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Cappanera - Non c'è più mondo
Scritto da Gabriele Nunziante   
Martedì 31 Marzo 2009 10:00
Cappanera - Non c'è più mondoSe nel 1989 abbiamo l'esordio discografico della Strana Officina con il tanto agognato full-length 'Rock'n'Roll Prisoners', nel 1991 i fratelli Cappanera arrivano sul mercato italiano con un prodotto leggermente diverso dagli standard intrapresi con l'officina livornese. Il risultato, sotto il nome di Cappanera, si intitola 'Non c'è più mondo' e, com'è intuibile dal titolo, è interamente cantato in italiano. Ad accompagnare i due fratelli non troviamo né Bud Ancillotti né Enzo Mascolo, compagni all'interno della Strana, ma una serie di 'ospiti' d'eccezione: a partire da Johnny Salani, già voce agli esordi della Strana, troviamo Andrea Castelli al basso (Shabby Trick e Airspeed) e Ruggero Zanolini alle tastiere (Vanadium, oggi Rustless). Alla voce, oltre al già citato Salani, troviamo sia Fabio che Roberto cimentarsi in diversi brani. A chiudere la formazione, anche la presenza, in una traccia a testa, di Rolando Cappanera alla batteria e Dario Cappanera alla chitarra, futuri eredi dell'officina musicale. In nove tracce i fratelli Cappanera racchiudono tutto quello che non erano ancora riusciti a dire con il loro primo gruppo, in un lavoro che sarà l'ultimo loro epitaffio prima dell'incidente che gli toglierà la vita nel '93. Un prodotto per certi versi distante dai lavori con Bud ed Enzo, ma non meno valido, con un sound a metà fra reminiscenze settantiane e vaghi spunti rock-blueseggianti.

Johnny Salani dà il via alle scorribande con la prima traccia, "Aurelia Freeway": gran schitarrate da parte di Fabio, che ci accompagna sulle strade infuocate fra Livorno e Grosseto, in compagnia di un ottimo refrain a cura di Zanolini e delle sue tastiere. Ottima anche la sezione ritmica, mai invadente ma sempre precisa e nel punto giusto, su cui la voce di Salani fa vere e proprie meraviglie, innalzando direttamente allo status delle migliori canzoni del disco questa prima traccia. Senza abbandonare il microfono, Johnny Salani firma anche la seconda canzone, la title-track "Non c'è più mondo", dal passo blueseggiante e dal testo iconografico come lo sono state molte produzioni della Strana Officina. In questo brano fa la sua comparsa dietro le pelli Rolando Cappanera, il quale assieme al padre alla chitarra detta il passo su cui un ispirato Zanolini osa andare in territori a cui i Vanadium non sono mai approdati. Fabio prende in mano il microfono per la triste cronaca di "Barbone", canzone ispirata dal tragico avvenimento (talmente attuale da far pensare ancora oggi) accaduto ad un senza tetto bruciato vivo da alcuni ragazzi. Canzone melodica e irresistibile, in cui ben si sposa la voce di Fabio, il quale non si fa mancare parti di chitarra curate come in tutti gli altri pezzi: semplicemente da brivido l'assolo finale. Roberto firma invece la quarta traccia, la più rockeggiante "Impossibile capirti", non del tutto riuscita per la verità: l'interpretazione del batterista dietro al microfono non è delle migliori, e le tastiere un po' troppo retrò non fanno guadagnare molto a questo pezzo. Anche la successiva "La nostra band vi prenderà", nonostante la sempre ottima performance di un partecipe Johnny Salani e di un assolo a cura di Dario Cappanera, non riesce a strapparsi un posto d'onore all'interno dell'album, assestandosi su una base fra il rock'n'roll e il blues piuttosto scialba. Il microfono torna quindi in mano a Fabio, che firma le ultime quattro canzoni: si parte con "Amazzonia" (remake della già presentata durante i live "Camelot"), inno alla libertà di questa terra, trasformato in un vero e proprio inno da parte dei fratelli Cappanera, qui contro i 'gialli bulldozer' che devastano la terra degli indios; quindi è la volta di "Cambierò", canzone fresca e dai richiami musicali ai primissimi Vanadium, con un grande assolo centrale e uno spiccato accento toscano per Fabio. L'amore è il tema centrale della successiva "Drago Dorato", canzone molto veloce rispetto al resto contenuto in questo album, con tanto di voce arrabbiata e assolo tellurico. A calmare le acque troviamo sul finale "Vittima", che con il suo arpeggiato è la ballad del disco, triste e struggente il giusto.

Si conclude così questo album, ultimo lavoro pubblicato dai fratelli Cappanera, vera e propria opera complementare di quanto fatto con la Strana Officina. Un album non senza alcune pecche, non nella qualità dei musicisti quanto piuttosto nella presenza di alcune canzoni non propriamente ottime, ma comunque un lavoro che gli appassionati del genere non potranno farsi mancare. Se cercate l'animo più gentile e umile di questi due artisti, potete trovarlo qui dentro più che negli altri album della Strana.
Un'ultima nota sulle versioni disponibili: l'album in questione uscì nel 1991 per la Minotauro Records nelle versioni per cassetta, vinile e cd. Nel 2007 l'album è stato ristampato dalla Markuee (ovvero la ex Minotauro Records) e quindi oggi ancora ben acquistabile. Sono inoltre facilmente rintracciabili anche le vecchie versioni del '91: la versione cd potete portarvela a casa per una decina di euro, meno di venti per quella in vinile.

 


Tracklist:
1 - Aurelia Freeway - 5:48
2 - Non c'è più mondo - 5:04
3 - Barbone - 5:56
4 - Impossibile capirti - 5:42
5 - La nostra band vi prenderà - 6:15
6 - Amazzonia - 5:24
7 - Cambierò - 5:03
8 - Drago dorato - 3:39
9 - Vittima - 4:44
Formazione:
Johnny Salani - voce
Fabio Cappanera - chitarra, voce
Ruggero Zanolini - tastiere
Andrea Castelli - basso
Roberto Cappanera - batteria, voce

Guest:
Dario "Kappa" Cappanera - chitarra
Rolando Cappanera - batteria

 

 

Commenti 

 
# EG 2009-03-31 13:05
album fondamentale. consigliato a tutti, bellissima rece

La nostra band vi prenderà !!!

Eugenio
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# Wasp83 2010-04-17 11:23
come suoni ricorda (vagamente) Nel Cuore del Caos, solo che questo lavoro dei Cappanera non si avvicina praticamente mai a sonorità hard.
E' un bell'album di rock, fresco e spensierato.
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# Sandro 2010-04-18 03:08
Questo è un disco splendido. Magari più rock che metalm, ma importa davvero poco. Ci sono le canzoni, e soprattutto c'è il feeling. Tutti gli amanti del vero rock suonato col cuore dovrebbero sentirlo almeno una volta!!!
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# Dholmagus 2010-06-03 17:43
La prima volta che ascoltai Aurelia Freeway pensai ad un'album con richiami streeth e glam...almeno in piccole dosi.....rimasi deluso...l'album e' un'onesto manifesto rock.......
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