| Extrema - Tension at the Seams |
| Scritto da Simone Leone |
| Martedì 18 Novembre 2008 10:00 |
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Si parte con la martellante "Join Hands" dal drumming potente e tribaleggiante, basso ipnotico sempre ben presente e di grande qualità, voce arrabbiata e Anselmeggiante (alla Phil Anselmo, per intenderci) del buon Gianluca Perotti, mentre la coppia di chitarre fa il resto, scavandoti l'intestino con un suono malato; canzone in pieno stile Pantera dal grandissimo tiro, dove la sezione ritmica la fa da padrone con una prova di qualità inestimabile. Dopo l'eccellenza raggiunta con la opener track ci si potrebbe aspettare anche un piccolo passo falso, che però non arriva. Infatti in "Child o' Boogaw" ci si ritrova coperti dall'immensa qualità strumentale del combo: Bigi rende questo pezzo di notevole spessore grazie al suo basso funky, Dalla Pellegrina dietro le pelli è devastante (che enorme spreco suonare nei Negrita, con tutto il rispetto per quest'ultimi), mentre l'italico axeman migliora ancora di più la sua prestazione grazie ad un assolo eseguito con grande velocità e maestria, Perotti sempre positivo nell'esecuzione del suo ruolo di Anselmo italiano. "Displaced" è maledettamente Pantera, ma fortemente personalizzata dal combo milanese, grazie agli originali stacchi funky e alle varie sfaccettature tipiche dell'Extrema sound. Non vorrei ripetermi ma devo, doverosamente, sottolineare l'ancora incredibile prestazione della sezione ritmica. Si chiude un trittico da paura, assolutamente dominato dalla sezione ritmica da headbanging e da un songwriting da big (e sono solo all'esordio sulla lunga distanza). La quarta canzone, "Truth Hits Everybody" (cover dei Police), vede l'abbandono delle sonorità panterizzate e l'utilizzo di un sound più fresco e spensierato. Si avverte inoltre il cambiamento anche nell'esecuzione del singer Gianluca Perotti, che si avvicina alle linee vocali del primo Hetfield. Traccia di buona fattura, ma non paragonabile al pauroso trittico iniziale. Segue "Modern Times" che segna un ritorno alle sonorità che avevano contraddistinto gli esordi dell'album; nonostante una sezione ritmica incalzante e un deciso sferragliare d'asce dei fieri scudieri Massara e Loglio, la traccia non raggiunge l'eccellenza del trittico iniziale, soprattutto per un meno riuscito refrain. Questa volta il camaleontico Perotti si traveste per metà da Anselmo e per metà da Hetfield. "Double Face" e "Road Pirates" sono fottutamente thrash, groove e funky in una originale miscela estremamente affascinante e complessa, resa magnifica dalla massiccia prova dell'ottimo Bigi al basso (sinceramente resto stupito dai continui elogi verso uno strumento sul quale solitamente non mi soffermo molto, ma qui Bigi fa di tutto per farmi divenire estimatore di questo strumento solitamente sommesso). "Lawyers Inc" è una traccia fresca e funky con basso e chitarre in grande spolvero, in cui si possono ravvedere dei vaghi echi musicali in stile Anthrax intessuti su fondamenta Pantera e personalmente reinterpretati in pieno Extrema style. "And The Rage Awaits" devasta l'ascoltatore con i suoi irrefrenabili refrain ad opera dell'ottimo singer Perotti, che sfodera la migliore prestazione del disco con un cantato arrabbiato e scalciante; complessa e fascinosa l'esecuzione di Dalla Pellegrina alla batteria e sempre ottima la perizia tecnico-esecutiva di basso e chitarre. "For God They Die" vede come protagonista assoluta la sei corde di Massara, che si esalta soprattutto in un assolo veramente trapanante; qui Perotti cambia nuovamente registro vocale assurgendo a italico Hetfield. La distruttrice "Life", dalla forte attitudine primi Metallica/Slayer chiude il disco invogliando a fracassarsi la testa in un selvaggio headbanging. Ci tengo a precisare che i continui riferimenti ai Pantera non sono tesi a sminuire il lavoro degli Extrema, ma sono invece diretti ad individuare in quale filone del thrash si colloca il combo milanese; perché gli Extrema non vogliono essere i Pantera (lo si percepisce dagli innesti funky e crossover) e non possono esserlo (di Dimebag Darrell ne è esistito solo uno). In definitiva questo 'Tension at the Seams' è un album immancabile nella collezione di un thrashers che si rispetti e lo è pure per tutti coloro che amano il metallo tricolore. Tanto di cappello alle capacità tecnico-compositive dei thrashers milanesi ed in particolare all'eccellente qualità della sezione ritmica. Assurdo pensare come un drummer di questa caratura abbia suonato anche in quattro album di Biagio Antonacci e suoni attualmente con i Negrita: niente contro questi artisti, ma mi sembra un genere troppo restrittivo per l'immensa bravura di Dalla Pellegrina. Consigliato a tutti!
Voto: 8,5/10 Tracklist: 1 - Join Hands - 03:47 2 - Child O' Boogaow - 03:58 3 - Displaced - 04:21 4 - Truth Hits Everybody - 02:17 5 - Modern Times - 05:20 6 - Double Face - 02:20 7 - Road Pirates - 04:17 8 - Lawyers Inc - 03:58 9 - And The Rage Awaits - 03:52 10 - For God They Die - 04:33 11 - Life - 02:34 Formazione: G.L.Perotti - voce Tommy Massara - chitarra Julius Loglio - chitarra Mattia Bigi - basso Chris Dallapellegrina - batteria
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Gli Extrema sono una thrash band milanese formatasi nel 1986. Inizialmente pubblicano un EP e alcuni demo che riscuotono un discreto successo di critica e di pubblico, in particolare l'EP 'We Fuckin' Care' li porta a suonare come spalla a dei mostri sacri del genere come gli Slayer nel tour del capolavoro 'Reign in Blood'. Con 'Tension at the Seams' (1993) gli Extrema si cimentano nel primo studio album, riuscendo a vendere la bellezza di 18.000 copie e ad aprire in due date i concerti di Vasco Rossi (forse un'accoppiata ben poco azzeccata...) nonché dividere il palco con Suicidal Tendencies, The Cult, Megadeth e Metallica (bill da infarto). Gli Extrema del disco in questione sono composti da Gianluca Perotti alla voce, Tommy Massara e Julis Loglio (che lascerà dopo quest'album) alle chitarre, Mattia Bigi al basso e Cristiano Dalla Pellegrina alla batteria.
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