| Dark Quarterer - Dark Quarterer |
| Scritto da Gabriele Nunziante |
| Martedì 07 Aprile 2009 10:00 |
Se dovessimo indicare i gruppi più innovativi all'interno della nascente scena metal italiana degli anni '80, i Dark Quarterer sarebbero fra i primi – se non i primi in assoluto – a meritare certamente un posto in questa lista. Veri padri fondatori del progressive metal, vedono le loro origini nel 1974 come gruppo esclusivamente dedito a cover dei grandi gruppi del momento, dal rock blueseggiante dei Led Zeppelin fino all'heavy metal degli Iron Maiden, senza tralasciare il progressive di Genesis e Gentle Giant, tutti aspetti che ritroveremo successivamente nelle influenze del gruppo. Dopo diversi anni i Dark Quarterer decidono infatti di mettersi in proprio, iniziando a comporre i brani che finalmente nel 1987 si riverseranno nel primo omonimo full-length del gruppo. La formazione, immutata per i primi quindici anni, vede Gianni Nepi alla voce e al basso, Fulberto Serena alla chitarra e Paolo Ninci alla batteria. E' Fulberto Serena, con le sue influenze musicali classicheggianti e le sue letture fra l'orrorifico e il misterioso, a impregnare la musica dello 'squartatore delle tenebre', imprimendogli quel segno distintivo che li porterà, a partire dal secondo album, a farsi conoscere anche nel resto dell'Europa. L'uscita di Fulberto del gruppo sarà un fulmine a ciel sereno per il gruppo: solamente la determinazione di Nepi e Ninci permetterà ai Dark Quarterer di non sciogliersi, ma di continuare a scrivere pagine fondamentali di questo genere in Italia fino ai giorni nostri.'Dark Quarterer' viene registrato a due riprese nel 1985 e nel 1986 ed esce l'anno successivo in appena 500 copie per la Label Service. Quello che riversano dentro di esso i tre di Piombino sono sei canzoni fra le migliori mai composte dal gruppo, veri e propri cavalli di battaglia ancora oggi spesso riproposti durante le esibizioni live. Il delicato arpeggio di "Red Hot Gloves" non è che il canto invitante, quasi un tranello che i Dark Quarterer tendono all'ignaro ascoltatore, il quale in breve si ritrova fra le spirali della preghiera al Principe delle Tenebre. Fra lunghi versi quasi raccontati e un assolo centrale come solo Fulberto riesce a comporre, la canzone si snoda pacata e senza picchi di autentica forza musicale; nonostante ciò il risultato è a dir poco perfetto: l'intesa fra i tre musicisti c'è, e la bravura tecnica e la composizione eccellente completano l'opera. Con "Colossus of Argil" i tre di Piombino mettono a frutto proprio questa loro capacità compositiva in una canzone che definire fra le migliori del gruppo è forse riduttivo. Intro affidato completamente a Fulberto, il quale ci regala il primo minuto e mezzo di pura estasi sonora, per poi essere affiancato dai fidi Ninci e Nipa. Ed è proprio Gianni Nepi, con il suo cantato inconfondibile a cui gli echi volutamente registrati fanno da sfondo, ad innalzare epicamente questa canzone. Come dimenticare poi la ripresa prima di metà canzone, vera e propria cavalcata contro il gigante d'argilla, racchiusa nelle parole urlate da Nepi: 'Come On! Come On! Be Free!'. Il finale si assesta sulle sonorità già sentite all'inizio di questa canzone, presentandoci altri spunti a cura di Fulberto (gli ultimi 30 secondi, ad esempio) capaci di far passare questi dieci minuti talmente veloci da non sembrare vero. Un pulsare ritmico ci introduce a "Gates of Hell", brano che riprende il tema della prima canzone, facendo arrivare il nostro protagonista a decidere di usurpare il trono di Lucifero negli inferi. L'incedere cauto, accompagnato dall'inconfondibile chitarra di Fulberto, riesce a creare al meglio l'atmosfera giusta, su cui l'interpretazione di Nepi fa tutto il resto raccontando la storia del ribelle alle porte degli inferi. Il resto della canzone, oltre metà, viene lasciata alle abili capacità del trio, i quali dimostrano tutta la loro bravura anche nei pezzi strumentali, fino a raggiungere le ultime battute della canzone. La strumentale "The Ambush" ci ripresenta il gruppo come già lo conoscevamo: un tocco di progressive anni settanta, unito alla durezza dell'heavy metal a cui fanno da contraltare le influenze classiche della chitarra, e un altro tassello va a favore di questo album, dimostrandoci ancora una volta come il genio compositivo sia insito nel trio di Piombino. Con "The Entity" ritorniamo sui temi oscuri: questa volta si parla del corpo del nostro protagonista posseduto da un'entità sconosciuta. Fra alti picchi compositivi e altri forse meno incisivi, i Dark Quarterer ci consegnano anche questa breve suite, all'altezza del resto dell'album, ricca sotto ogni punto di vista. Ci avviciniamo alla fine con il racconto del "Dark Quarterer" (title-track omonima all'album omonimo al gruppo... non male come 'coincidenza'). Atmosfere tanto pacate quanto oscure, in cui il re dei killer si aggira alla ricerca della sua prossima vittima: 'Another life has gone, another day has gone away!. E sui rintocchi quasi funebri della chitarra di Fulberto va a chiudersi infine questo album, il primo di una serie che vede ancora oggi il gruppo attivo sulla scena italiana, a dimostrare che dopo trentacinque anni lo squartatore delle tenebre ha ancora idee da proporre. Questo 'Dark Quarterer' è infatti solo il primo di una serie di album eccezionali per il gruppo: basterà attendere appena l'anno successivo per quello che da molti è considerato il lavoro migliore del trio, ovvero quel 'The Etruscan Prophecy' che ha innalzato il gruppo a livello europeo. Ma sarà anche l'ultimo in cui Fulberto suonerà, lasciando la band orfana di uno dei suoi padri. Ristampato nel 2002 dalla greca Unisound Records, oggi questo album è abbastanza reperibile senza dover spendere cifre da capogiro (100 euro per la prima versione in vinile, oramai introvabile), sebbene l'edizione su CD non presenti una resa sonora all'altezza. Il consiglio è sempre lo stesso, quando parliamo di album del genere: impossibile non averlo.
