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Morgana - Three Years of Maddnes
Scritto da Francesco Campatelli   
Venerdì 13 Febbraio 2009 21:29

Morgana - Three Years of MaddnesMorgana, un nome tanto misterioso quanto affascinante, lo pseudonimo che ancora oggi avvolge con un alone ossianico e tenebroso la figura di colei che senza paura di sbagliare possiamo definire la vera metal queen italiana, la prima in assoluto che ha “osato” sfidare un mondo musicale come lei stessa definisce “completamente di appannaggio degli uomini, dove le donne era solo un ornamento” con la determinazione dei propri mezzi che non le hanno certo impedito di sfigurare, ma anche di ricevere di contro, per non si sa quali arcani motivi, anche critiche pesanti. Roberta Delaude, questo il vero nome di Morgana, dà inizio alla sua breve ma non meno importante carriera come cantante dei Jester Beast e fondando in seguito i Wurthful Witch, con i quali si merita persino di aprire un concerto dei Saxon a Torino, riscuotendo i pareri favorevoli dalla band inglese. Nel 1987 dà vita al suo progetto solista Morgana, con il demo tape 'Welcome in The Dark', a cui poi ha fatto seguito un mini LP, 'Morgana', e l’album 'Lady Winter' che in origine doveva uscire per la LM Records ma di cui solo poche copie autoprodotte sono state messe sul mercato all’epoca, rendendo così il disco un vero e proprio pezzo da collezione.

La storia di Morgana si interrompe così nel 1988 e il suo nome viene avvolto dalle nebbie dell’oblio, ma non completamente, visto che Morgana rimane negli anni un nome stampato nelle menti dei cultori e degli appassionati del metallo italiano. Nel 2005 entra in scena la vecchia casa madre di Morgana, ovvero la LM Records, che in collaborazione con l’Andromeda Relix di Gianni della Cioppa e Massimo Bettinazzi, riesuma le antiche registrazioni sotto il moniker Morgana - il demo tape e i brani del mini LP - dando vita alla raccolta 'Three Years Of Maddnes', stampandola in tiratura limitata a 500 copie e riportando così in vita il nome di Morgana, seppur temporaneamente.

Il metal preciso e tirato dell’opener “Make Me Love” dà la possibilità di conoscere la stupenda voce della singer torinese, in grado di passare da tonalità basse e soavi ad altre più graffianti e incisive, coadiuvate dal sublime tocco di chitarra di Alberto Simonini, qui in veste di ospite speciale che ritroveremo anche su "Without You". Un iniziale arpeggio apre la strada all’altrettanto quadrata “Skin on Skin” arrembante ma con un pizzico di sensualità che mai non guasta in questi casi, in cui rifferama sostenuti e vocals rabbiose trovano un sodalizio azzeccato, come anche nella successiva “Save Me”, velocissima e con chiari riferimenti all’influenza della NWOBHM, dove ancora una volta è netta la grinta con cui Morgana mette a dura prova la propria voce squillante e cattiva nello stesso tempo, a riprova di come fosse, e di come è, un’artista completa sotto ogni punto di vista, anche quello compositivo, giacché quasi tutte le canzoni sono state scritte di suo pugno. Nella struggente semiballad “Man” Morgana raggiunge il suo massimo apice, con una prova sopra le righe in cui è possibile intuire tutto il pathos che la sua voce riesce a trasmettere in un contesto in cui la malinconia è tangibile in svariati momenti, perché questa a mio modesto parere è la musica di Morgana, un misto di determinazione e malinconia che l’artista piemontese riesce a trasmettere a chi la ascolta grazie alla sua espressiva voce. Da applausi la strappalacrime “Without You”, dove senza nulla togliere ai musicisti che si sono avvicendati nella band di Morgana, il connubio tra lei e Simonini è quello che riesce di sicuro meglio, dato che le anime musicali dei due musicisti riescono a trovare un connubio a dir poco perfetto per dar vita a canzoni epocali, come appunto la sopra menzionata "Without You"; la sua calda voce con il genio di Simonini che con i suoi riff e il suo solo acustico non possono fare a meno di farci sognare e darci visioni introspettive di vita al punto di non riuscire a smettere di ascoltarla e spingere sempre il repeat dello stereo. Ma è tempo di proseguire e i toni si rifanno accesi e a tratti epici, difficile infatti non scorgere nei solchi di “Lady Winter” i crismi dei Manowar dei tempi di Battle Hymns e di Hail To England, di cui questa potrebbe esserne benissimo la risposta italiana a tutti gli effetti. Non si era sentita finora una Morgana così “storica”, ma ciò è un ulteriore bagaglio tecnico di cui è dotata la metal queen per eccellenza, così come forte è la sua componente più oscura in “Welcome in the Dark”, un qualcosa di molto vicino ai primi Mercyful Fate che risulta di impatto e vincente ancora una volta. Alle battute finali del disco troviamo la divertente anche se un po' opaca “No Time to Waste” e l’inedita “Show me the Way”, che si vocifera sia il frutto di una session di registrazione avvenuta in Germania nel 1992, sebbene su questo nutra qualche dubbio poichè mi risulta che questa canzone sia stata scritta quattro anni prima da Klaus Schiele, chitarrista della metal band tedesca VETO, che aveva pubblicato questa canzone sul secondo disco 'Carthago' nel 1988 con un titolo diverso, ossia "Mean Mistreater". Non si sa quindi che tipo di accordo ci sia stato tra i Veto e Morgana per la diffusione della stessa canzone, peraltro uguale in entrambi i casi a livello musicale ma con due testi differenti; certo è che chi ha la possibilità di aver entrambe le versioni di suddetta canzone potrà gradirne le sfumature a livello vocale e di testi.

