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Lucky Bastardz - Bite Me, Dude
Scritto da Simone Leone   
Mercoledì 19 Gennaio 2011 10:00
Lucky Bastardz - Bite Me, DudeSi può comprimere l’energia? Si, però è opportuno che essa sia piuttosto contenuta. Il problema sorge quando la fonte di energia è mastodontica e vibrante, la si può comprimere brutalmente ma alla prima occasione esploderà in tutta la sua incredibile potenza. Bene, l’energia dei Lucky Bastardz riesce a stento a essere contenuta da un misero supporto ottico. Il cd freme nelle mani, non attende altro che essere poggiato su un lettore per potersi liberare, freneticamente e improvvisamente con deflagrante potenza, di tutta l’energia di cui è in possesso.

Impossibile delineare il genere del combo alessandrino, ma certamente posso dire che è un fottuto rock contaminato da quanto di più bastardo offra la musica. C’è di tutto in questo 'Bite me, Dude': potete vederci la verruca di Lemmy, sentire nell’indole stradaiola l’odore dell’asfalto incandescente di una highway americana, perdere il fiato in un cerchio di fumo di uno sgangherato e sudicio bikers cafè, riempire le narici di polvere da sparo e sangue nella vibrante aria del Bronx mentre a passi lunghi e innaturali ve la filate con i vostri pantaloni a zampa e la magliettina di Chuck Berry.

Tutto questo sono i Lucky Bastardz, band nata dalla malsana idea di Paco (chitarrista dei Secret Sphere) e Geppo (cantante dei Fisheye e Triora) di accantonare i loro main-projects è di dedicarsi "anima e core" a suonare un rock bastardo, lurido e cattivo con l’unico intento di divertirsi e rompere, sonoramente, il culo. A completare la line-up, il tellurico batterista Mark, autore di uno splendido lavoro di distruttiva doppia-cassa, e dal basso groove di Mr TNT che sostituisce Evan L.A., bassista, nonché co-fondatore, nel primo full-lenght ('Hated for Who We Are' del 2009).

"Fire, Beers and Rock n Roll" è un fiume in piena di marcissimo ed elettrizzato hard-rock contaminato da vangate stoner e scintillii country. Una mazzata sonora da mettere in loop e mandare a memoria, che sia inserita nelle enciclopedie sotto la voce energia. "We won’t Let you Down" e "Sin City" sparate a raffica, in diabolica sequenza, proseguono nell’opera deflagrante, come un borchiato Attila radono al suolo e fanno terra bruciata alle loro spalle. Se le batterie potessero parlare e agire sarebbero guai per i loro padroni, dopo quest’accoppiata in cui il batterista, letteralmente, la scuote dall’inizio alla fine, lei, ne sono certo, che si vendicherebbe sbattendolo ritmicamente per entrambi i lembi della giacca, e vi assicuro che le pareti celebrali non reggerebbero l’urto. "Tale from the Land of Mafia" è una breve semi-strumentale che sa di vecchio e sgangherato bar di porto, fra cerchi di fumo e corde d’ancora. In realtà quello che crea la mia immaginazione ben poco centra col significato della canzone che, ovviamente, parla di mafia. "Honour and Blood", "Crawlin Under Snakes" e l’atomica "Black Hole" riprendono, splendidamente, il passo assassino e tellurico del binomio trittico iniziale. Un condensato d’insana energia, crudamente rock ma elettroshockata hard n heavy, dove la chitarra maligna e affilata spazza via quanto sbriciolato dalla sezione ritmica in versione furia degli elementi naturali. "The Ballad of Kelly the Killer" è una sofferta e struggente ballata, inizialmente si presenta come una sorta d’introspettivo pensiero, salvo poi evolvere in un rabbioso grido di vendetta. Il mid-tempo "Rock this Town" rallenta il passo, la furia assassina lascia il passo a un rock più marcio e grezzo, salvo poi con "Drunkard" ritornare a spingere dannatamente sul pedale con l’unico intento di fare casino.

Che dire, questo 'Bite me, Dude' è un album di straripante energia, non pretende di cambiare il mondo, anzi il suo unico intento è di metterlo a ferro e fuoco. Non mi riesce di trovare una nota negativa, tutti i brani, chi più chi poco meno, sono travolgenti infuocati. L’amalgama dei componenti è pressoché perfetta, Geppo è carismatico, rozzo e marcio al punto giusto, riesce a farmi apprezzare (e non poco) un tipo di vocals che non mi sono solitamente congeniali, Paco sprigiona una vasta gamma di riff d’incredibile efficacia e soprattutto screzia magnificamente i brani con le sue backing-vocals. La sezione ritmica non è per nulla secondaria, il basso di Mr TNT alza uno spesso muro sonoro che viene puntualmente preso a calci da Mark, il quale spinge in doppia-cassa a mo' di step... e chissà come stomperebbe il vino.

Lucky Bastardz = Mc2

 


Voto: 8,5/10



Tracklist:
1 - We Won't Let You Down
2 - Sin City
3 - Tale from the Land of Mafia
4 - Honour and Blood
5 - The Ballad of Kelly the Killer
6 - Crawlin Under Snakes
7 - Black Hole
8 - Rock This Town
9 - Drunkard
10 - Death All Day, Life All Night
Formazione:
Geppo - voce
Paco - chitarra
Mr. TNT - basso
Mark - batteria

 

 

Commenti 

 
# Paco 2011-01-19 17:45
Grazie di Cuore man, bellissima!!! :-D
LBZ=MC2!!!! :-D

rock on

ciaoooooooooooooo
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# GEPPO LBZ 2011-01-19 19:50
CAZZO ! SEI GRANDE
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