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Voodoo Highway - Broken Uncle's Inn
Scritto da Gabriele Nunziante   
Lunedì 31 Ottobre 2011 10:00
Voodoo Highway - Broken Uncle's InnDeep Purple, Rainbow, Uriah Heep sono solo alcuni dei gruppi che questi Voodoo Highway, formazione ferrarese attiva da poco più di un anno, possono annoverare fra i propri diretti ispiratori. Hard rock, di quello più classico e tradizionale, capace dopo oltre trent'anni di rimanere un importante momento per la musica e continua fonte di ispirazione per questi giovani gruppi che, come in questo caso, riescono ancora una volta a sorprenderci positivamente.

'Brooken Uncle's Inn' è difatti un ottimo debutto e i Voodoo Highway, formazione che in appena qualche mese è riuscita a mettere in piedi un tale lavoro, si rende artefice di un album che nel suo piccolo risulta un importante ingresso nella nostra scena musicale. Sole nove brani, meno di 40 minuti di musica, molto citazionismo verso i grandi gruppi del genere, tanto nelle composizioni quanto nelle sonorità stesse (in più di un'occasione vi sembrerà di risentire le tastiere di Jon Lord o il chitarrismo di Blackmore), eppure i cinque sembrano aver trovato la carta vincente per proporsi con un album completamente calato negli anni '70. Nessuna influenza diversa dall'hard rock quindi, un album fresco e trascinante fin dal primo ascolto, orecchiabile e  in più di un'occasione ammiccante a certe sonorità più easy e radiofoniche per avere anche un riscontro da chi magari il genere lo ascolta semplicemente "per pura casualità", senza per questo mai scadere nel banale. È anche ciò uno dei punti di forza di 'Broken...', poche composizioni ma senza un minimo di calo fra una e l'altra, 40 minuti concentrati che puntano direttamente a farsi ascoltare con piacere senza un minimo di noia. E considerando che, come già detto, ci troviamo davanti a un lavoro che difficilmente potremmo considerare originale, è veramente un bel traguardo.

L'album si presenta così con un lotto di brani tutti almeno da menzionare, intro a parte: le iniziali "Till It Bleeds" e "J.C. Superfuck" sono esempi di hard rock energico, con tastiere alla Deep Purple e ritornelli semplici e ammiccanti capaci di stamparsi fin da subito in testa. Con una vena leggermente blues-eggiante "The Fire will Burn Away" trascina con i suoi intrecci di chitarra e hammond, mentre la più particolare "Window", meno dirompente, segna uno dei momenti più sperimentativi del gruppo. Spaziale "Runnin' Around", rockeggiante al punto giusto grazie all'impegno di una band coesa: Federico Di Marco dietro al microfono di rivela un cantante dotato di grande voce e capace di osare con interpretazioni fuori dagli schemi, così come ottimo è l'operato alle chitarre di Matteo Bizzarri e all'hammond di Alessandro Duo. Più classica la title-track che, senza inventare nulla, si rivela un buon brano, mentre le conclusive "Gasoline Woman" e "In Fact it's the Worst" riprendono quell'anima più sperimentale, ma sempre legata al classico hard rock, che la band ci ha precedentemente mostrato. Non può mancare una ballad in un disco del genere e infatti, ottava traccia del disco, è "Heaven with No Stars", brano pianoforte e voce, con inserti di chitarra, godevole pur non essendo uno dei capitoli più riusciti del platter: ci aspettiamo in questo caso una conferma con il prossimo lavoro.

Pubblicato auto-prodotto, 'Broken Uncle's Inn' si presenta in una splendida veste, con booklet curatissimo che fa pensare a una produzione degna di una etichetta. E in effetti la band si sarebbe meritata un supporto migliore alle spalle, vista la qualità proposta in questo bel debutto; tuttavia il gruppo è già riuscito a raccogliere molto, tanto è vero che la prima tiratura del disco è già andata esaurita e i consensi stanno piovendo da tutta la scena, anche e specialmente dall'estero. Se appassionati di hard rock o se volete semplicemente un disco capace di non annoiarvi pur dopo ripetuti ascolti, fate pure vostro questo 'Broken...', non ve ne pentirete sicuramente.

 


Tracklist:
1 - Intro (Since 1972) - 1:14
2 - Till It Bleeds - 3:47
3 - The Fire Will Burn Away - 4:56
4 - J.C. Superfuck - 3:30
5 - Window - 4:27
6 - Running Around - 2:49
7 - Broken Uncle's Inn - 4:44
8 - Heaven with No Stars - 4:43
9 - Gasoline Woman - 5:03
10 - In Fact It's the Worst - 3:58
Formazione:
Federico Di Marco - voce, chitarra
Matteo Bizzarri - chitarra, voce secondaria
Filippo Cavallini - basso, voce secondaria
Alessandro Duo - hammond, pianoforte
Lorenzo Gollini - batteria

 

 

Commenti 

 
# Daniele Zago 2011-12-13 22:53
Bel disco, l' ho preso qualche tempo fa ad un loro concerto e ne sono rimasto soddisfatto. Direi che questa band fa a tutti gli effetti parte di una rinascita dell'Hard Rock made in Italy che da qualche anno a questa parte sta producendo risultati decisamente interessanti.
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