A prescindere da questo, come detto all’inizio, Morgana/Roberta Delaude se per molti è stata oggetto di discussione e a volte di odio, per altri è stata considerata a ragione come una delle più geniali artiste che mai si sono avvicendate nel difficile mondo dell’heavy metal italiano e non solo. E’ stata fondamentale per aprire la strada ad altre donne che in seguito sono diventate singer di apprezzate metal band italiane ed abbattere così finalmente un tabù tanto ignobile quanto assurdo. La sua musica abbraccia ogni aspetto sintomatico di questa vita; forse il disagio di essere considerata nel posto sbagliato dal maschilismo imperante, forse vicissitudini di vita passata, forse la forza di volontà di dimostrare di essere all’altezza della situazione, tutte cose che chi non la conosce personalmente può solo lontanamente pensare, ma una cosa è certa: a dispetto di tutti Morgana ha lasciato un segno indelebile in questa musica e per questo va tributato alla musicista di Chieri il massimo rispetto. Il suo intento l’ha raggiunto anche se è mancato purtroppo il successo che le sarebbe spettato di diritto. Non nascondo che la speranza è quella di risentire parlare di lei un giorno non troppo lontano. Ti aspettiamo Morgana.

 


Tracklist:
1 - Make Me Love - 05:06 °°
2 - Skin on Skin - 04:24 °
3 - Save Me - Man - 09:23 *
4 - Without You - 06:38 °°
5 - Lady Winter - 05:40 °
6 - Welcome in the Dark - 04:52 *
7 - No Time to Waste - 05:49 °
8 - Show Me the Way - 04:08

* Demo Welcome in the Dark 1987
° Ep Morgana 1988
°° Lp Lady Winter 1988
Formazione:
Roberta "Morgana" Delaude - voce
Dino Juele - chitarra nelle tracce 2, 3, 5, 6 e 7
Walter Boccardo - chitarra nelle tracce 3 e 6
Alberto Simonini - chitarra nelle tracce 1 e 4
Tonino "Crosby" Landini - chitarra nelle tracce 1 e 4
Enrico Oliviero - basso nelle tracce 3 e 6
Fulvio Bosio - basso nelle tracce 2, 5 e 7
Flavio Portolano - basso nelle tracce 1 e 4
Max Careddu - batteria nelle tracce 3 e 6, flauto nella traccia 3
Claudio Ercolani - batteria nelle tracce 2, 5 e 7
Gianni Lorenzini - batteria nelle tracce 1 e 4

 

 

Commenti 

 
# Wasp83 2009-02-17 11:18
recensione profondissima....nn conosco proprio l'artista, anke se premetto ke non mi piacciono assolutamente le voci femminili nel metal (ad eccezione di Chastain).
Ma questo disco è stato edito come cd o vinile?
 
