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Cromo - Hereafter
Scritto da Gabriele Nunziante   
Lunedì 03 Aprile 2017 09:00
Cromo - HereafterArrivano al debutto, dopo un decennio di gavetta segnato da un demo e un EP, anche i Cromo, formazione lombarda che in questi anni già si è fatta notare di supporto ad act nazionali e internazionali. Con 'Hereafter', pubblicato auto-prodotto a fine 2016, la band mette su disco dodici brani di roccioso heavy metal ispirato agli anni d'oro del genere.

La partenza è con il botto: i Cromo sfoderano l'heavy più tradizionale e roboante per "Unchained", un roccioso heavy dai tempi cadenzati e dalle reminiscenze rockeggianti, con cori potenti e un refrain che certo riscuoterà il meglio in sede live. Nessuna vera novità però fin qui, mentre è con le seguenti "Supersonic" e "Pedal to the Metal" che la band alza l'asticella: la prima è un treno in corsa dove sapientemente sono dosati l'heavy roccioso delle chitarre e il cantato ora più melodico di Matteo "Blade" Musolino, autore di un refrain facilmente orecchiabile e punto di forza dell'intero brano. La seconda, neanche a dirlo, è un'altra scheggia heavy che pesta ancor più duramente, classicissima nelle influenze ribadite fieramente in un brano che pare uscito da un disco degli anni '80, con tanto di sezione solista a dir poco esplosiva. Il pianoforte che introduce "Heart of the Brave" gioca quindi sul voler stravolgere l'ascoltatore: non ci troviamo però davanti ad un lento, per quello troveremo spazio più avanti, quanto piuttosto a un mid-tempo che cerca di scostarsi dall'heavy più classico introducendo synth e melodie decisamente accattivanti. Anche in questo campo i Cromo mostrano di saperci fare e, senza cedimento alcuno, ci traghettano fino al quinto brano. "Waiting for the Death to Come" sfodera influenze più epicheggianti, mostrandosi una massiccia e lentissima cavalcata di quelle che infiammano i cuori, con tanto di calma sezione centrale e una ripresa ancor più potente, sicuro e fiero cavallo di battaglia di ogni band che si rispetti. "Dreams Still Remain" è il lento a cui si accennava poco sopra, il primo di ben tre, e purtroppo qui i Cromo non convincono del tutto, a partire da un cantato poco adatto a certe melodie e una lunghezza decisamente eccessiva, oltre a una registrazione che si scontra un po' con i suoni del resto dell'album. "Desperate Cry" non perde invece tempo, partendo in quarta e concentrando in poco più di 3 minuti un heavy rockeggiante stra-classico ma anche stra-sentito: a niente dunque serve una sezione centrale più calma, la quale risulta tanto forzatamente inserita da lasciare piuttosto interdetti sull'intero brano. Le preferiamo la meno scontata "Format", un heavy minimale che nella seconda parte rispolvera influenze epicheggianti alla ricerca di un sound tutto suo. Influenze che vengono del tutto allo scoperto in "Desert Tales", traccia che ritorna (finalmente) ai fasti delle prime tracce dell'album: i Cromo si lanciano in una splendida traccia dalle atmosfere arabeggianti ma che è un heavy metal potente e che colpisce nel segno. La coda dell'album, segnata da ben tre tracce, risulta quasi un più rispetto al resto: "You are not Alone" e "Silver Shade" sono due altri lenti, il primo chitarra e voce, convincente grazie soprattutto a una sezione più "aggressiva" sulla parte finale, il secondo con il pianoforte in prima linea, completamente lontano dalle sonorità dell'album (chi ha detto Savatage?). A separare le due ci pensa "Iron Call", un brano tutto particolare che non convince ma che lasciamo scoprire a chi si procurerà il disco.

Un lavoro fortemente voluto dalla band, ma che ci mostra in definitiva alti e bassi: se nelle prime tracce troviamo i Cromo migliori, la qualità del disco va a diminuire verso la fine, lasciando l'ascoltatore contento solo a metà. La band dimostra comunque di saperci fare, tanto dal punto di vista del songwriting quanto al mero tenere in mano gli strumenti. Prendiamo dunque questo debutto come un primo passo verso quella che, speriamo, si rivelerà una buona scalata verso traguardi decisamente più concreti: per il momento possiamo accontentarci di 'Hereafter'.



Voto: 7,5/10
Tracklist:
1 - Unchained - 3:24
2 - Supersonic - 5:07
3 - Pedal to the Metal - 4:09
4 - Heart of the Brave - 4:39
5 - Waiting for the Death to Come - 5:47
6 - Dreams Still Remain - 5:34
7 - Desperate Cry - 3:16
8 - Format - 4:01
9 - Desert Tales - 5:10
10 - You Are Not Alone - 5:14
11 - Iron Call - 4:46
12 - Silver Shade - 3:13
Formazione:
Matteo "Blade" Musolino - voce, chitarra, synth
Claudio "Clod" Conci - chitarra, voce secondaria
Marco "Edge" Musolino - basso, voce secondaria
Davide "Iron" Zamboni - batteria, voce secondaria


 

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