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Hocculta - Back in the Dark
Scritto da Gabriele Nunziante   
Giovedì 25 Giugno 2009 08:00
Hocculta - Back in the DarkE' il 1988 quando gli Hocculta, storico gruppo milanese, torna sulle scene con il secondo full length della propria carriera: 'Back in the Dark'. A fronte di una formazione rinnovata interamente per quanto riguarda le chitarre (Marco Bona e Luca Trabanelli cedettero il posto a Roberto Broggi), fu inaspettabile anche un cambio, seppur minimo, nello stile della band capitanata da Massimo Lodini, singer dalle indubbie capacità e vera anima del gruppo fino ai giorni nostri. Finanche dal titolo e dalla copertina dell'album, è facile capire che gli Hocculta, nei quattro anni trascorsi dopo 'Warning Games', avessero virato verso sonorità più 'scure' e, prendendo spunto dal moniker stesso della band, più occulte. Un passo non del tutto riuscito per la band - non a caso il precedente 'Warning Games' sarà considerato comunque da molti l'apice della carriera musicale degli Hocculta - che comunque riesce a consegnarci un album abbastanza valido, con alcune soluzioni musicali degne di nota che, se solamente fossero state sviluppate ancor meglio, avrebbero consacrato questo 'Back in the Dark' come uno dei dischi culto degli anni ottanta.

Uscito per la MetalMaster nel 1988, 'Back in the Dark' vede, come già precedentemente accennato, Massimo Lodini alla voce e Roberto Broggi alla chitarra, a cui si uniscono Tony Chiarito al basso e Floriano Buratti alla batteria, entrambi già presenti nel precedente album. Nove sono le tracce che vanno a comporre questo nuovo capitolo degli Hocculta: si parte subito con la title-track "Back in the Dark", e gli intenti del gruppo sono fin da subito chiari. Riff scuri negli intenti, quasi luciferini, fanno strada a melodie in cui cori e riverberi fanno da sfondo e su cui la voce di un ispirato Lodini si fa strada: a spezzare l'atmosfera ci pensa il ritornello, melodico e orecchiabile, a cui due pacati assoli cercano di fare da contrappunto. L'organo di "Angel of Death" ci apre le porte alla seconda traccia, in cui i nostri ammorbidiscono il tiro, spostandosi su tempi più cadenzati: Lodini fa la differenza anche in questo brano, seguendo melodie ricercate e mai adagiandosi sul lavoro, per altro ottimo, di Broggi alla chitarra. Senza lasciarci un attimo di respiro, si passa a "Tempter", che riprende alla grande le melodie della traccia precedente, velocizzandole e indurendole, e fornendoci forse una delle prove più riuscite dell'album. L'arpeggio di "Dirty Illusion" fa subito pensare alla ballad dell'album, ma niente di più sbagliato: neanche un minuto e i nostri incedono su sonorità nuovamente oscure, in un mid-tempo di pura 'pena e agonia', interpretato magistralmente alla voce e con alcuni picchi veramente efficaci (gli ultimi minuti sono pura estasi sonora). L'urlo di Lodini ci apre le porte alla velocissima "Along the River of Memories", canzone senza nessun merito particolare: i nostri velocizzano al massimo la loro proposta, abbandonando per un attimo le atmosfere più cupe del disco. Atmosfere che invece vengono riprese nella successiva "Haze Inside", sesta traccia dell'album, il cui ritornello trae ispirazione dalle atmosfere più doom del periodo, senza tralasciare la vena melodica propria del gruppo: alcune sezioni vocali di questo brano sono fra le migliori dell'intero 'Back in the Dark'. Riff serrati per "Lonely Knights", in cui i nostri riscoprono le radici più classiche del sound Hocculta; mentre nella successiva "Supreme Sacrifice" i nostri spingono sulle atmosfere più oscure, consegnandosi una canzone che suona piuttosto discordante con il resto dell'album. Si va a chiudere con "Shake Now", traccia più classicheggiante ma che non eccelle certo per la sua proposta musicale: i nostri si adagiano un po' troppo, consegnandoci una prova abbastanza deludente con questo finale.

