| Dark Quarterer - The Etruscan Prophecy |
| Scritto da Gabriele Nunziante |
| Martedì 19 Maggio 2009 09:00 |
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Batteria e riff selvaggi ci aprono le porte a “Retributioner”, ed è subito un tripudio di epicità: i nostri non hanno perso un grammo della loro freschezza e della loro vena compositiva, anzi, sembra quasi che nei due anni passati dal primo album i Dark Quarterer abbiano capito ancor meglio su cosa puntare. Gianni Nepi si innalza a livelli eccelsi, in un cantato che è il punto di forza della prima parte della canzone, per poi lasciare più spazio agli strumenti. E qui è Fulberto a farla da padrone: il sound non è andato perso, il tocco è sempre quello, e il risultato è un rifferama sciorinato senza tanti 'se' e senza tanti 'ma', risultando il marchio decisivo delle composizioni dello squartatore delle tenebre. Come non citare poi l'ottimo lavoro alla base ritmica a cura di Paolo Ninci? Il batterista non lascia che siano solo i compagni a dirigere la scena, avviandosi spesso e volentieri in sezioni più dure e senza che neppure un piatto rimanga fermo. Breve intermezzo con “Piercing Hall”, traccia fra le più pacate dell'album, in cui l'arpeggiato di Fulberto ci accompagna fino all'esplosione finale di voce e batteria. Poi è il tempo della profezia: Rasna Kurzal recita la sua parte, quindi “The Etruscan Prophecy” si snoda più pacata rispetto all'opener, ma la carica epica è sempre quella. Una cavalcata lenta quanto devastante, con intermezzi strumentali degni di nota, per 9 minuti da tramandare ai posteri. Inizio serrato di chitarra per “Devil Stroke”, poi i Dark Quarterer si assestano su un mid-tempo dai forti echi melodici in cui il ritornello si innalza come un grido disperato, disperata come è la vita del protagonista del brano: lyrics stupende come solo il gruppo sa comporre, fondamentali per poter capire lo spirito dietro le stesse canzoni. Nuovo intermezzo con “The Last Hope”, questa volta completamente in mano a Fulberto e alla sua chitarra acustica, con la quale intesse melodie classicheggianti già alla base delle sue altre prove. “Angels of Mire”, ultima traccia del platter originale, si apre con una ottima prova di Gianni Nepi alla voce, il quale interpreta prima da solo, poi accompagnato dagli altri strumenti, una sezione da brivido (anche qui il rimando al testo nel booklet è d'obbligo), per poi snodarsi fino al finale, in cui parti strumentali e cantate si alternano in una ridda d'emozioni uniche nel loro genere. Prima bonus track è “Queen of the Sewer”, registrata sempre negli anni ottanta ma mai inclusa ufficialmente negli album del gruppo, se non come bonus track nella ristampa del 2002. La differenza di registrazione si sente, ma l'intento del gruppo c'è comunque, consegnandoci un'altra ottima traccia che se registrata professionalmente avrebbe sicuramente fatto la sua ottima presenza su questi primi album. Per l'edizione qui recensita della My Graveyard troviamo anche la lunghissima versione live di “Retributioner”: si parte con assolo di batteria di 4 minuti e oltre, quindi i nostri, in formazione che vede oltre agli storici Nepi e Ninci, Francesco Sozzi alla chitarra e Francesco Longhi alle tastiere, si lanciano in una versione leggermente rivisitata della prima traccia di questo 'The Etruscan Prophecy'. Dopo la prima parte infatti tastiera e chitarra si lanciano in una nuova sezione strumentale, non propriamente in linea con il resto del pezzo, ma che comunque fornisce una nuova interpretazione di questo classico, per il resto abbastanza fedelmente riproposto. Per la sezione video invece troviamo una vera e propria rarità, ovvero una registrazione del 1985 di Fulberto e compagni impegnati a suonare davanti a familiari e amici il brano “Gates of Hell”, compreso nel debutto 'Dark Quarterer'. Non staremo qui a discutere della registrazione e dell'audio, quello che rimane è solamente il gruppo alle prese con una versione assolutamente fedele a quella riproposta su album, per un video che farà la felicità degli appassionati. L'uscita di Fulberto Serena molto probabilmente non era neppure nell'aria quando questo 'The Etruscan Prophecy' venne dato alle stampe, e molto probabilmente il gruppo era già alle prese con nuovi brani per l'album successivo. Ma non è di questo di cui ora penseremo, visto che sarà trattato con la recensione di 'War Tears', quanto piuttosto del piccolo capolavoro che i Dark Quarterer diedero alle stampe oltre vent'anni fa. Non c'è altro da aggiungere su questo album, se non l'invito a comprarne una copia ora che la sua disponibilità è così alta grazie alle ristampe della Metal Legion prima e della My Graveyard Records ora. Se c'è un gruppo di cui l'Italia dovrebbe andare fiera, sono i Dark Quarterer.
