| Assedium - Fighting for the Flame |
| Scritto da Gabriele Nunziante |
| Giovedì 10 Giugno 2010 09:00 |
Avevamo lasciato gli Assedium con il loro primo album nel 2006, ed ecco che appena due anni dopo il gruppo guidato dal Fils Cicero ritorna sulle scene con il secondo full-length della band. 'Fighting for the Flame' vede la sua pubblicazione all'indomani di importanti conferme per il gruppo, fra cui la partecipazione alle prime edizioni di due importanti festival italiani quali il Play It Loud e il Revenge of True Metal Fest. Esperienze queste che non possono aver fatto che bene al gruppo, ancora più solido e deciso in fase compositiva, andando a mettere la firma su un disco superiore al precedente, ma che purtroppo metterà anche fine al lavoro della band, scioltasi un anno dopo la pubblicazione di questo lavoro.La line-up del gruppo è confermata rispetto alla precedente release, con l'accoppiata Francesco Tortora - Guido Tiberi alle chitarre, Duccio Tampucci al basso e Daniele Caldara alla batteria, oltre al già citato Luca "Fils" Cicero alla voce. I due anni non sembrano passati invano: gli Assedium ritornano infatti con il loro heavy/epic metal d'annata, sempre di chiara ispirazione US Metal, ma con brani ben più ragionati e meglio strutturati rispetto l'esordio. Già solo un'occhiata alla durata delle tracce, passate dai 4 minuti scarsi della precedente release ai 5 abbondanti della presente, ci indicano che i nostri hanno prestato maggiore attenzione ai nuovi brani, così come basta solo un ascolto ad uno dei dieci brani di 'Fighting for the Flame' per capire che non ci sono riempitivi, ma semplicemente i nostri hanno capito quanto buone parti strumentali possano accrescere il valore delle loro composizioni. I due axe-man si lasciano così andare ad ottime sezioni che impreziosiscono non di poco il risultato finale, a cui si affianca una produzione leggermente più pulita rispetto alla precedente, ma che non fa certo perdere il valore dei dieci brani epici qui contenuti. Gli Assedium si lasciano anche andare a soluzioni più heavy, apprezzabili in brani come "White Goddess", ma sempre accompagnandosi a tematiche epiche/storiche che prendono spunto dai lavori di R.R. Martin, Walter Scott o Robert Graves, parlandoci ora di foreste preistoriche, ora delle legioni romane, passando dalle leggende greche a quelle egiziane. Risulta difficile trovare una vera highlight fra i dieci brani proposti: ciascuno è caratterizzato da aspetti diversi, risultando un lavoro particolare nella sua interezza e che risulta apprezzabile dall'inizio alla fine. Già dalle mazzate iniziali della travolgente "Winter is Coming" è facile capire il livello di questo album: un metal solido, supportato da una batteria sempre in doppiacassa e un basso corposo che non viene lasciato dietro gli altri strumenti, ma che impreziosisce il lavoro di chitarra del duo Tiberi-Tortora. Fils Cicero sembra aver trovato la sua posizione congeniale, senza lasciarsi andare a sezioni azzardate come quelle presenti nel precedente lavoro, ma risultando sempre in linea con la musica e interpretando al meglio le tematiche dei nostri. I migliori Brocas Helm vengono scomodati per la successiva "The Flame", brano più epico del precedente grazie alle belle cavalcate e un piglio deciso che non lascia spazio ad altro. "Ivanhoe - The Knight Errant", brano ispirato all'omonimo romanzo di Walter Scott, si presenta con il suo incedere tipico e inconfondibile, alternando sezioni ora più veloci ora più lente e ragionate, spesso dominate dai soli strumenti. "Primal Rage" ci riporta alle foreste preistoriche dominate dai colossali dinosauri, mentre la successiva "White Goddess" si apprezza per il suo taglio più heavy metal, un brano decisamente ottimo nella sua melodia centrale, splendidamente interpretato da Fils. La seconda parte dell'album si apre con l'accoppiata "Desecration" e "Romanitas", la prima sulla scia della precedente "Winter is Coming", la seconda più improntata sull'epic battagliero di gruppi come Battleroar o Holy Martyr. "Achaean Glory", dedicata "alla terra degli dei" non aggiunge molto al resto dell'album, se non una bella serie di assoli sul lungo finale, mentre la successiva "Osiris" risulta alquanto particolare nelle sue melodie. Chiusura affidata alla contemplativa "Where Seawolf Dare", brano lento dell'album, ben dominato da chitarre acustiche e dalla voce di Fils nella prima parte, per poi dare spazio a impennate epiche e un finale direttamente sulle onde del mare. Leggere le note finali del booklet, ed in particolare quel "Yours in Metal Forever, Assedium", sapendo che di lì a poco la band si sarebbe sciolta per problemi interni, non può far altro che dispiacere oggi, anche ascoltando cosa il gruppo era riuscito a fare con questa release. Rimane solo il piacere di sapere che sono stati capaci di ritirarsi nel loro momento migliore, piuttosto che produrre forzatamente altri lavori magari senza la stessa alchimia, oltre al sapere che due quinti del gruppo hanno già trovato la loro strada nei nuovi Axevyper. In chiusura, 'Fighting for the Flame' è un album che non dovrebbe certamente mancare agli appassionati di metal, ed in particolare a coloro che hanno fatto dell'epic anni '80 la loro filosofia di vita: uno dei prodotti più credibili del decennio appena passato, con la speranza che non rimanga il solito disco per pochi.
Voto: 8,5/10 Tracklist: 1 - Winter is Coming - 4:43 2 - The Flame - 4:27 3 - Ivanhoe - The Knight Errant - 7:40 4 - Primal Rage - 5:10 5 - White Goddess - 4:58 6 - Desecration - 4:51 7 - Romanitas - 5:42 8 - Achaean Glory - 6:20 9 - Osiris - 5:13 10 - Where Seawolves Dare - 9:13 Formazione: Luca "Fils" Cicero - voce Francesco "Chicco" Tortora - chitarra Guido "Barbaresque" Tiberi - chitarra Duccio "Drake" Tampucci - basso Daniele "Damien" Caldara - batteria
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Avevamo lasciato gli Assedium con il loro primo album nel 2006, ed ecco che appena due anni dopo il gruppo guidato dal Fils Cicero ritorna sulle scene con il secondo full-length della band. 'Fighting for the Flame' vede la sua pubblicazione all'indomani di importanti conferme per il gruppo, fra cui la partecipazione alle prime edizioni di due importanti festival italiani quali il Play It Loud e il Revenge of True Metal Fest. Esperienze queste che non possono aver fatto che bene al gruppo, ancora più solido e deciso in fase compositiva, andando a mettere la firma su un disco superiore al precedente, ma che purtroppo metterà anche fine al lavoro della band, scioltasi un anno dopo la pubblicazione di questo lavoro.
Commenti
Tanti ricordi su quest album, comprese le trasferte in Grecia e Germania ove i nostri suonarono.. nonchè le date italiane..