Se con 'Warning Games' il gruppo meneghino si era fatto conoscere in Italia, con questo 'Back in the Dark' gli Hocculta cercarono di trovare finalmente il posto meritato nell'olimpo del metal italiano, senza purtroppo riuscirvi: il gruppo si sciolse infatti poco dopo, facendo perdere le proprie tracce fino alla reunion del 2006. Ma tornando a 'Back in the Dark', l'impressione è che gli Hocculta avrebbero dovuto o osare di più, seguendo i nuovi spunti musicali intrapresi con questo album, o continuare il discorso aperto con 'Warning Games': un ibrido fra i due, e in particolare con pochi momenti incisivi, ha minato di molto la stabilità della band in un momento critico per il metal come quello degli anni '90. In definitiva un album che non dovrebbe mancare nelle collezioni dei più appassionati, ma che difficilmente possiamo includere fra i migliori album della scena italiana degli anni ottanta.
 
Come nota finale, segnalo la recentissima ristampa a cura della Markuee Records che anche in questo caso non si è sforzata molto: una semplice edizione in digipak per riportare su CD il lavoro del gruppo, senza l'aggiunta né di bonus, nè dei testi o altre informazioni oltre a quelle presenti nell'edizione originale (con tanto di errore sul retro del CD). Con una resa sonora abbastanza buona, se pensiamo che è stata tratta dai vinili e non dai master originali, è un acquisto consigliato agli amanti del genere, che potranno finalmente mettere da parte i vinili consumati e ascoltarsi in versione digitale questo lavoro, e a coloro che non vogliono spendere troppo per poter accaparrarsi le poche copie in circolazione.

 


Tracklist:
1 - Back in the Dark - 4:21
2 - Angel of Death - 4:25
3 - Tempter - 3:38
4 - Dirty Illusion - 7:15
5 - Along the River of Memories - 2:13
6 - Haze Inside - 4:24
7 - Lonely Knights - 5:19
8 - Supreme Sacrifice - 4:00
9 - Shake Now - 5:03
Formazione:
Massimo Lodini - voce
Roberto Broggi - chitarra
Tony Chiarito - basso
Floriano Buratti - batteria

 

 

Commenti 

 
# EG 2009-06-25 10:22
condivido in pieno le parole di Gabriele, resa sonora da rip vinilico e nulla più, c'è solo il dgitpack ma manca tutto il resto (bonus, testi, foto) e la band in questione aveva diverse demo che potevano essere ristampate o aggiunte a questa pubblicazione, è rimasto anche l'errore nella back cover (che conferma come l'artwork di questa ristampa sia solo una scansione del vinile

come ho già scritto per gli Steel Crown, anche in questo caso, occasione decisamente sprecata

resta ovviamente un ottimo album che consiglio a tutti, finalmente su cd

Eugenio
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# Defender85 2009-06-25 16:34
Concordo in pieno anch'io: buoni gli spunti ma quasi trascurati nella maggior parte dei pezzi, in ogni caso un buon disco; forse la traccia meglio riuscita è la title track, forse proprio in quanto "programmatica"... in questo senso "Warning Games" era molto più "d'impatto"...
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# Massimo 2009-06-29 17:19
E' sempre bello leggere una recensione su se stessi, sul proprio lavoro, sul proprio passato, anche se non sempre è tutto rose e fiori. Grazie Gabriele. La copia del prossimo non la dovrai comprare ....hehehehe

Massimo Lodini
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# Gabriele 2009-06-30 15:44
Ti ringrazio Massimo per essere passato e aver lasciato un commento!
Spero che per il vostro ritorno sulle scene con un album non si debba aspettare ancora molto... a sentire il promo le carte in regola ci sono tutte per un lavoro all'altezza di questi vostri primi album.
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# Massimo-Hocculta 2013-01-20 22:33
Gabriele, l'appuntamento è per Maggio 2013 quando uscirà il primo singolo, poi il live, poi l'album...
Seguici su Facebook e sul sito www.hocculta.eu

Ciao
Max
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