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Dark Lord - Dark Lord
Scritto da Mirco Frassetto   
Martedì 03 Febbraio 2009 10:00

Dark Lord - Dark LordIl 1983 non fu solo l'anno dell'ormai mitico festival di Certaldo, quasi un tardivo attestato di nascita della scena Heavy Metal nazionale, ma anche l'anno che vide l'uscita del debutto discografico dei Dark Lord, compagine veneziana che aveva visto i suoi natali nel 1982 e che dopo appena un anno e già un demo alle spalle ('Painless Tape') poteva però dirsi solida e ben determinata a sfondare: la formazione era composta dal virtuoso chitarrista Alex Masi, dal bassista Paolo Muffato, dal batterista Sandro Bertoldini e dal bravissimo singer Gable Nalesso, dalla voce inconfondibilmente simile a quella di Ronnie James Dio, tanto che a volte la stampa specializzata rimproverò al nostro di voler a tutti i costi emulare e quasi competere con il mitico "elfo".

I Dark Lord, come del resto anche i conterranei veronesi Black Hole, erano portatori di una proposta musicale oscura ancorché veloce e diretta, in quanto molto meno legati dei secondi al Doom e alle sperimentazioni psichedeliche di Paul Chain, anche se è possibile riconoscere nel loro suono numerosi riferimenti ai Black Sabbath; i nostri tuttavia erano esponenti di una corrente della N.W.O.I.H.M. legata piuttosto alla rivoluzione degli Iron Maiden, dai quali sono riprese velocità e ritmiche, oltre alle tematiche, che sconfinavano talvolta in un satanismo di facciata (come in "Satan's Hammer") che comunque nulla aveva a che vedere con quello convinto e sanguinolento dei pesaresi Death SS. Tutto ciò rendeva i Dark Lord una band assolutamente unica nel panorama della penisola: in seguito avrebbero purtroppo abbandonato questa scelta per inserire nel loro suono elementi Hair Metal, salvo poi mantenere una certa componente stilistica "oscura" di fondo.

I nostri scelsero per l'omonimo EP del 1983 i quattro pezzi che avrebbero dovuto meglio rappresentarli e troviamo quindi come prima traccia "Lonely Ways", in un'adrenalinica e briosa quanto inconsueta versione live, forse non il massimo dell'originalità, ma in ogni caso un bel pezzo, ottimo per rompere il ghiaccio con l'ascoltatore, oltretutto ben registrato e ben farcito di grida del pubblico estatico. Il rumore della folla osannante si spegne piano mentre la batteria di Bertoldini ci introduce a "In the Middle of the Night", dove è più percepibile finalmente la componente più oscura dei nostri, in un pezzo che in alcuni punti pare ricordare tuttavia "Rock'N'Roll" dei Led Zeppelin, ma niente paura: la prestazione dei quattro non lascia spazio a dubbi e la chitarra mostruosa di Masi va a creare dei veri gioielli, supportata da una sezione ritmica solidissima cui rende poca giustizia la produzione. Quando anche questa canzone, che forse presenta qualche punto debole, si interrompe, una chitarra sfarfallante e una batteria irosa ci avvertono che è ora il turno di "Satan's Hammer": qui i nostri sono ancora più violenti ed oscuri, senza tralasciare di inserire opportuni cambi di tempo che danno la possibilità al solito Alex Masi di tessere valide tele sonore, grazie ad un virtuosismo mai abusato o fine a se stesso, affiancato da un'ottima prestazione vocale del barbuto Gable Nalesso che regala le emozioni che potrebbe dare al suo posto solamente il "sosia" Ronnie James Dio.

Il vero diamante, la highlight definitiva del disco e forse anche del gruppo stesso è però riservata per il gran finale: l'omonima "Dark Lord", il brano più lungo del lotto (poco più di 7 minuti), ma che non si vorrebbe finisse mai e riequilibra anche i rari punti deboli dei pezzi precedenti, una lunga e malinconica cavalcata nell'universo dell'oscura fantasia dei nostri veneziani ("I Have never seen the Devil/ pass my window, autumn time,/ I have never crossed my fingers/ telling stories, thinking lies,/ my eyes see you Dark Lord,/ my eyes need you Dark Lord!"), interrotta verso i due terzi da uno stacco più lento ma gravido di un'attesa che porta la voce di Nalesso e sfocia in un'ultima cavalcata che si dissolve nel finale insinuando il desiderio di riascoltare la canzone altre cento volte di seguito!

L'album si presenta quindi come un debutto convincente, penalizzato come al solito dalla produzione troppo scarna, ma la band non avrà tuttavia vita facile: dopo varie vicissitudini interne alla formazione originale e nonostante i nostri nel 1985 avessero suonato come spalla ai Saxon e pubblicato un altro EP, 'State of Rock' (tra l'altro ben accolto anche dalla stampa straniera), il destino non riservò ai Dark Lord nulla di concreto. Ascoltare le canzoni di questo EP è come tornare indietro a quei magnifici anni in cui tutto sembrava ancora possibile.

 


Tracklist:
1 - Lonely Ways - 05:26
2 - In the Middle of the Night - 04:50
3 - Satan's Hammer - 04:11
4 - Dark Lord - 07:10
Formazione:
Gable Nalesso - voce
Alex Masi - chitarra
Paolo Muffato - basso
Sandro Bertoldini - batteria

 

 

Commenti 

 
# Wasp83 2009-02-03 11:18
abbiamo recensito svariati lavori di ottima levatura e alla fine di ogni recensione la morale della favola è ke questi gruppi sono spariti nonostante il buon riscontro anke della critica straniera...ke ambiente di merda dev'essere stata la scena italiana degli anni 80 ke non ha saputo valorizzare tante perle.

Un grandissimo grazie va a Gabriele x aver creato questo portale e permesso ke tanti tesori sommersi ritornassero a galla, potendo così mostrare il loro immenso valore alle generazioni ke in quella decade erano da poco nate (io sono nato quando questo album usciva) e facendo in modo ke esse possano splendere ancora una volta e questa volta x sempre.
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# Defender85 2009-02-03 13:53
Mi associo pienamente!
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# nicola 2009-03-10 23:58
Era difficilissimo tenere in vita una heavi metal band negli anni ottanta(non per piangermi addosso ma al sud era ancora peggio e lo e' tutt'ora) ma il fuoco ,almeno in italia ,lo avevano acceso gli iron maiden e noi che avevamo 15 o 20 anni siamo stati punti da questa passione, oggi le cose sono molto ma molto cambiate ,faccio quasi fatica a crederci ma oggi anche io posso registrare 10 mediocri dischi ,ma questa e' un altra storia.stay metal.
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