| Amethyst - Time of Slaughters |
| Scritto da Gabriele Nunziante |
| Lunedì 22 Agosto 2011 09:00 |
A otto anni dalla formazione debuttano i palermitani Amethyst, gruppo thrash metal che grazie alla greca Sleaszy Records mette a segno il primo album: 'Time of Slaughters', artwork che rimanda direttamente all'epoca d'oro del genere, è un lavoro che riesce a unire influenze che vanno dal thrash dei Megadeth allo speed/thrash tecnico dei primi Annihilator. Un lavoro che, nonostante qualche ombra, ci rivela un'altra interessante realtà tutta italiana pronta a occupare quell'imminente posto vuoto lasciato dai grandi del genere.Nati nel 2003 ma raggiunta una formazione stabile solo quattro anni dopo, il gruppo si presenta nel 2008 con un primo demo da tre brani, tutti riproposti in questa uscita. Con l'attuale formazione composta da Antonino Lo Monaco (voce e chitarra ritmica), Edoardo Priano (chitarra solista), Silvio Lo Monaco (basso) e, ultimo arrivato, Alessandro Catalano (batteria), nel novembre 2010 la band entra in studio per la registrazione dell'album di debutto. Presentato dalla Sleaszy Records nel formato CD, 'Time of Slaughters' esce nel giugno 2011 in contemporanea con il primo tour del gruppo che, assieme ai cileni Nuclear, li vede impegnati in oltre venti date in tutta Europa. La band si professa degna seguace del thrash metal anni '80 ed effettivamente le influenze della corrente, principalmente quella della Bay Area, ci sono tutte, dai Megadeth ai Metallica, a cui si unisce l'impronta della compagine canadese guidata da Jeff Waters. Un thrash/speed metal anche abbastanza tecnico quindi, presentato in brani che nella maggior parte dei casi non risultano scontati e che non si fermano alla formula verse-chorus-verse ma con digressioni strumentali e intermezzi capaci di dare maggior spinta all'album. Purtroppo non è però tutto perfetto in questo debutto, a partire dal cantato, non sempre all'altezza e capace di dare il giusto supporto alle parti strumentali, a volte troppo monocorde e poco incisivo. Inoltre dopo le rasoiate presentate dai primi brani, la seconda metà del disco inizia a calare vistosamente nella qualità, facendo pensare che gli Amethyst abbiano puntato tutto sui primi brani e si siano lasciati andare con le ultime composizioni. L'introduttiva "Pandemonium", strumentale tutta giocata sulle chitarre, crea la giusta aspettativa nei confronti dei nostri, e infatti "Subversive Mind" è un brano che presenta gli Amethyst migliori: song dall'anima thrash ricca di stop & go, arricchita da una sezione centrale che ne rilancia la spinta per i suoi lunghi sei minuti, riesce a toccare tutte le sfumature che i nostri presenteranno con il resto del lavoro. La title-track "Time of Slaughters" non cambia di molto le coordinate, forte di un testo dalle tinte oscure e un refrain melodico facilmente assimilabile, nonché una bella prova per tutti e quattro i nostri, compatti nelle parti ritmiche ma capaci di far risaltare i vari strumenti, chitarre e basso in particolare, per tutta la durata. "Entrapped" ne è la conferma, tutta incentrata sul lavoro strumentale dei nostri (un plauso al basso di Silvio Lo Monaco è d'obbligo), mentre "Justice is Done" si differenzia per il suo animo più heavy/speed che thrash, un ottimo intermezzo più melodico e meno tirato ora che abbiamo raggiunto la metà del disco. Purtroppo "Attitude to Aggression" non rilancia a dovere i nostri, un thrash tiratissimo e dal testo che spiega i motivi del "Parental Advisory" presente in copertina, brano scolastico nella struttura e cantato con poca convinzione. "Explosive Metal Night" si rialza ma non troppo, traccia che dovrebbe essere un inno ai nostri ma che non si discosta dalla classica canzone thrash metal senza inventiva. Strumentale con "The Stone of Tears", traccia classicheggiante che si fa ascoltare piacevolmente pur non essendo essenzialmente nelle corde classiche del combo, mentre la chiusura è con "Welcome to Hell", brano che ci propone gli Amethyst più sicuri e attenti al songwriting e che, pur non raggiungendo i fasti delle prime tracce, vede un bel risultato. In definitiva un album con alti e bassi questo degli Amethyst: se ci fossimo trovati davanti a un disco con brani tutti sul livello di "Subversive Mind", "Time of Slaughters" o "Entrapped" potremmo considerarlo un'uscita più che interessante in campo thrash, ma la caduta sulla seconda parte del disco fa di 'Time of Slaughters' un lavoro sostanzialmente indicato per gli irriducibili del genere. Spero pienamente che il traguardo di un disco e l'aver firmato per un'etichetta non sia per il gruppo palermitano il punto di arrivo, ma la spinta necessaria per tornare fra un paio d'anni con un disco che ne mostri tutte le potenzialità, perché i numeri per farcela ci sono davvero, a partire da un bel bagaglio tecnico.
Voto: 7,0/10 Tracklist: 1 - Pandemonium (intro instrumental) - 1:38 2 - Subversive Mind - 6:21 3 - Time of Slaughters - 5:17 4 - Entrapped - 5:58 5 - Justice is Done - 6:01 6 - Attitude to Aggression - 4:55 7 - Explosive Metal Night - 4:03 8 - The Stone of Tears (intrumental) - 6:03 9 - Welcome to Hell - 6:34 Formazione: Antonino Lo Monaco - voce, chitarra Edoardo Priano - chitarra Silvio Lo Monaco - basso Alessandro Catalano - batteria
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A otto anni dalla formazione debuttano i palermitani Amethyst, gruppo thrash metal che grazie alla greca Sleaszy Records mette a segno il primo album: 'Time of Slaughters', artwork che rimanda direttamente all'epoca d'oro del genere, è un lavoro che riesce a unire influenze che vanno dal thrash dei Megadeth allo speed/thrash tecnico dei primi Annihilator. Un lavoro che, nonostante qualche ombra, ci rivela un'altra interessante realtà tutta italiana pronta a occupare quell'imminente posto vuoto lasciato dai grandi del genere.
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