| Drunkards - Drunkards |
| Scritto da Gabriele Nunziante |
| Mercoledì 10 Novembre 2010 10:00 |
Il 1988 è l'anno di svolta per i bergamaschi Drunkards, thrash metal band che aveva visto nascita nel pieno fervore della scena della Bay Area. Dopo due interessanti demo, datati 1985 e 1988, il gruppo guidato dai fratelli Vetturi si era fatto notare dalla LM Records di Luigi Mazzesi, il quale decise prima di includerli nella storica compilation 'Heavy Rendez Vous', quindi di portarli direttamente al debutto. Registrato in più parti ai Much More Music Studios di Firenze, l'inconfondibile album recante in copertina un cavatappi su sfondo fucsia fu il battesimo di fuoco (e purtroppo anche l'ultima pubblicazione del periodo) per un gruppo che a livello underground avrebbe potuto sicuramente competere a livello europeo.L'omonimo 'Drunkards' viene dunque pubblicato nel 1988 in una tiratura di 2 mila copie circa, portando nella sua track-list brani inediti e riproposizioni di ciò che i nostri, con mezzi ben più modesti, avevano registrato sui due precedenti demo. La band fin dall'inizio, e per tutta la sua durata, presentò la tipica formazione a quattro: Giancarlo "Jun" Carminati (voce e chitarra), Marco Vetturi (chitarra), Germano Minuti (basso) e Andrea Vetturi (batteria). Il genere proposto è un thrash metal fra i più classici, saldamente legato alla scena d'oltre oceano (primi Metallica, Anthrax, Exodus, Megadeth) ma con un occhio anche all'heavy più classico, fattore riscontrabile soprattutto nei due demo precedenti. L'apertura di questo debutto viene affidata direttamente a "Lookin' for Troubles", brano fra i più tirati del platter, batteria lanciatissima e refrain più melodici, da sempre marchio di fabbrica del quartetto bergamasco. Le due asce snocciolano riff su riff, Giancarlo alla voce non perde mai quella sua aria scanzonata che troveremo in più di un'occasione. "Obsession" si fa avanti portavoce di atmosfere più oscure, forte di un basso in prima linea e la batteria di Andrea Vetturi sempre più potente, ma la durata di un solo minuto di questo brano non ci lascia che con l'acquolina in bocca. Ci pensa l'arpeggio di "Don't Search for the Answer" a riscattare i nostri, un brano che sembra preso di peso dal terzo lavoro dei fidi Metallica: inizio lento, poi è solo un'esplosione di chitarre e basso, una serie di versi ineccepibili e grandi assoli, il primo a cura di Marco, il secondo di Jun. Uno dei brani più complessi del gruppo e dall'aria meno scanzonata, sicuramente fra i migliori mai scritti dalla band. Anche "Human Vivisection" si fa strada con un arpeggio malinconico, quasi a presagire il lentone di turno... ma come è lecito aspettarsi da un brano con tale titolo, basta aspettare il terzo minuto per vedere i nostri mettere a ferro e fuoco tutto e tutti. "Nuclear Solution" si fa avanti intrepida e saldamente legata al thrash d'annata, convincente in tutti i suoi cambi di tempo, mentre "Captive of My Vice" è un'altra ottima conferma del gruppo. "Lost and Lonely", traccia già presente sui demo, ci viene qui riproposta in una versione acustica che la incorona a status di ballad della band. Finale con il botto con la celeberrima "Trooper of Death", tratta direttamente dalla compilation 'Heavy Rendez Vous' del 1988: brano integerrimo e che non lascia spazio a compromessi, qui i Drunkards tirano dritti come un treno, forti di una bella sezione ritmica e due salde chitarre a incitare l'avanzamento delle truppe della morte. La ristampa, per la prima volta in cd, ci giunge nell'ottobre 2010 a cura della New LM Records, continuazione della storica etichetta che già aveva portato al debutto la band. Corredata da un booklet contenente i testi di tutti i brani originali e copertina molto simile all'originale (il fucsia dello sfondo ha lasciato il posto a un rosso intenso, il loro bianco-azzurro ad uno bianco-nero), questa versione regala tre bonus track tratte dal secondo demo della band. Due di esse, "Captive of My Vice" e "Trooper of Death", sono già presenti nel platter originale e quindi ben note, mentre l'ultima, "Brainless", vede per la prima volta una pubblicazione ufficiale. Anche in questo caso, è l'anima più heavy del gruppo a prendere il sopravvento, per un brano interessante e come sempre ben suonato: una sua versione ufficiale su uno dei full-length della band avrebbe sicuramente fatto la sua bella figura. Per quanto riguarda il suono di questa ristampa, non possiamo certo gridare al miracolo: si tratta infatti di una trasposizione direttamente da vinile, opportunamente trattata per eliminare il più possibile fruscii e altri rumori. Il risultato è accettabile e mantiene il fascino di una registrazione anni '80, ma se cercate una versione perfetta e migliorata nel suono rispetto al vinile, potete anche lasciar perdere. 'Drunkards' fu il primo passo della band, un album influenzato molto dalla scena estera, ma che comunque pose solide basi per il gruppo, che già nell'anno successivo si trovò a registrare 'No Trace of Sanity', album ancor più maturo ma che purtroppo vedrà la sua pubblicazione solo vent'anni dopo. Acquisto più che consigliato agli appassionati del genere, questo album è sicuramente uno degli ottimi prodotti sfornati dalla nostra scena in quegli anni: questa doverosa versione in cd non potrà ora che confermare le gesta dei nostri Drunkards.
Voto: 7,5/10 Tracklist: 1 - Lookin' for Troubles - 3:13 2 - Obsession - 1:14 3 - Don't Search for the Answer - 8:33 4 - Human Vivisection - 7:14 5 - Nuclear Solution - 5:00 6 - Captive of My Vice - 4:04 7 - Lost and Lonely - 3:32 8 - Trooper of Death - 6:00 9 - Captive of My Vice (bonus track) 10 - Trooper of Death (bonus track) 11 - Brainless (bonus track) Formazione: Giancarlo "Jun" Carminati - voce, chitarra Marco Vetturi - chitarra Germano Minuti - basso Andrea Vetturi - batteria
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Il 1988 è l'anno di svolta per i bergamaschi Drunkards, thrash metal band che aveva visto nascita nel pieno fervore della scena della Bay Area. Dopo due interessanti demo, datati 1985 e 1988, il gruppo guidato dai fratelli Vetturi si era fatto notare dalla LM Records di Luigi Mazzesi, il quale decise prima di includerli nella storica compilation 'Heavy Rendez Vous', quindi di portarli direttamente al debutto. Registrato in più parti ai Much More Music Studios di Firenze, l'inconfondibile album recante in copertina un cavatappi su sfondo fucsia fu il battesimo di fuoco (e purtroppo anche l'ultima pubblicazione del periodo) per un gruppo che a livello underground avrebbe potuto sicuramente competere a livello europeo.
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