| Black Hole - Land of Mystery |
| Scritto da Gabriele Nunziante |
| Sabato 24 Aprile 2010 09:00 |
Nati all'inizio degli anni '80, i Black Hole sono uno dei tanti gruppi italiani che negli anni hanno assunto un'aurea di culto - spesso più all'estero che nella nostra patria - dovuta alle poche ma mirate produzioni e alla proposta innovativa e non troppo legata ai generi tanto sbandierati dalla NWOBHM. Nati a Verona per il volere di Robert Measles, al secolo Roberto Morbioli, i Black Hole pubblicarono una serie di demo prima di raggiungere, nel 1985, l'accordo con la City Records per la pubblicazione del loro primo lavoro: 'Land of Mystery'.Le line-up, che negli anni precedenti aveva visto l'avvicendarsi di una serie di chitarristi e batteristi, si conferma nel 1985 guidata da Roberto Morbioli alla voce, basso e synth, Nicola Murari (aka Nicholas Murray) alla chitarra (già al basso nei demo precedenti) e Mauro Tollini (aka Luther Gordon) alla batteria. La pubblicazione del primo album avviene in una tiratura limitata a 1000 copie, divenute negli anni oggetto di ricerca dei tanti appassionati, ed è così che finalmente nel 2006 l'Andromeda Relix si occupa di ristampare per la prima volta su cd questo lavoro, una tiratura da 500 copie che vengono velocemente vendute, a dimostrazione di come l'album fosse ancora ricercato dagli appassionati. In questi primi mesi del 2010 l'etichetta ripropone quindi una nuova ristampa di 500 copie, realizzata in digipack e comprendente 2 bonus track, con il pregio di essere stata finalmente completamente rimasterizzata e quindi risultare un gradino in alto rispetto alla vecchia ristampa. Tornando all'album in sé, la peculiarità dei Black Hole fu quella di unire atmosfere tipicamente doom metal a passaggi ispirati al progressive del decennio precedente, dominati da tastiere e organi sepolcrali, per un mix difficilmente catalogabile e soprattutto riscontrabile in altri act contemporanei. Ne sono esempi brani come l'opener "Demoniac City", in cui le sole tastiere fanno da introduzione ad un brano che man mano diviene sempre più veloce. Il cantato filtrato di Robert Measles sembra provenire direttamente dalla terra dei misteri, poggiandosi su una base mai di chitarra e batteria, quest'ultima per altro sempre sullo sfondo. Sono invero le tastiere a condurci per mano nelle atmosfere plumbee e misteriose di quanto composto dal genio di Roberto Morbioli, lanciato in questa prima traccia in un pezzo che può anche ricordare le cavalcate tipiche della NWOBHM nella sua parte centrale, ma del tutto reinventate e adattate al sound dei nostri. La successiva "Land of Mystery" riprende il discorso iniziale della prima traccia, adattandosi su chitarre sempre uguali che le fanno assumere un aspetto al tempo stesso orrorifico e affascinante, fino all'opus centrale in cui è l'anima prettamente strumentale del gruppo a saltare fuori, guidata dal basso di Morbioli e incorniciata dalla chitarra di Murari. "All My Evil" e "Bells of Death" non si discostano molto dalle caratteristiche dei primi due brani, con la prima che alterna sezioni più veloci ad altre più d'atmosfera, e la seconda uno dei punti più intimisti per il gruppo, che si lancia in un brano che traspare di malinconia dall'inizio alla fine e con un chorus fra i migliori dell'album. "Blind Men and Occult Forces" sembra richiamare i primi Black Sabbath negli intenti e nelle chitarre di Murray, assestandosi su una canzone abbastanza sostenuta per gli standard del gruppo, anch'essa con un chorus ottimo e una seconda parte guidata da chitarre arpeggiate e tastiere. "Spectral World" si innalza forte delle tastiere e del cantato di Measles, che si avvicenda prepotentemente anche su livelli più alti, stemperati dalle classiche atmosfere funeree create dalle parti strumentali. L'album originale va a chiudersi con "Obscurity in the Etheral House", traccia interamente strumentale in cui synth e chitarre si incrociano fra loro donandoci bei momenti. La ristampa del 2010 contiene al suo interno due bonus track, "Angel of Lucifer" e "Crying Puppets", originariamente già pubblicate nella prima edizione di 'Living Mask', secondo lavoro dei nostri pubblicato postumo nel 2000. I due brani risultano molto in linea con quanto fin qui proposto, adattandosi sicuramente più a questo contesto che al secondo album dei Black Hole, molto più sperimentale e devoto alla scena dark wave. Fra le due spicca maggiormente "Crying Puppets", un ottimo lavoro capace di richiamare sul finale anche i nostri Run After To, a dimostrazione di quanto l'Italia, almeno in quel periodo, fosse capace di produrre uno dietro l'altro gruppi devoti alla scena più oscura e misteriosa, altrimenti nota come doom metal. L'aurea di culto per questa release è in definitiva ampiamente giustificata: 'Land of Mystery' è uno di quegli album difficili da trovare, sicuramente non sposato interamente con il metal ma che non mancherà di affascinare coloro che prediligono le atmosfere doom. La nuova ristampa dell'Andromeda Relix, grazie alla rimasterizzazione di Patrick W. Engel svolta in Germania, risulta essere la definitiva per questo album, visto l'audio perfetto per gustare quanto fatto dai Black Hole. Tanto più che l'edizione in digipack risulta molto ben fatta e in linea con la vecchia riedizione, con booklet purtroppo assente di testi ma con una breve biografia a cura di Salvatore Falluca e alcune foto d'epoca, a cui si aggiunge lo splendido dipinto "L'Enigma" del pittore Danilo Capua. Che dire altro: assicuratevene una copia il prima possibile, per evitare un nuovo sold out a tempi di record come già successo quattro anni fa. Come appunto finale, sempre in questo periodo sembra essere spuntata una rarissima versione a colori del primo vinile, la cui esistenza era sconosciuta praticamente a tutti... Che dire, dopo oltre 25 anni, l'alone di mistero dietro i Black Hole non accenna a diminuire.
