| Alltheniko - Millennium Re-Burn |
| Scritto da Gabriele Nunziante |
| Lunedì 14 Febbraio 2011 10:00 |
Se vi sono delle certezze all'interno della nuova scena metal italiana, gli Alltheniko ne rientrano sicuramente a pieno titolo. Attivi dal 2002, il gruppo di Vercelli in meno di un decennio è riuscito a piazzare, oltre ai classici demo per farsi conoscere a livello underground, due album di heavy classicissimo con influenze speed ben accolti dal pubblico e dalla critica. A rincarare la dose e a dimostrarci che, nonostante tutto, niente può fermarli, nei primi mesi del 2011 con la complicità della prodiga My Graveyard Productions danno alle stampe il loro nuovo lavoro in studio: 'Millennium Re-Burn'.Cosa aspettarsi da un nuovo lavoro degli Alltheniko? La strada intrapresa dai nostri era chiara fin dal primo minuto di 'We Will Fight!', album di debutto del 2006, e in questo nuovo album il trio non cerca sicuramente di cambiare genere, assimilare nuove influenze o quant'altro: 'Millennium Re-Burn' è esattamente l'album che ci si aspetterebbe dagli Alltheniko. Leggermente più maturo dal punto di vista compositivo e supportato da una bella produzione capace di risultare attuale pur evitando suoni pompati in studio, con questo full-length il gruppo si conferma un'ottima realtà dell'underground italiano pronta a spiccare il salto definitivo verso un livello superiore. Sempre compatti in una formazione a tre composta da Dave Nightfight (voce e basso), Joe Boneshaker (chitarra) e Luke the Idol (batteria), i nostri superano l'epicissimo intro "Millennium" per esplodere definitivamente con "Spirit of the Highway". L'inconfondibile cantato di Dave, supportato da riff compatti e dalla batteria inarrestabile di Luke, ci regala subito uno dei classici di questo 'Millennium Re-Burn', tipica Alltheniko song che dal vivo potrà spazzare via completamente il pubblico. Si fa più dura e meno "scanzonata" l'atmosfera con la successiva "No More Fear", brano in cui troviamo fin da subito ospite Gord Kirchin dei Piledriver impegnato addirittura a cantare una parte in italiano tratta dalla Divina Commedia. Ma al di là della gradita e inusuale presenza del vocalist canadese, è un altro centro per i nostri, che qui qui si presentano con reminiscenze tedesche alla Grave Digger. Non ci si ferma un attimo neanche con la successiva "Harold Will Survive", brano molto classico ma che nasconde un refrain che ha dalla sua una splendida melodia, nonché il sempre ottimo cantato di Dave Nightfight, capace di interpretare alla grande qualsiasi brano. Le cose si fanno serie quando scende in campo un brano come "Metal Lord", inno alla fede nel metallo in cui i nostri tirano sapientemente il freno a mano, in modo che tutta la passione e il sentimento espressi possano risultare davvero palpabili all'ascoltatore. Le tastiere aggiunte sullo sfondo, sempre a cura di Joe Boneshaker che firma anche il solito ottimo assolo di chitarra, regalano quell'aurea di sacralità necessaria ad un brano del genere, insolito per gli Alltheniko ma non per questo meno riuscito. "The Inner Self" parte con un arpeggio di chitarra acustica che fa pensare alla prima ballad degli Alltheniko... niente di più sbagliato, perché i nostri fanno subito a mettere tutto a ferro e fuoco, pur non disdegnando in questo caso linee vocali più melodiche. "Masterful Man" pesta duro alla Annihilator maniera fin dai primi secondi, un inizio che non fa sperare tanto bene per il brano, ma che ci regala nella seconda parte uno dei momenti solistici di chitarra fra i più belli dell'interno album. "Army of Nerds" riporta quell'aria dissacrante propria del gruppo mentre la successiva "Hide in the Dark" viaggia tutta su velocità e melodia, brano più diretto e easy ma non meno intrigante. È di nuovo l'opera immortale di Alighieri a dare lo spunto per "In the Name of the Cross", brano che cerca di innovarsi nella proposta dal punto di vista di stacchi e riprese, ma che in definitiva non convince appieno quanto dovrebbe. "Broken Wings" incede con fare quasi epico, bel mid-tempo dall'ampio respiro, mentre la conclusiva "Re-Burn" riprende a pieno la velocità solita del combo per regalarci gli ultimi minuti di piena adrenalina. Presentato in una bella edizione digipack con libretto molto curato, questo 'Millennium Re-Burn' è l'album che conferma una volta per tutte il nome degli Alltheniko sulla scena italiana e non solo. Vi è un leggerissimo calo nelle composizioni a partire dalla seconda metà del disco, ma è anche vero che l'album ha una durata non trascurabile (quasi un'ora) ed è composto da 12 brani, quindi in definitiva accettabile. Questo nuovo lavoro è inoltre un ottimo punto di partenza anche per chi non avesse avuto ancora modo di ascoltare la proposta del combo, un album leggermente più impegnativo rispetto al precedente 'Devasterpiece' ma che mantiene intatta quella energia che gli Alltheniko sono capaci di sprigionare.
Voto: 8,0/10 Tracklist: 1 - (Intro) Millennium - 1:00 2 - Spirit of the Highway - 4:53 3 - No More Fear - 4:30 4 - Harold Will Survive - 4:39 5 - Metal Lord - 5:36 6 - The Inner Self - 5:55 7 - Masterful Man - 3:42 8 - Army of Nerds - 5:05 9 - Hide in the Dark - 4:49 10 - In the Name of the Cross - 4:52 11 - Broken Wings - 6:25 12 - Re-Burn - 4:25 Formazione: Dave Nightfight - voce, basso Joe Boneshaker - chitarra, tastiere Luke the Idol - batteria, voce secondaria Guest: Gord Kirchin - voce (traccia 3)
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Se vi sono delle certezze all'interno della nuova scena metal italiana, gli Alltheniko ne rientrano sicuramente a pieno titolo. Attivi dal 2002, il gruppo di Vercelli in meno di un decennio è riuscito a piazzare, oltre ai classici demo per farsi conoscere a livello underground, due album di heavy classicissimo con influenze speed ben accolti dal pubblico e dalla critica. A rincarare la dose e a dimostrarci che, nonostante tutto, niente può fermarli, nei primi mesi del 2011 con la complicità della prodiga My Graveyard Productions danno alle stampe il loro nuovo lavoro in studio: 'Millennium Re-Burn'.
Commenti
dal vivo poi sono spettacolari!
avanti così