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Killin’ Kind - Dying Earth
Scritto da Gabriele Nunziante   
Lunedì 13 Marzo 2017 10:00
Killin’ Kind - Dying EarthSono passati ben otto anni dal loro debutto sulla scena italiana e ben venti da quando, in quel di Novara, si formarono sotto la guida di Tito: in questo 2017 si ripresentano, sotto il marchio Underground Symphony, i Killin' Kind con quello che è il loro secondo full-length: 'Dying Earth'. Ricompattata la line-up, la band torna al proprio heavy/thrash dalle influenze power, con un disco maturo e con molte sorprese.

'Dying Earth' riesce infatti a non fossilizzarsi su un solo genere, includendo fra le proprie influenze tanto l'heavy/thrash quanto ispirazioni ora più power ora più epiche, ma anche inserti neoclassici da parte delle chitarre e comunque arrangiamenti sempre complessi. Ne risulta un disco vario negli stili e che non annoia, grazie a brani che già al loro interno riescono a inserire più influenze. La formazione, sempre capitanata da Tito al microfono e alla chitarra, è completata da Daniele Genugu alle chitarre (già nel precedente 'Metal Rage') e dalla nuova sezione ritmica composta da Dest al basso e Paolo "Hammer" Laurenti alla batteria.

"New Killing Breed" spiana la strada al nuovo lavoro in studio della band: i Killin' Kind mettono subito in chiaro come il proprio heavy/thrash sia potente e roboante, veloce nei riff di chitarra e rabbioso nel cantato di Tito, ma sempre saldamente ancorato all'heavy e alle melodie di certo power europeo. Non mancano però sfuriate guidate dalla batteria di Hammer, così come cavalcate di chitarra dei due axeman o sezioni lentissime al limite della ballad: la band non indugia su facili refrain, introducendo cambi di tempo e di atmosfere che sicuramente convinceranno chi è alla ricerca non del solito disco heavy metal. Più classica invece "The Raven", un mid-tempo che ad un intro pacato contrappone atmosfere dal sapore quasi epico, intervallando refrain compatti e dal cantato melodico a sfuriate a metà fra l'heavy/thrash e il power neoclassico, genere cui la band risulta certo legata. "Apep (99942)" si apre con malinconiche chitarre arpeggiate, ma ci mette poco a spazzare via tutto con una cavalcata power dai rimandi heavy, un bel brano che bilancia le diverse anime dei Killin' Kind grazie alla sua mutevole forme che tocca un po' tutti i riferimenti musicali della band. "King of Terror", unita ai due brani seguenti in "Apophis", è ciò che di più heavy/thrash il disco ha da proporci, un assalto sonoro ruvido e dirompente, con riff veloci e che cede solo nei refrain a un certo gusto più power. Particolarissima è invece "The Journey": qui i Killin' Kind danno campo libero a sperimentazioni sonore ancor più ardite, puntando a un heavy dai rimandi rockeggianti, più "easy" nel suo incedere ma sempre con piglio sicuro e dunque buon modo per staccare dopo i primi quattro brani. Il pianoforte che ci introduce "The Legacy" potrebbe far pensare alla ballad del disco, e in effetti ci troviamo davanti a un buon lento ma che non ci mette molto ad alzare il voltaggio, tanto nelle chitarre quanto nel cantato sempre duro e puro di Tito, riuscendo a risultare un brano non estraneo al disco in questione. Si torna sull'heavy/thrash più tirato con "Raijin", e non poteva essere altrimenti vista la presenza di Dave Linsk come special guest: la band colpisce a dovere con un brano veloce e arrabbiato figlio dell'heavy/thrash a stelle e strisce, punta di diamante dell'intero disco. "Fuijin", un po' coda della precedente, è una bella strumentale in chiave puramente heavy dove i nostri mettono in mostra tutta la propria padronanza degli strumenti, mentre "Standing in the Shadows" riscopre nuovamente le sonorità più classiche grazie a un heavy con sezioni meno irruente, ma sempre rocciose, e largo spazio alle chitarre. La title-track, "Dying Earth", si impone con i suoi ben 10 minuti di durata come penultima traccia del disco: se il doppio intro, uno più neoclassico e un altro lento su arpeggi di chitarra, ci potrebbero far pensare a tutt'altra band, i Killin' Kind non impiegano molto a rispolverare chiodo e borchie, lanciandosi in un brano potente e che unisce ancora una volta l'anima più heavy con quella più power. Una cover particolare, ovvero quella "Moonlight Shadows" di Mike Oldfield, chiude in maniera tutta sua questo disco.

A nove anni dal precedente disco i Killin' Kind dimostrano di non aver perso un'oncia della propria bravura, puntando tutto su un disco che suonerà buono sia per i defender più accaniti sia per chi è alla ricerca di qualcosa di più che un semplice disco heavy. 'Dying Earth' non mostra cali ma solo dei buoni brani e, se qualcuno di questi chiederà più di un ascolto per capirne la direzione, tanto di guadagnato per il disco.



Tracklist:
1 - New Killing Breed - 5:04
2 - The Raven - 3:57
3 - Apep (99942) - 4:58
4 - King of Terror (Apophis pt. 1) - 4:46
5 - The Journey (Apophis pt. 2) - 3:43
6 - The Legacy (Apophis pt. 3) - 6:05
7 - Raijin - 5:24
8 - Fuijin - 3:56
9 - Standing in the Shadows - 4:54
10 - Dying Earth - 10:32
11 - Moonlight Shadows - 5:19
Formazione:
Tito - voce, chitarra
Daniele Genugu - chitarra, voce secondaria
Dest - basso, voce secondaria
Paolo "Hammer" Laurenti - batteria

Guest:
Dave Linsk - chitarra (traccia 7)


 

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