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Crimson Dawn - Chronicles of an Undead Hunter
Scritto da Gabriele Nunziante   
Lunedì 24 Aprile 2017 09:00
Crimson Dawn - Chronicles of an Undead HunterSotto l'inedito marchio della Punishment 18 Records si ripresentano sulla scena i Crimson Dawn, progetto heavy doom guidato da Dario Beretta (Drakkar), progetto che, se all'anagrafe ha già passato i 10 anni di attività, solo nel 2013 era uscito allo scoperto con 'In Strange Aeons...' (My Graveyard Productions). Il secondo capitolo della band ci arriva in questo 2017 con titolo 'Chronicles of an Undead Hunter' riportandoci a quelle atmosfere che il debutto ci aveva regalato.

In questi quattro anni poco è cambiato nella band, se non praticamente nulla: riconfermata l'intera line-up a sei, riconfermato il genere, un heavy doom metal con alcune venature epic/power che differenziano leggermente la proposta dei nostri rispetto al classico doom in voga nel nostro paese. L'album, pubblicato dalla Punishment 18 in versione CD, presenta sette tracce inedite e due riprese dall'EP 'At the Cemetery Gates' (2015).

Gli echi orrorifici di "Twilight of the Wandering Souls" ci introducono al nuovo lavoro in studio della band e, fra carillon e riverberi di chitarre distorte, musiche sinfoniche più da power metal che dal doom a cui i Crimson ci hanno abituati, "Eternal is the Dark" irrompe nel più classico heavy doom. Lenta, maestosa, con sottofondi di tastiere a sottolineare certa epicità: la band sembra essere tornata in grande stile, a partire dal cantato pieno di pathos ma mai esasperato di Antonio Pecere alle inconfondibili chitarre di Dario Beretta e Marco Rusconi. Heavy doom, senza alcuna vera sorpresa nella prima metà del brano, ma che nella seconda sperimenta già di più con cori e potenti riprese figlie dell'heavy/power. Sonorità riprese in toto dalla successiva "Neverending Rain", una focosa cavalcata che in un album doom non ci saremmo certo aspettati: ma i Crimson Dawn non deludono, impreziosendo la proposta con inedite tastiere dal flavour settantiano e cori facilmente orecchiabili, ma anche riprese che più epiche non si può, il tutto concentrato in neanche 4 minuti di durata. "The Suffering" rallenta la foga dei nostri riabbracciando il doom più classicheggiante, lenta e massiccia, dai riff cadenzati e un cantato sempre più enfatico, fino a un finale esplosivo tutto lasciato in mano a chitarre e tastiere. "The Skeleton Key" sembra uscire direttamente da un album epic/power metal, risultando purtroppo un po' scontata nelle melodie ma sempre godibile grazie al lavoro dei nostri, i quali impreziosiscono la proposta con un intermezzo acustico cantato in lingua madre. Particolare la traccia successiva, "Gaze of the Scarecrow", la quale da un intro difficilmente catalogabile si sviluppa in un heavy/doom che abbandona le atmosfere più polverose in favore di un semi-lento cupo e maestoso che trova però solo nell'ultimo minuto, sempre in mano agli strumenti, un giusto compimento. "Dark Ride", più rocciosa e cupa, si sviluppa senza molta convinzione, lasciando sì alcuni buoni momenti ma senza esaltare l'ascoltatore come nelle prime tracce del disco, mentre "Checkmate in Red" è un heavy più dinamico e movimentato che sembra uscito dagli anni '80, buono ma anche in questo caso senza vere grandi sorprese. Chiude "To Live is to Grieve", e qui la band riprende il doom più lento, enfatizzando la proposta con ottime strumentazioni e un cantato che va a coprire tutto lo spettro, dal più melodico ad accenni di growl.

'Chronicles of an Undead Hunter' poteva essere l'album della conferma dei Crimson Dawn, si rivela invece "solo" un buon album sulla scia del precedente: ottimi brani nella prima metà, brani già più scontati nella seconda, lasciando all'ascoltatore un senso di incompletezza. Nonostante questo il lavoro della band è molto buono e professionale in tutti i punti, cosa che non lascerà delusi gli appassionati del genere. Il voto non può dunque essere che alto, sebbene speriamo che il terzo album, quello che sempre conferma l'effettiva validità o meno di una band, possa essere per i Crimson Dawn il punto di svolta definitivo.



Tracklist:
1 - Twilight of the Wandering Souls (intro) - 1:28
2 - Eternal is the Dark - 5:03
3 - Neverending Rain - 3:36
4 - The Suffering - 6:00
5 - The Skeleton Key - 4:32
6 - Gaze of the Scarecrow - 7:26
7 - Dark Ride - 7:09
8 - Checkmate in Red - 5:26
9 - To Live is to Grieve - 6:19
Formazione:
Antonio Pecere - voce
Dario Beretta - chitarra, voce secondaria
Marco Rusconi - chitarra
Emanuele Laghi - tastiere
Alessandro Reggiani Romagnoli - basso
Luca Lucchini - batteria


 

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