Voto: 8,0/10 Tracklist: 1 - Demoniac City - 6:09 2 - Land of Mystery - 7:00 3 - All My Evil - 6:10 4 - Bells of Death - 6:16 5 - Blind Men and Occult Forces - 7:58 6 - Spectral World - 7:55 7 - Obscurity in the Etheral House - 7:57 8 - Angel of Lucifer (bonus track) - 7:19 9 - Crying Puppets (bonus track) - 4:38 Formazione: Roberto Morbioli - voce, basso, synth Nicola Murari - chitarra Mauro Tollini - batteria
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Nati all'inizio degli anni '80, i Black Hole sono uno dei tanti gruppi italiani che negli anni hanno assunto un'aurea di culto - spesso più all'estero che nella nostra patria - dovuta alle poche ma mirate produzioni e alla proposta innovativa e non troppo legata ai generi tanto sbandierati dalla NWOBHM. Nati a Verona per il volere di Robert Measles, al secolo Roberto Morbioli, i Black Hole pubblicarono una serie di demo prima di raggiungere, nel 1985, l'accordo con la City Records per la pubblicazione del loro primo lavoro: 'Land of Mystery'.
Commenti
Forse l'unica pecca (in fondo anche trascurabile) è la pronuncia inglese poco naturale di Morbioli.
Nella ristampa del 2006 non mi sono piaciuti i pezzi live, forse non erano in giornata.
Segnalo che una volta usciti dai Black Hole, Murari e Tollini avevano formato i Sacrilege (presenti sull'enciclopedia di questo sito), autori di un demo sempre improntato al Doom, anche se più Hardrockeggiante rispetto alla band d'origine, e poi agli Epitaph.
Piccolo aneddoto personale: nella foto della band sul retro del disco, c'è anche una custodia di chitarra a forma di bara. Quella l'avevamo recuperata io e mio fratello (al tempo avevo un gruppetto chiamato Great Fish) in un negozio di strumenti musicali che non c'è più da anni, il cui titolare ci aveva detto che era stata autocostruita da un suo cliente, se ben ricordo. Dopo un po' abbiamo deciso di regalarla a Roberto Morbioli, che per ovvie ragioni ci pareva la persona più indicata ad utilizzarla al meglio, e infatti era stato letteralmente entusiasta dell'omaggio!
non c'è mai stata una produzione italiana degli 8os così ristampata nella storia
ADESSO BASTA CON STO DISCO PER FAVORE !!! NON SE NE PUO' PIU' !!!
Io però ricordo che apparve un'intervista ai Black Hole su Italian Metal Legion (la fanzina di Aldo Minosse Malatesta, non il libro di GdC) ...non l'ho sotto mano, ma era il numero con in copertina Palermi e Continenza degli Unreal Terror.
Qualcuno se la ricorda?
INTERVISTA A BLACK HOLE
PERCHE' BLACK HOLE
Black Hole é un'entità indefinita, perché predispone in campo teorico-filosofico la materializzazione, tramite la ricerca sonora, di una serie di principi esistenziali che il gruppo deve difendere. Una nuova vita, concepita senza l'ausilio di grazie materialistiche puramente terrene, e una conseguenziale ricerca nell'assenza più viscerale del proprio spirito sono alla base di un progetto che immaginifica l'aldilà nelle sue visioni positive e negative, cercando di creare un clima mistificante dalle remiscenze tardo-gotiche. L'esplorazione del subconscio non contempla alcun cedimento a formule facilmente informali (droghe o fumi), ma si affida bensì a processi di sublimazione mentale che mettono alla prova la capacità di concentrazione ed isolamento e che aumentano le capacità espressive del proprio animo. Sensitività, queste, che mi permettono la contemplazione di fenomeni metafisici che viceversa rifuggono dall'attenzione di un umanoide comune, privo di visioni intellettuali. BLACK HOLE ricerca quindi gli strali più oscuri della nostra esistenza, ricca di equivoci, di abberrazioni, d'incompresione e vuole manifestarne i lati spettrali, magari concepiti di un ipotizzato, ma non per questo surreale, pianeta esistenziale post-terreno, scevro dall'inganno e librante nella spontanea espressione della propria personalità. Spontanea di conseguenza è l'espressione sonora di tutte le proibizioni, le angoscie, gli stati d'inquietudine, e non ultima la solitudine. Nella notte la vita si rispecchia nell'ombra della nostra strada, che ne fornisce il viatico più obbiettivante plausibile, magari vedendosi proiettati in un pianeta senza tempo in lotta per la ricerca dell'equilibrio triangolare , espresso dal mistico violetto in termini cromatici, in un clima ancestrale. ...