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Elektradrive - Due
Scritto da Simone Leone   
Martedì 21 Ottobre 2008 11:00
Elektradrive - DueGli Elektradrive si formano nel 1981 a Torino. Inizialmente chiamati Overdrive, definita nel 1983 la propria line-up (Elio Maugeri voce, Simone Falovo chitarra, Eugenio Manassero tastiere, Stefano Turolla al basso e Alex Jorio alla batteria), decidono di cambiare il loro nome. L’esordio discografico si ha nell’86 con 'Over the space' per la Discotto Records, album più hard/rock oriented rispetto al successivo. Nell’89, dopo quasi un anno di registrazioni, esce 'Due' per la Minotauro Records, che riscuote grandissimo apprezzamento in Italia (eletto migliore album hard/rock italiano) nonché dalla stampa internazionale (storiche le 5 K attribuitegli da Kerrang).

Apre le danze la fascinosa "Back on the road", decisamente AOR con tastiere pomposissime in primo piano che tessono un intreccio armonico di sicuro impatto, maestosa prova del singer Elio Maugeri che con grandissima melodia accompagna l’ascoltatore verso questo ritorno sulla strada; di grande trasporto l’assolo di chitarra di Simone Falovo. Segue "St. Valentine’s day", canzone decisamente più elettrica dell'opener-track, sparatoria iniziale e poi a fare danni (nel senso positivo) ci pensa l’ascia di Falovo fendendo colpi alla cieca; tastiere, cori e coretti rendono il pezzo veramente gradevole e di gran gusto; leggermente più ovattata la tastiera rispetto alla canzone precedente, lavoro sporco per batteria e basso. Terza traccia è l’AOR di grandissima classe di "Sunset Boulevard" dove la ruggente chitarra di Falovo si amalgama alla perfezione con l’apparato canoro del positivissimo singer Maugeri e dei sempre presenti, ma mai stucchevoli, coretti; sognante l’assolo di chitarra ed intrigante lo stacco di basso. Un corposo drumming di Jorio dietro le pelli ci apre la strada nel selvaggio "Wild West", canzone in cui l’axeman si veste da country-man e ci accompagna, come Virgilio fa con Dante, in questo polveroso viaggio ad occhi chiusi; veramente interessante e sbarazzino il fischiettio presente all’interno della traccia. Come nei precedenti pezzi i ritornelli entrano in testa da subito: questo la dice lunga sulle gran qualità degli Elektradrive nel trovare il giusto appeal in ogni pezzo. Segue "Right or wrong", cantabilissima e ben orchestrata musicalmente, scorre piacevolmente senza però esaltare più di tanto; notevolmente innalzata grazie alla prova eccelsa del vocalist. Un taglientissimo riff di Falovo asfalta la strada alla stupenda "A man that got no heart", canzone a tratti sognante e a tratti sofferente, esaltata dalla calda ed avvolgente voce di Maugeri che ci trasporta morbidamente in questa paradisiaca traccia di puro AOR targato eighties. L’inutile title track "Due" e la successiva ariosa "The Magic Lamp" scorrono nel completo anonimato. Il pianoforte introduce "Dream On", ballata dai tratti agro-dolci che esalta ancora una volta la voce di Maugeri sempre ben supportata dai riuscitissimi cori. Con questa ballata strappa-lacrime cala il sipario su questa recensione e su questo bellissimo album che a livello internazionale è stato uno dei più conosciuti ed apprezzati degli anni '80.

In conclusione questo Due dei torinesi Elektradrive è consigliabile:
- a tutti coloro a cui piace l'hard-rock di classe, fascinoso ed estremamente pomposo tipico della corrente AOR
- a tutti coloro che vogliono ascoltare un gruppo nel pieno delle loro capacità compositive, perfettamente in bilico fra potenza e melodia
- a coloro che vogliano ascoltare un album che si stampa in testa indelebilmente e che difficilmente rinchiuderete in un cassetto
- a chi, orgogliosamente patriottico, voglia ascoltare un album italiano che finalmente riuscì ad avere un più che discreto successo internazionale.

 


Tracklist:
1 - Back on the Road - 4.03
2 - St. Valentine's Day - 3.45
3 - Sunset Boulevard - 4.55
4 - Wild West - 4.46
5 - Right or Wrong - 3.55
6 - A Man that go no Heart - 4.42
7 - Due - 4.39
8 - The Magic Lamp - 4.34
9 - Dream On - 4.43
Formazione:

 

 

Commenti 

 
# Gabriele 2008-10-22 01:52
Buona recensione. L'album non è esattamente uno dei miei preferiti, soprattutto vista la proposta musicale degli Elektradrive. Però il livello compositivo c'è e alcune canzoni (come Sunset Boulevard o Back on the Road) non possono fare a meno di entrare in testa.

La voce di Maugeri è forse una delle migliori del periodo (compresa la pronuncia, visti spesso i risultati di alcuni cantanti italiani alle prese con l'inglese), e l'uso di chitarre e tastiere è a dir poco superlativo.

Un disco 'semplice' (per modo di dire) che non può non piacere insomma, anche agli amanti di sonorità meno dure.
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# Dholmagus 2010-06-03 17:59
Per gli amanti dell'aor come me il disco e' il migliore esempio di rock melodico italiano.....un must
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