| Adramelch - Irae Melanox Deluxe Edition |
| Scritto da Gabriele Nunziante |
| Lunedì 10 Gennaio 2011 10:00 |
Dopo tanti anni di attesa, che avevano fatto pensare anche a un definitivo annullamento di questa release, negli ultimi mesi del 2010 la Underground Symphony regala finalmente agli appassionati una splendida ristampa di quello che è diventato uno degli album di culto della scena italiana degli anni '80. Si tratta del debutto degli Adramelch, formazione milanese che nel 1988 diede alle stampe questo 'Irae Melanox', un vero gioiello della nostra scena e che, nonostante già due ristampe (una legale a cura della Warlord Records e una versione bootleg del 1992), meritava a dovere una riedizione così lussuosa come quella presentata in questo caso.C'è da dire sicuramente che la Underground Symphony non ha infatti badato a spese per questa release. Questa "deluxe edition" è composta infatti da due cd, alloggiati in un solido digipack a tre ante e comprensivo di splendido booklet a colori con testi di tutti i brani, biografia a cura di Sandro Buti, recensione di Stefan Glas (Underground Empire, Rock Hard Magazine Germania), una nota del cantante Vittorio Ballerio, tantissime fotografie e alcuni ritagli di giornale dell'epoca. Passando al contenuto, anche in questo caso troviamo materiale per soddisfare in maniera completa gli appassionati: nel primo cd l'intera versione di 'Irae Melanox', opportunamente rimasterizzata da Luigi Stefanini nei suoi New Sin Studio, nel secondo invece due brani inediti registrati con l'attuale formazione e, per la prima volta su cd, la versione demo dell'album, comprensiva di sei brani. Insomma, più di così proprio non si poteva chiedere. Il primo cd riporta dunque l'intero lavoro uscito nel 1988 per l'allora MetalMaster, un lavoro senza tempo e che, al di là di un sound che risentì molto della qualità di registrazione, mantiene intatto tutto quell'alone di culto che solo pochi lavori possono vantare così apertamente. Fin dall'iniziale "Fearful Visions" gli Adramelch mettono in chiaro le coordinate del proprio lavoro, mirato verso brani molto complessi, in cui partiture dai toni epici si uniscono a tocchi ora progressive ora più heavy. "Zephirus", con tutta la disperazione espressa dal cantato superbo di Vittorio Ballerio, la title-track "Irae Melanox", forte di una splendida linea melodica in cui varie sezioni strumentali impreziosiscono il lavoro dei nostri, e infine la brevissima e altrettanto nota strumentale "Lamento". La seconda parte dell'album non è da meno, proponendoci brani come "Decay (Saver Comes)", splendido pezzo dall'andamento epico e ben sostenuto, o la successiva "Was Called Empire", una delle punte di diamante di questo album, dove il gusto della melodia dei nostri incontra magnificamente le influenze più classiche e il piglio più heavy del gruppo. Finale d'album consegnato direttamente da "Eyes of Alabaster" e "Dreams of a Jester", ulteriori conferme dell'operato dei nostri, tutti brani che vanno a formare un album immortale e unico nel suo genere. Passiamo al secondo cd, intitolato 'The Age Before...', e come prime tracce troviamo due brani che gli Adramelch composero negli anni '80 (in particolare fra l'88 e l'89) ma che non vennero mai registrati. La nuova formazione, che vede al fianco degli storici Vittorio Ballerio (voce) e Gianluca Corona (chitarra), Fabio Troiani (chitarra), Maurizio "Mau" Lietti (basso) e Luca "Sigfrido" Percich (batteria), ha dunque riadattato e inciso queste due composizioni. "Cruel Times" è una lunga strumentale, articolata come tutte le composizioni degli Adramelch, mentre la successiva "Winter Dusk" è un brano che potremmo