - chitarra
Vicente Zingaro - chitarra
Rodrigo Defensor - pianoforte
Paco Guerriero - basso
Juan Venganza - arrangiamenti

Red Vipers:
Alina - voce
Simone - chitarra
Giada - basso
Tiziano - batteria

Ancillotti:
Johnny Salani - voce (guest)
Luciano "Ciano" Toscani - chitarra
Sandro "Bid" Ancillotti - basso
Brian Ancillotti - batteria

 

 

Commenti 

 
# Vittorio 2011-11-23 14:23
Non oso immaginare cosa possano aver fatto i Dark Quarterer su Luna Nera, gli Eldritch su Unknown Soldier e gli Etrusgrave su Piccolo Uccello Bianco...
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# Leo_74 2011-11-23 20:47
Gran bel tributo a cui sono orgoglioso di aver preso parte. Un sentito ringraziamento a Claudio Pino e Etrurian Legion che hanno reso possibile il tutto.
Leonardo - Frozen Tears
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# BOBBE 2011-11-23 21:07
Bel Cd complessivamente. Personalmente devo dire, non me ne vogliano le altre band (che comunque hanno fatto un bel lavoro).. ma Luna Nera dei DQ è veramente su tutto un altro pianeta.
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