| Astaroth - The Long Loud Silence |
| Scritto da Gabriele Nunziante |
| Martedì 10 Febbraio 2009 10:00 |
Gli Astaroth vengono formati nel 1982 a Roma da Giovanni 'John Panko' Onofri (batteria) e Stefano 'Steve' Lenti (chitarra). Entreranno successivamente in formazione Bob Cattani alla voce e Max Cipicchia, che sostituirà alla chitarra Steve Lenti. Dopo quattro demo, di cui due live, a metà anni ottanta la label tedesca Rave On Records li mette sotto contratto per un mini album, intitolato 'The Long Loud Silence', uscito nel 1985 con formazione che vede, oltre ai già citati Onofri, Cattani e Cipicchia, Simone Triscari alla seconda chitarra e Saverio 'Shining' Principini al basso. Dopo questo mini EP il gruppo si sposterà a Los Angeles alla ricerca di una nuova label. Durante questo periodo gli Astaroth registrano un nuovo demo, ma la ricerca non ha frutti e i cinque componenti si avviano per strade diverse. Nel 2005, dopo diciotto anni, Cipicchia, Principini e Jan D'Amore (nuovo batterista, subentrato a Giovanni Onofri) decidono di riprendere in mano gli Astaroth, entrando nel 2006 in studio e fissando per l'autunno 2007 l'uscita del nuovo album. Nonostante sia passato più di un anno, l'album non è ancora disponibile, poiché il gruppo non ha ancora trovato un cantante valido: rimangono per ora solamente le parti strumentali.
'The Long Loud Silence' è quindi, a conti fatti, l'unico prodotto ufficiale degli Astaroth. Uscito nel 1985 per la tedesca Rave On, contiene al suo interno quattro tracce, di cui tre già presenti nei precedenti demo e una, "Jack in the Box", per la prima volta su disco. Si parte subito con la drummeggiante "Die to Be Alive", metal con forti influenze maideniane e ottimamente suonato dal combo romano, capace di destreggiarsi in numerosi cambi di tempo. Cipicchia e Triscari alle chitarre dettano il passo nella parte centrale, ottimo interludio alla sezione strumentale, dominata in parte dalle chitarre e in parte dalla sezione ritmica Onofri-Principini, i quali non restano certo a guardare passivi i due axeman. La prova di Bob Cattani alla voce è più che buona: il singer romano interpreta al meglio i passaggi della canzone, da toni 'normali' fino a veri e proprie parti più urlate. Cinque minuti di puro e duro heavy metal, non gli unici in questo EP. La successiva "Burning the Diamond" riprende infatti il lavoro della traccia precedente: gli Astaroth non cambiano niente alla formula – forse unica pecca dell'intero mini album – ma quel che fanno lo fanno con grinta e professionalità. Il picco della canzone è forse toccato con il ritornello a base di 'Diamonds', vera atmosfera della canzone, ripresa nel lungo finale magistralmente interpretato da Cattani. Si passa quindi a "Jack in the Box", traccia veloce e con un Cattani che quasi si diverte a interpretare il David Wayne della situazione, passando dal cantato pulito allo scream con grande abilità. La serie di riff finali sembra proprio prendere quasi per mano le sonorità meno dure del thrash, abbandonando almeno momentaneamente le influenze maideniane. L'intro di "She-Wolf" è forse l'apice massimo dell'intero album: la grandiosità – unità alla semplicità – degli accordi e del sussurrato di Cattani rendono questo breve incipit qualcosa di veramente splendido. Peccato solo che il resto della canzone non sia all'altezza, ma riprenda a grandi linee le precedenti tracce, seppur con meno durezza e con qualche spunto degno di nota, fra cui il cantato finale. Questo 'The Long Loud Silence' è in conclusione un mini album che ci mostra appieno le abilità degli Astaroth, gruppo di punta della scena romana. Peccato unicamente per la poca varietà delle canzoni proposte, che impediscono quasi di scovare fra le quattro la traccia migliore. Molto probabilmente con un lavoro più lungo di questo semplice EP il combo guidato da Bob Cattani avrebbe potuto presentarci più sfaccettature, nonché competere davvero con diversi nomi celebri del periodo. Se trovate in giro questo mini album, oggi abbastanza raro, non lasciatevelo sfuggire: è una piccola perla di metal italiano!
Voto: 7,5/10 Tracklist: 1 - Die to be Alive - 05:50 2 - Burning the Diamond - 04:23 3 - Jack in the Box - 05:03 4 - She-Wolf - 04:39 Formazione: Bob Cattani - voce Max Cipicchia - chitarra Simone Triscari - chitarra Shining Principini - basso Giovanni Onofri - batteria
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Gli Astaroth vengono formati nel 1982 a Roma da Giovanni 'John Panko' Onofri (batteria) e Stefano 'Steve' Lenti (chitarra). Entreranno successivamente in formazione Bob Cattani alla voce e Max Cipicchia, che sostituirà alla chitarra Steve Lenti. Dopo quattro demo, di cui due live, a metà anni ottanta la label tedesca Rave On Records li mette sotto contratto per un mini album, intitolato 'The Long Loud Silence', uscito nel 1985 con formazione che vede, oltre ai già citati Onofri, Cattani e Cipicchia, Simone Triscari alla seconda chitarra e Saverio 'Shining' Principini al basso. Dopo questo mini EP il gruppo si sposterà a Los Angeles alla ricerca di una nuova label. Durante questo periodo gli Astaroth registrano un nuovo demo, ma la ricerca non ha frutti e i cinque componenti si avviano per strade diverse. Nel 2005, dopo diciotto anni, Cipicchia, Principini e Jan D'Amore (nuovo batterista, subentrato a Giovanni Onofri) decidono di riprendere in mano gli Astaroth, entrando nel 2006 in studio e fissando per l'autunno 2007 l'uscita del nuovo album. Nonostante sia passato più di un anno, l'album non è ancora disponibile, poiché il gruppo non ha ancora trovato un cantante valido: rimangono per ora solamente le parti strumentali.
Commenti
grandissima rece
Eugenio
Grande disco per una band che meritava davvero!
Non mi piace proprio.