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Bullet-Proof - Forsaken One
Scritto da Gabriele Nunziante   
Lunedì 24 Luglio 2017 09:00
Bullet-Proof - Forsaken OneSecondo capitolo in studio per i Bullet-Proof, compagine bolzanina che a due anni da 'De-Generation' ritorna con 'Forsaken One'. E ritorno non poteva essere più che gradito, visto che la band guidata dai due Hupka, padre e figlio, si presenta con un disco solido e riuscito sotto tutti i punti di vista, ottimo dalla prima all'ultima traccia e dunque solida base per una band che potrà far parlare molto di sé.

Pubblicato ancora una volta dalla fida Sleaszy Rider Records, 'Forsaken One' arriva con una registrazione professionale a cura di Federico Pennazzato, non certo l'ultimo arrivato: ne risulta un album dagli ottimi i suoni, al passo con i tempi senza essere troppo moderno. E i Bullet-Proof sono esattamente così, una band che si ispira moltissimo agli anni d'oro del genere ma che non cerca di imitarli in tutto e per tutto: se i riferimenti sono principalmente formazioni come Testament e Megadeth, quanto proposto è figlio dei nostri giorni e lontano dai (volutamente) nostalgici dischi dell'ultimo decennio. Quanto alla proposta musicale, troviamo una commistione di generi che parte dal più classico heavy fino al thrash americano e alcune punte anche più vicine a quello teutonico, ma sempre con un fattore melodico ben presente. Riconfermata la line-up del precedente album, composta da Richard Hupka (voce e chitarra), Max Pinkle (chitarra), Federico Fontanari (basso) e Lukas Hupka (batteria).

La scarica thrash di "Might Makes Right" apre 'Forsaken One': ci troviamo da subito catapultati in un heavy/thrash sostenuto dalla batteria di Lukas Hupka e dai riff granitici delle sue chitarre. Ottimo anche il cantato di Richard Hupka, capace di instillare quella vena più melodica che i Bullet-Proof ricercano un po' in tutti i loro brani: la band macina così riff su riff, fra accelerazioni e refrain più orecchiabili. La title-track non è da meno, inconfondibile nel suo riff portante e pronta a colpire con ancor più potenza l'ascoltatore grazie a intermezzi dichiaratamente thrash. È su questo frangente che all'influenza a stelle e strisce si unisce quella più teutonica di Kreator e compagni, ma sempre con ben in mente certe melodie di base che fanno dei Bullet-Proof la giusta unione fra heavy e thrash. Lo vediamo bene anche nella successiva "Portrait of the Faceless King", velocissima (e inarrestabile) nei riff di Hupka e Pinkle ma decisamente più melodica nelle parti cantate, tanto da avere un refrain smaccatamente orecchiabile. Tanto lo spazio lasciato anche per le parti soliste, finalmente al centro dell'attenzione in questa terza traccia dell'album. Se di corazzata metallica dobbiamo parlare, allora "No One Ever" è la risposta giusta: la band irrobustisce ulteriormente la propria proposta, salvo poi includere un intermezzo lento a dir poco riuscito e una ripresa in pieno thrash teutonico, segno di una maturità compositiva che i Bullet-Proof possono dire di aver già ampiamente raggiunto. Giro di boa con "I Was Wrong", traccia che se si allinea più con il frangente heavy melodico, mantiene nel suo interno reminiscenze maideniane e splendide melodie nel cantato riuscitissimo di Richard Hupka. "Abandon" calca nuovamente sulla componente più dura e thrash, ma assume un'aria leggermente più scanzonata, un po' come la successiva "Lust", meno ricercata ma comunque buona nel suo incedere sicuro e spavaldo, oltre che portatrice di belle sezioni soliste. Il colpo di coda dell'album è dato da "Revolution", puro thrash americano anni ottanta, fulminante e indicato come pezzo live, mentre la chiusura è tutta per "Little Boy", e qui i Bullet-Proof mostrano ulteriori influenze rispetto all'heavy e al thrash del resto del disco, risultando leggermente più moderni ma anche più maturi negli arrangiamenti, lasciando presagire quanto la band abbia ancora da darci nei prossimi anni.

Un disco riuscito dal primo all'ultimo brano, una delle sorprese migliori per questa prima metà del 2017: i Bullet-Proof si presentano con un album ottimo sotto molti punti di vista, mai noioso e pieno di spunti. 'Forsaken One' si rivela dunque un acquisto consigliato a tutti gli appassionati del genere. La band non potrà che riservarci ottime sorprese per gli anni a venire.



Tracklist:
1 - Might Makes Right - 5:05
2 - Forsaken One - 4:56
3 - Portrait of the Faceless King - 4:47
4 - No One Ever - 6:02
5 - I Was Wrong - 4:56
6 - Abandon - 6:18
7 - Lust - 5:16
8 - Revolution - 4:14
9 - Little Boy - 6:03
Formazione:
Richard Hupka - voce, chitarra
Max Pinkle - chitarra
Federico Fontanari - basso
Lukas Hupka - batteria


 

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