 
# Gabriele 2009-02-17 15:58
Ottima recensione per un album che, nonostante alti e bassi, merita sicuramente.
E' stato stampato in entrambe le versioni, sia in CD (edizione limitata a 500 copie) sia in LP.
 
 
# metalheart 2009-02-17 22:29
Grande recensione! pregna di storia, considerazioni e reali sensazioni di chi ha vissuto sulla propria pelle quei magici momenti!
Come non aggiungersi tutti in coro!!!.....Ti aspettiamo Morgana!!!
 
 
# Defender85 2009-02-19 17:20
Cavolo, interessante! Una donna che faceva Metal.. in Italia! E io che pensavo che all'epoca esistessero solo Doro e Sabina Klassen!
 
 
# Wasp83 2010-04-27 12:14
non è un capolavoro ma si fa apprezzare, lei ha una voce mascolina e intensa...un album veramente ben fatto
 
 
# cadavere 2010-04-27 14:42
..purtroppo questo ancora nn ce l'ho,è nella lista dei futuri acquisti obbligati!!.anche se ho sentito un brano;ma ditemi come riferimento i Warlock potrebbero andare?..o Zed Yago/Velvet Viper o Bitch? thanks
 
 
# Gabriele 2010-04-27 21:51
Citazione cadavere:
ma ditemi come riferimento i Warlock potrebbero andare?..o Zed Yago/Velvet Viper o Bitch? thanks

Warlock direi proprio di no, lo stile è molto diverso, così come il cantato di Morgana rispetto a quello di Doro, molto più tirato ed heavy per Roberta. Zed Yago e Velvet Viper ci avviciniamo, Bitch un po' di più, ma non è esattamente la stessa proposta a livello vocale. Anche per i testi, Morgana era più diretta verso temi oscuri, tristi e così via (basta dare un'occhiata ai titoli dei brani). Da provare comunque, album non eccellente ma interessante senz'altro.

Devo ancora capire una cosa però: la mia copia in vinile ha il titolo scritto correttamente ("madness"), invece in molti riportano che il titolo sia errato in "maddnes". L'errore è presente solamente nella versione CD?
 
 
# Stefano 2010-04-27 21:58
I M.a.c.e. sul disco scrissero "State of Excitament" invece che "excitement".... L'errore di Morgana è anche sul vinile storico, che io ricordi. Purtroppo ho solo la ristampa in CD.
Per tornare alla recensione direi che 9 mi sembra un voto un pò troppo alto, anche se da bambino sbavavo sulla copertina e sulle foto dei giornali ehehehe
 
 
# Gabriele 2010-04-27 22:15
Citazione Stefano:
L'errore di Morgana è anche sul vinile storico, che io ricordi. Purtroppo ho solo la ristampa in CD.

Intendevo quella in cd proprio, lì è scritto con errore o in modo giusto?
Il vinile che ho io naturalmente è la ristampa, e in tal caso è scritto correttamente, quindi non capisco come mai in molti giornalisti abbiano riportato la presenza dell'errore... che si riferissero alla stampa originale?

Quisquilie, sia chiaro, ma è un dubbio che ho da quando ho preso il vinile e letto in giro le prime recensioni... che abbiano rifilato solo a me una copia del vinile scritta correttamente? ;-)
 
 
# cadavere 2010-04-27 23:07
grazie mille ragazzi delle delucidazioni!!..il metal con voce femminile sa essere grande!!
 

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