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Satanika - The Plague of Thrash
Scritto da Gabriele Nunziante   
Lunedì 07 Febbraio 2011 10:00
Satanika - The Plague of ThrashIn attesa dell'uscita dell'album di debutto atteso per quest'anno, i Satanika si presentano in questi primi mesi del 2011 con 'The Plague of Thrash', una raccolta comprendente i quattro recenti EP pubblicati e oramai completamente sold-out. Il gruppo capitolino, di recente formazione, propone un violento thrash metal con influenze black, queste ultime riscontrabili principalmente nel cantato di Pervertor, mantenendo un'attitudine e uno spirito tipicamente ottantiani.

La raccolta ci ripropone dunque i quattro primi lavori del gruppo, pubblicati nella seconda metà del 2010 e che ben mettono in mostra le qualità del combo. Formatisi nel 2009 dall'unione di Chris Pervertor (voce) e Barren (chitarra e basso), il gruppo si completa con l'entrata di Tormentor, batterista tedesco già noto per la sua militanza in svariati gruppi metal, dei quali occorre almeno citare i Desaster. È proprio durante il loro tour per il ventennale che i Satanika prendono i contatti con il batterista, il quale si dimostra molto interessato nel loro operato e decide di dare inizio ad una collaborazione. Registrato il primo album (in cui Tormentor, per questioni di tempo, non compare), atteso per l'estate 2010 ma slittato ai primi mesi del 2011, il gruppo si mette al lavoro con il batterista e decide di auto-produrre quattro EP, destinati principalmente ai fan del gruppo, ma che contengono al loro interno alcuni brani più che interessanti e una serie di cover che omaggiano i grandi del thrash. I quattro EP vanno sold-out molto velocemente e la band decide quindi di realizzare questa raccolta per racchiudere tutto il materiale registrato, più due brani inediti, da consegnare ai posteri.

'The Plague of Thrash' si apre direttamente con le due inedite: "Heavy Metal Bulldozer", classicone dei Metalucifer, in chiave imbastardita, più violenta che mai grazie alle rasoiate di Barren e al cantato di Perversor. I Satanika, pur rimanendo fedeli al tracciato, reinterpretano infatti completamente a modo loro i brani, adattandoli al loro stile, caratteristica che verrà messa maggiormente in mostra nel finale di questa raccolta. Seconda traccia è "A Mother's Love" in cui troviamo come special guest Howard "H" Smith degli inglesi Acid Reign: il titolo del brano non suonerà dunque nuovo, trattandosi infatti di un seguito a "Motherly Love" (dall'album 'Moshkinstein') di cui viene ripreso il tema principale.

Arriviamo al primo EP del gruppo, da cui sono tratte le successive quattro tracce: si parte con la title-track "Atomic Curse" e con "Mother of the Sepulchres", entrambi ottimi brani in cui la vena thrash del gruppo, basata su riff serrati e uno scatenato drumming, si concilia con gli elementi ancor più estremi, gli stessi che prendono il sopravvento su "March of the Undead". Sono tutti brani che non lasciano spazio a molte divagazioni ma hanno il pregio di non essere ripetitivi, anche grazie a una padronanza tecnica certamente non da principianti. Chiude questo primo EP la cover di "In the Name of God" degli svedesi Unleashed, a parere di chi scrive una delle migliori presenti all'interno di questa raccolta.

Secondo EP è 'Brain Damage': i ritmi si fanno più veloci, ma la base è sempre quella, sano thrash metal anni '80 sporcato di black grazie al cantato di Pervertor. L'iniziale, omonima "Brain Damage" ben alterna momenti più veloci agli assoli del nostro axeman, mentre "The Arms of Death" ha un retrogusto melodico sempre per merito delle chitarre, qui vere protagoniste. "You are the Victim" brucia i tempi e ci consegna direttamente "Unholy Storm of Chaos and Destruction", altro brano alla Satanika maniera. In definitiva molto validi i primi due brani, nella media gli altri due, pur rimanendo su buoni livelli.

'Mutilator' è il terzo EP, composto in questo caso da soli tre brani. Come consuetudine è la title-track a dare fuoco alle polveri, bruciando, è il caso di dirlo, tutto e tutti. Tormentor spiana la strada con il suo drumming selvaggio, tanto in "Mutilator" quanto nella successiva "Hidden in the Deep", brani in cui i nostri accelerano e non lasciano più spazio a divagazioni. Anche la conclusiva "Not Dead Yet" è una scheggia impazzita, riff compatti e batteria a tutta velocità.

L'ultima parte della raccolta comprende cinque delle sei tracce incluse nell'ultimo EP, 'Re-animate the 80's'. Questo particolare lavoro, realizzato principalmente per i fan del gruppo, racchiude unicamente cover di grandi gruppi thrash degli anni '80. Anthrax, Testament, Slayer, Heathen e Metallica sono i gruppi tributati: i Satanika riprendono brani più o meno famosi e li riplasmano a loro immagine e somiglianza. Il risultato è alterno ma in generale godibile, sebbene le cose migliori all'interno della raccolta non siano propriamente queste cover rifatte ma i brani originali del gruppo, in cui le proprie qualità vengono messe in mostra in modo decisamente migliore.

In definitiva una bella raccolta questa dei Satanika, consigliata a tutti gli appassionati del thrash più spinto e con contaminazioni che vanno fino al black metal. Nell'attesa di poterli ascoltare anche in un lavoro completo come il già annunciato 'SatanikAttack', una buona prova per i nostri: nel futuro occorrerà puntare ancor più sui brani propri, magari caratterizzandoli ancor meglio, e sicuramente li porterà a raggiungere ottimi traguardi, visto che quanto a tecnica strumentale non c'è niente da eccepire.

 


Tracklist:
1 - Heavy Metal Bulldozer (Metalucifer cover)
2 - A Mother's Love
3 - Atomic Curse
4 - Mother of the Sepulchres
5 - March of the Undead
6 - In the Name of God (Unleashed cover)
7 - Brain Damage
8 - The Arms of Death
9 - You are the Victim
10 - Unholy Storms of Chaos and Destruction
11 - Mutilator
12 - Hidden in the Deep
13 - Not Dead Yet
14 - Madhouse (Anthrax cover)
15 - Do or Die (Testament cover)
16 - Black Magic (Slayer cover)
17 - Death by Hanging (Heathen cover)
18 - Whiplash (Metallica cover)

Formazione:
Cris Pervertor - voce
Mr. Barren - chitarra, basso
Tormento - batteria

Guest:
Howard "H" Smith - voce (traccia 2)

 

 

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