Voto: 10/10 Tracklist: 1 - Retributioner - 6:19 2 - Piercing Hail - 2:04 3 - The Etruscan Prophecy - 9:47 4 - Devil Stroke - 9:12 5 - The Last Hope - 1:34 6 - Angels of Mire - 9:23 7 - Queen of the Sewer - 8:45 8 - Retributioner (live) - 12:32 9 - Gates of Hell (video) - 7:07 Formazione: Gianni Nepi - voce, basso Fulberto Serena - chitarra Paolo Ninci - batteria
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Se con l'omonimo 'Dark Quarterer' il gruppo di Piombino aveva mostrato all'Italia il lato più oscuro e affascinante dell'epic-progressive metal, fu necessario aspettare solamente due anni, ovvero il 1989, per il ritorno sul mercato discografico di Gianni Nepi, Fulberto Serena e Paolo Ninci con un album che facilmente potremmo definire l'apice massimo della carriera in casa Dark Quarterer. 'The Etruscan Prophecy', in sole sei tracce, racchiude alcuni brani migliori mai composti dal gruppo, per un'esperienza che, pur ricordando l'esordio dell'anno prima, è capace di innovarsi e mai stancare l'ascoltatore. Un masterpiece, ancora oggi fresco e innovativo, a dimostrazione di quanto anche in Italia un genere così bistrattato possa avere apici altissimi di composizione.
Commenti
recensione perfetta, confermo in pieno il 10 tondo tondo
Eugenio
P.S. vi ricordo che il 20 giugno 2009 i DQ registreranno il concerto che terranno al Teatro dei Concordi di Campiglia Marittima(prov. di Livorno),da esso sarà poi tratto un DVD,la durata del concerto sarà di quasi tre ore e sono previste molti pezzi dei primi due dischi(almeno 7/8)oltre a estratti degli altri loro lavori;io ci sarò,chi altri?
Per il 20 Giugno purtroppo io non sarò presente, anche se è un'occasione veramente unica per vedere il gruppo in un ambiente suggestivo e con una scaletta bella lunga e corposa. Chi è nelle vicinanze non si lasci perdere questa occasione unica; io me la vedrò direttamente in DVD a fine anno, anche se non sarà la stessa cosa.
Per Etruscan ricordo di aver avuto diversi problemi anche io con la datazione, da più parti gli mettono date differenti. Se comunque ho messo 1989 è perché avevo fatto nel periodo della recensione delle ricerche e mi sembrava la data più corretta... Non chiedermi però cosa avevo trovato in giro perché sinceramente non ricordo neanche, probabilmente diverse interviste alla band in cui concordavano sulla data.
Ah ecco, allora ricordavo bene infatti...si boh, ci sta anche sia poi effettivamente uscito nel '95, magari all'inizio, ora non ricordo quando lessi quell'intervista su Flash, ci sta benissimo fosse in uno dei numeri di fine anno o proprio dicembre del '94 quindi tornerebbe considerando che spesso le interviste le band le fanno e le facevano anticipatamente per presentare appunto e promuovere l'album magari di imminente uscita ma non ancora effettivamente fuori al momento dell'uscita della rivista...
Citazione:
credo che sia corretto '89 in questo caso, sia stampa che uscita, cmq andrebbe chiesto a loro per avere definitivo chiarimento...anzi se ricordo ne approfitto stasera al concerto al MetalMeccanico.
Ovviamente mi son scordato di chiedere la cosa ieri sera...eheheh...e c'ho pure parlato assai, con tutti...son rintronato...