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Crying Steel - On the Prowl
Scritto da Francesco Campatelli   
Lunedì 19 Ottobre 2009 09:00

Crying Steel - On the ProwlUn documento che non ha eguali, una preziosa reliquia, un solenne calcio nei denti agli arrivisti stranieri che consideravano solo merda da gettare tutto ciò che provenisse dall’italica nazione... e non credo di aver usato tutti gli aggettivi adatti per definire 'On the Prowl', prima prova sulla lunga distanza dei bolognesi Crying Steel, guidati dal genio compositivo di Alberto Simonini che nel lontano 1982 insieme ad Angelo Franchini e Luca Cardarella, rispettivamente basso e batteria, diede vita alla band dalle ceneri dei Wurdalak. Dopo un cambio di line-up, che vede tra l’altro cedere il testimone di Cardarella a Luca Ferri alla batteria, registrano un demo-tape che permette al combo della Torre degli Asinelli di far conoscere il proprio nome fra gli addetti ai lavori, e nel 1984 arriva la prima apparizione ufficiale, sulla prima compilation dedicata al metal italiano, 'Heavy Metal Eruption', con il brano "Thundergods" e in compagnia di Halloween, Death SS, Steel Crown, Strana Officina e altri. Nello stesso anno è schedulato il mini Lp 'Crying Steel' che oggi è un pezzo raro e ricercatissimo dai collezionisti, sopratutto esteri.

 

Ma sarà 'On the Prowl', anch’esso divenuto da tempo una chicca preziosa per i sempre incalliti die hard fans, a consacrare definitivamente il nome dei Crying Steel nell’Olimpo Italiano e a divenirne uno dei più meritevoli act in grado di mettere in competizione l’Italia con i mostri sacri di Europa e America, non avendo nulla da invidiare ad alcuno, ma soltanto facendo proprie le lezioni dei grandi nomi in voga all’epoca, Judas Priest su tutti, con i quali le assonanze non sono mancate e non mancano seguendo l’ascolto delle nove tracce che compongono questo album: nove potenti ruggiti in grado di annichilire e mettere d’accordo gli amanti delle melodie più pompose e quelli dell’intransigenza metallica. Inni sacri come la terremotate "No One’s Crying" mettono in mostra l’alto potenziale della band, passando da un Luca Bonzagni in eccellente spolvero, un vocalist regalato dalla natura all’italica nazione come uno dei pochi veramente in grado di reggere il confronto con il più quotato Rob Halford, col quale sovente si trovava a paragonarlo la stampa specializzata, ad un Alberto Simonini gran macinatore di riff potenti e diretti, due qualità per le quali i Crying Steel hanno sempre speso le proprie forze in una ricerca continua. "Changing the Direction" è la netta dimostrazione che nello stile dei Crying Steel potevano convivere potenza e melodia ricercata; definire questo pezzo AOR sarebbe sbagliatissimo, ma questo è senza dubbio una vera gemma per chi ama il rock melodico e soprattutto non sputa a partito preso sul suono di tastiere. Si torna a navigare in territori "denim and leather" con "Struggling Along" e in "Fly Away", dove ritmi decisamente più serrati e grandi cori da stadio sono un grande scossone da brividi.
Di grande impatto la priestiana "Upright Smile" dai ricordi vagamente riportanti alla mente "Another Thin Comin" che dà la caratterizzazione di questo album, influenzato sia dai Priest del periodo 'Turbo'-'Ram It Down', ma anche dal sempre raffinato sapor metal americano, come nella speed "The Song of Evening", perfetto punto d’incontro tra Malice e Fifth Angel, dove Bonzagni ci dà ulteriori prove di quello che sono le sue incredibili capacità vocali, accompagnato da una sezione ritmica da far vacillare gli elefanti e chitarre sfolgoranti precise e lucide come l’acciaio. Da applausi la commovente "Alone Again", semiballad che apre all’ultimo sussulto di guerra determinato da "Thundergods", cannonata speed incitante all’orgoglio metallico, e dalla commovente ballad conclusiva "Shining" con i quali i Crying Steel diedero inconsapevolmente l’addio alle scene, relegando ai posteri uno dei dischi più belli di cui l’Italia metallica degli anni '80 possa vantarsi.

Un addio che comunque si è tramutato in "come  back", dal momento che il 2003 ha salutato la reunion dei Crying Steel, che avrebbe dovuto portarli a partecipare all’80 Italian Metal Legions Attack di Domegliara (VR) ma che per cause sconosciute hanno saltato. Dopo la pubblicazione dell'atteso ritorno con 'The Steel is Back!', attualmente sono in studio per registrare nuovi pezzi, quindi non resta che dire con felicità... a presto!

 


Tracklist:
1 - No One's Crying - 4:17
2 - Changing the Direction - 6:28
3 - Struggling Along - 6:01
4 - Fly Away - 4:36
5 - Upright Smile - 4:40
6 - The Song of Evening - 4:45
7 - Alone Again - 5:41
8 - Thundergods - 3:37
9 - Shining - 5:25
Formazione:
Luca Bonzagni - voce
Alberto Simonini - chitarra
Franco Nipoti - chitarra
Angelo Franchini - basso
Luca Ferri - batteria

 

 

Commenti 

 
# Wasp83 2009-10-19 11:22
quest'album spacca letteralmente e se avesse una produzione degna di nota sarebbe stato uno dei dischi migliori italiani e non di sempre
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# The Joker 2009-10-20 01:45
Da non dimenticare l' EP,ormai introvabile, con i 5 pezzi
Ivory Stage -You have changed - Hero -Where the raimbow dies -
Running like a wolf.
I CRYING STEEL si sono presentati bene fin dall'inizio,un grazie a Simonini,LUCA sei un grande.
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# Gabriele 2009-10-20 19:37
Splendido album, veramente fra i capolavori della scena metal italiana di quegli anni. Da avere e ascoltare.

E pensare che se ne trovano facilmente copie in giro, sia nel formato CD sia in quello vinilico. Qui a Bologna poi si trovano copie in tutti i negozi di musica un minimo forniti, a volte addirittura versioni del picture disc a prezzi che definire ridicoli è dire poco...


Bello anche l'EP di 5 pezzi, una ristampa in CD di quello non sarebbe per niente male, magari unito a tutte le demo precedenti a 'On the Prowl'.
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# Gio \69 2009-10-20 19:55
L'EP è superiore all'album, neanche di poco.... comunque anche "On the prowl" è buono.
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