Voto: 9,0/10 Tracklist: 1 - Red Hot Gloves - 05:46 2 - Colossus of Argil - 09:18 3 - Gates of Hell - 06:15 4 - The Ambush - 05:42 5 - The Entity - 07:17 6 - Dark Quarterer - 07:22 Formazione: Gianni Nepi - voce, basso Fulberto Serena - chitarra Paolo Ninci - batteria
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Se dovessimo indicare i gruppi più innovativi all'interno della nascente scena metal italiana degli anni '80, i Dark Quarterer sarebbero fra i primi – se non i primi in assoluto – a meritare certamente un posto in questa lista. Veri padri fondatori del progressive metal, vedono le loro origini nel 1974 come gruppo esclusivamente dedito a cover dei grandi gruppi del momento, dal rock blueseggiante dei Led Zeppelin fino all'heavy metal degli Iron Maiden, senza tralasciare il progressive di Genesis e Gentle Giant, tutti aspetti che ritroveremo successivamente nelle influenze del gruppo. Dopo diversi anni i Dark Quarterer decidono infatti di mettersi in proprio, iniziando a comporre i brani che finalmente nel 1987 si riverseranno nel primo omonimo full-length del gruppo. La formazione, immutata per i primi quindici anni, vede Gianni Nepi alla voce e al basso, Fulberto Serena alla chitarra e Paolo Ninci alla batteria. E' Fulberto Serena, con le sue influenze musicali classicheggianti e le sue letture fra l'orrorifico e il misterioso, a impregnare la musica dello 'squartatore delle tenebre', imprimendogli quel segno distintivo che li porterà, a partire dal secondo album, a farsi conoscere anche nel resto dell'Europa. L'uscita di Fulberto del gruppo sarà un fulmine a ciel sereno per il gruppo: solamente la determinazione di Nepi e Ninci permetterà ai Dark Quarterer di non sciogliersi, ma di continuare a scrivere pagine fondamentali di questo genere in Italia fino ai giorni nostri.
Commenti
Canzoni di altissimo livello, nessuna esclusa...
Grandissimi...
Lascia perdere magari, dovendo scegliere e con tutto il rispetto per il lavoro di tutti passato o presente, tantissime altre band ma questa è OBBLIGATORIA da sentire, soprattutto oggi che è facile essendo stati ristampati praticamente tutti i dischi anche in cd.
P.S. segnalo che sabato 20 giugno la band registrerà lo show che terrà a Campiglia Marittima(prov. di Livorno) c/o il Teatro dei Concordi per realizzare il loro primo dvd live!!! -- non so ancora il costo(attendo conferme dalla band,ma sarà irrisorio se non addirittura gratuito!!!),il teatro ha solo 200 posti,bisognerà prenotare contattando la band sul loro myspace,il concerto durerà due ore e mezza circa e sono previste delle "sorprese" durante la gig(su quali siano il mistero è assoluto!!)
Questa comunque è la clamorosa scaletta che sarà eseguita:
- DARK QUARTERER
- GATES OF HELL
- COLOSSUS OF ARGIL
- RETRIBUTIONER
- WAR TEARS
- LADY SCOLOPENDRA
- OUT OF LINE
- BLACK HOLE
- LAST BREATH
- DEEP WAKE
- LAST SONG
- WANDERING IN THE DARK
- IDES OF MARCH
- PYRAMIDS OF SKULLS
- THE BLIND CHURCH
- SHADOWS OF THE NIGHT
- CRAZY WHITE RACE
- PIERCING HAILS
- DARKNESS
Qui potete vedere la location www.toscanaspettacolo.com/index.php?code=2817
Questo è il loro myspace www.myspace.com/darkquarterer
Io ci sarò,se qualcuno da milano e dintorni volesse venire con me mi contatti
su questo sito con un messaggio privato.
Da avere tutta! Immensi!!!!
Disco cmq immenso, unico (perché voto così "basso"?), con Fulberto da pianto quasi sempre tra influenze Blackmore e Ross The Boss dei primi Manowar nelle parti più epiche e riffate.
IMO nel complesso superiore a "The Etruscan Prophecy".
Con una produzione degna sarebbe il massimo del massimo, ma mi sa che andrebbe proprio reinciso perché anche fossero ancora disponibili i master (e non credo, sennò sarebbe già stato ristampato da Giuliano o altri penso...e anche questa ristampa suonerebbe meglio se avessero chiesto i master per farla, quindi mi sa che non ci sono più...) più di tanto non si può ottenere se la qualità di partenza è a livello basso del genere.