indicare come la naturale congiunzione fra 'Irae Melanox' e 'Broken History', secondo lavoro della band datato 2005. Lenta in tutta la sua durata, il brano mantiene quell'aurea magica che ha sempre contraddistinto il lavoro dei nostri e che, grazie alla moderna registrazione, risulta meno graffiante e "oscura" del primo lavoro della band. Passiamo quindi ai sei brani tratti dal demo del 1987, intitolato anch'esso 'Irae Melanox'. Due di essi, gli iniziali "Portals" e l'omonima "Adramelch", sono veri e propri inediti presenti solo in questo demo: il primo è una breve strumentale, il secondo un brano che non avrebbe sfigurato sull'album di debutto. I restanti quattro sono invece già noti proprio per la presenza all'interno del primo album del gruppo: si tratta di "Fearful Visions", "Dreams of a Jester", "Was Called Empire" e "Irae Melanox". Non per questo i brani risultano solo un riempitivo, anzi: vi è da dire che rispetto all'album questi brani presentano arrangiamenti anche abbastanza diversi rispetto a quelli definitivi, dando quindi ulteriore materiale per i fan del gruppo. I suoni di queste ultime sei tracce non sono affatto male per essere tratte da un demo registrato negli anni '80, anzi, le chitarre in particolare risultano meno distorte rispetto all'album, rendendo l'ascolto anche meno ostico. Per coloro che prendessero per la prima volta in mano questo album, un ascolto preventivo al demo potrebbe essere un buon inizio per valutare la validità delle composizioni della band al di là della qualità di registrazione. In definitiva questa "deluxe edition" è un'opera impeccabile, un esempio di come si possa fare ottimamente una ristampa di qualità e definitiva per un lavoro importante come questo 'Irae Melanox'. Per tutti coloro che non hanno ancora in casa questo album, ma anche per chi vuole fare propria quest'opera definitiva, 'Irae Melanox - Deluxe Edition' è un acquisto immancabile e di valore. Nell'attesa del nuovo lavoro della band, intitolato 'Lights from Oblivion', il modo migliore per rispolverare una band che tutto l'underground europeo ci invidia.
Voto: 9,0/10 Tracklist: CD 1: Irae Melanox 1 - Fearful Visions - 7:58 2 - Zephirus - 6:41 3 - Irae Melanox - 7:46 4 - Lamento (Anonymous XV Cent) - 1:05 5 - Decay (Saver Comes) - 7:30 6 - Was Called Empire - 4:53 7 - Eyes of Alabaster - 5:21 8 - Dreams of a Jester - 6:48 CD 2: The Age Before... 1 - Cruel Times (Instrumental) - 5:15 2 - Winter Dusk - 5:44 3 - Portals - 1:15 4 - Adramelch - 6:08 5 - Fearful Visions - 6:50 6 - Dreams of a Jester - 6:48 7 - Was Called Empire - 5:35 8 - Irae Melanox - 7:32 Formazione: Vittorio Ballerio - voce Gianluca A. Corona - chitarra Sandro Fremiot - chitarra Franco Avalli - basso Luca Moretti - batteria CD 2, tracce 1-2: Vittorio Ballerio - voce Gianluca A. Corona - chitarra Fabio Troiani - chitarra Maurizio "Mau" Lietti - basso Sigfrido "Sig" Percich - batteria
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Dopo tanti anni di attesa, che avevano fatto pensare anche a un definitivo annullamento di questa release, negli ultimi mesi del 2010 la Underground Symphony regala finalmente agli appassionati una splendida ristampa di quello che è diventato uno degli album di culto della scena italiana degli anni '80. Si tratta del debutto degli Adramelch, formazione milanese che nel 1988 diede alle stampe questo 'Irae Melanox', un vero gioiello della nostra scena e che, nonostante già due ristampe (una legale a cura della Warlord Records e una versione bootleg del 1992), meritava a dovere una riedizione così lussuosa come quella presentata in questo caso.
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