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Chronic Hangover - Nero Inferno Italiano
Scritto da Gabriele Nunziante   
Lunedì 27 Febbraio 2017 10:00
Chronic Hangover - Nero Inferno ItalianoIbrido prodotto della scena capitolina, i Chronic Hangover arrivano al debutto sotto il marchio della Minotauro Records, la quale, se fin dagli esordi datati anni '80 ha accolto nel suo catalogo anche formazioni "particolari" e non facilmente catalogabili, non si lascia sfuggire questa band attiva da appena quattro anni. Con 'Nero Inferno Italiano' la formazione si presenta al pubblico con un sound che mischia heavy metal, doom, stoner e tante altre influenze musicali, le quali fanno della band sicuramente un prodotto originale della scena italiana.

Formatisi nel 2013 e con un demo auto-prodotto dal titolo 'Logicamente il Signore ci punirà per questo' (2014), la band arriva dopo alcuni cambiamenti in formazione a registrare questo primo full-length alla fine del 2015. In line-up troviamo alcuni volti già noti dell'underground romano, da Mattia (chitarra — Lectern), Salvo (batteria — Funeral Mantra), Rutto (basso — Yarast) a b (voce). Un primo cambio di line-up porta in dote b(batteria — G.I.L.F., Fingernails, Engrown, Underball) mentre l'ultimo ingresso, post-registrazione, è quello di Zorro (chitarra — Southern Drinkstruction).

"Vituperio", dopo un volutamente confuso intro, si lancia a capofitto in un ibrido doom-heavy dalle reminiscenze settantiane ma pompato nel sound viscerale dei Chronic Hangover, i quali non mancano di inserire nel proprio sound riferimenti e stacchi decisamente più stoner così come riprese ancor più moderne nel sound. Un misto di sonorità difficilmente catalogabile, ma che saldamente si impone all'ascoltatore, tanta è la convinzione (e la rabbia) con cui i nostri ce lo propongono. "Homunculus" si propone più dinamica, riportando in prima linea la componente più hard rock del combo romano: in poco più di due minuti i nostri viaggiano su riff abrasivi e un cantato graffiato e a tratti stradaiolo, lasciando nuovamente il segno. "Sociopatia", con il suo intro acustico dal sapore folk, non sorprende quando svela il suo essere più vicina a riff di scuola birmingham-iana: la band si lancia in un vortice di heavy/doom vecchia scuola ma sempre dalla fisionomia più casinista e aggressiva, polverosa nel sound e lacerante nel cantato sempre sopra le righe di Jacopo. "Regretudo" parte come un brano decisamente più semplice: chitarre pulite e un ritmo "leggero", ma già nel cantato a là Death SS sappiamo che ci troviamo davanti a un heavy dalle tinte oscure, conturbante nel suo incedere e nel cambiare più e più volte rotta. Brano più moderno del lotto, "Tossine", ascoltato da solo, potrebbe farci credere di essere alla presenza di una band modern metal, ma i Chronic Hangover sono così, non si curano tanto delle influenze e si lanciano a capofitto in un brano heavy/stoner che strizza smaccatamente l'occhio alla scena del nuovo millennio. Non per questo risultano certo meno interessanti, mettendo bene in primo piano comportato strumentale e colpendo con una scarica di basso l'ascoltatore. "Villa Triste" riprende la vena più settantiana, un hard / heavy metal trascinante, mentre "Alamut 2112", dopo un lunghissimo intro narrato, si rivela un altro brano di difficile catalogazione, riversando nel sound influenze heavy, stoner, doom, ma anche intermezzi più lenti e riprese degne di una colonna sonora. La title-track, "Nero Inferno Italiano", ci mette un po' a carburare visto un "doppio" intro, ma si rivela un solido heavy metal con particolari inserti che ne caratterizzano l'incedere quasi doomeggiante. Chiusura affidata a "Lucifer in the Sky with Diamonds", potente traccia dalle tinte oscure all'insegna dell'heavy più roboante, classica nel suo incedere ma mai statica né prevedibile.

Con 'Nero Inferno Italiano' i Chronic Hangover colpiscono nel segno: ci troviamo davanti a album di debutto originale, ben registrato e che si assicura diversi passaggi all'interno dello stereo. La band può (e deve) ancora crescere, ma la strada è sicuramente quella giusta: appoggiati dalla rediviva Minotauro Records e presenti su una scena, quella romana, che non mancherà di tributargli il giusto spazio, siamo sicuri che sentiremo ancora parlare di loro.



Voto: 7,5/10
Tracklist:
1 - Vituperio - 4:23
2 - Homunculus - 2:05
3 - Sociopatia - 4:30
4 - Regretudo - 3:14
5 - Tossine - 4:34
6 - Villa Triste - 4:10
7 - Alamut 2112 - 7:21
8 - Nero Inferno Italiano - 6:38
9 - Lucifer In The Sky With Diamonds - 6:12
Formazione:
-


 

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