| Anthenora - Soulgrinder |
| Scritto da Gabriele Nunziante |
| Venerdì 24 Giugno 2011 09:00 |
Ritornano nel 2006 a due soli anni dal debutto discografico, a indicarci quanto gli Anthenora fossero già da tempo pronti a portare in alto il proprio nome dopo oltre un decennio di attività. Lo fanno in grande stile con 'Soulgrinder', album che riconferma ulteriormente la grandi doti del gruppo, sempre saldamente legato ai generi del debutto, un misto di metal a stelle e strisce figlio di act come Jag Panzer e Metal Church e quello tedesco dei Grave Digger. Evoluta ulteriormente la propria proposta, in questo caso con brani più diretti e una certa vena più oscura, con questo secondo album abbiamo l'ennesima conferma tanto della validità del gruppo di Saluzzo quanto della nostra bistrattata scena italiana.Rinsaldata la line-up con l'ingresso del nuovo Domenico "Mekk" Borra alla seconda chitarra, il quale va ad unirsi a Luigi Bonansea (voce), Stefano Pomero (chitarra), Steeve Balocco (basso) e Fabio Smareglia (batteria), e passati dalla spagnola Locomotive Music alla nostrana My Graveyard Productions, il ritorno degli Anthenora spazza via i pochissimi dubbi messi in luce sul debutto. Se 'The Last Command' si era rivelato un disco solido dall'inizio alla fine, in cui solo di tanto in tanto si erano mostrate certe cedevolezze nel songwriting della band, spinta su composizioni veramente complesse e necessarie di attenzione per essere assimilate, con 'Soulgrinder' gli Anthenora risultano leggermente più diretti e meno complessi, puntando dunque molto sull'impatto sonoro. Con questo non dobbiamo però aspettarci un lavoro di facile assimilazione: il gruppo cuneense continua sulla sua strada, mettendo in campo ottime doti tecniche che vengono altamente sfruttate in brani dalla struttura mai banale. Vi è anche una vena più oscura che pervade questo 'Soulgrinder', ribadita da un artwork che parte dalla copertina e ci accompagna per tutto il booklet, ma soprattutto dai brani e dai testi. L'introduttiva "June 6, 1944 - Overlord" calma le acque prima dell'assalto sonoro dell'accoppiata "Dawn of Blood" e "Order of Hate", solidi brani sparati in pieno petto ma che non si fanno mancare sezioni più melodiche nella piena tradizione Anthenora. Una pioggia fitta di riff ci porta avanti nella successiva "A New Rebellion", brano meno scuro e interessante incontro fra le influenze maiden-iane e quelle annihilator-iane del gruppo, qui guidato da grandi melodie che ne fanno un brano più immediato e riconoscibile. "Soulgrinder" coglie quasi impreparati nel suo intro moderno, ma in breve ci mostra una solida base heavy metal meno tirata delle opener ma altrettanto convincente, con i nostri che si lanciano in tanti cambi di tempi e belle strutture. "The Call of the Undead" non modifica tanto le sue coordinate, pur convincendo meno della precedente, mentre con "Hundred Knives" ritorniamo su grandi livelli, un brano che parte lento ma che fa presto ad alzare il tiro, regalandoci anche alcune fra le più belle melodie del disco in questione. "Fatherland" e "Cassandra" ci concedono illusorie tregue, con i nostri sempre pronti ad alternare alla propria vena più melodica mitragliate di batteria e riff di chitarra a cura dei due valorosi axeman. "Hellish Fire" scorre senza tanti intoppi, forte di un chorus semplice ma efficace, mentre "Dream Catcher" illude nuovamente con il suo partire lento per poi rivelarsi l'ennesimo assalto sonoro. Tutto si conclude con "Steel Brigade", heavy metal allo stato puro tanto nel testo quanto nelle prodezze dei nostri, ancora una volta impeccabili. Sostanzialmente una grande conferma per gli Anthenora questo 'Soulgrinder', che li fa entrare di diritto fra le realtà più interessanti della scena italiana. Forte anche di una bella produzione, questo album è un tassello immancabile della discografia del gruppo: il più diretto dei tre fino ad ora pubblicati, 'Soulgrinder' farà la felicità di chi cerca un lavoro di grande heavy metal, splendidamente suonato e capace di non risultare scontato né banale.
Voto: 8,0/10 Tracklist: 1 - June 6, 1944 - Overlord - 1:11 2 - Dawn of Blood - 3:45 3 - Order of Hate - 4:36 4 - A New Rebellion - 4:10 5 - Soulgrinder - 4:43 6 - The Call of the Undead - 4:35 7 - Hundred Knives - 5:01 8 - Fatherland - 5:19 9 - Cassandra - 4:52 10 - Hellish Fire - 5:19 11 - Dream Catcher - 5:18 12 - Steel Brigade - 4:17 Formazione: Luigi Bonansea - voce Stefano "Pooma" Pomero - chitarra Domenico "Mekk" Borra - chitarra Stefano"Steeve" Balocco - basso Fabio"Smaro" Smareglia - batteria Guest: Giulio Bogoni - intro (traccia 1) Gabriele Bruni - chitarra (traccia 7)
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Ritornano nel 2006 a due soli anni dal debutto discografico, a indicarci quanto gli Anthenora fossero già da tempo pronti a portare in alto il proprio nome dopo oltre un decennio di attività. Lo fanno in grande stile con 'Soulgrinder', album che riconferma ulteriormente la grandi doti del gruppo, sempre saldamente legato ai generi del debutto, un misto di metal a stelle e strisce figlio di act come Jag Panzer e Metal Church e quello tedesco dei Grave Digger. Evoluta ulteriormente la propria proposta, in questo caso con brani più diretti e una certa vena più oscura, con questo secondo album abbiamo l'ennesima conferma tanto della validità del gruppo di Saluzzo quanto della nostra bistrattata scena italiana.
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