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Reverber - Immortals
Scritto da Gabriele Nunziante   
Lunedì 16 Gennaio 2017 09:00
Reverber - ImmortalsDebutto auto-prodotto per i romani Reverber, formazione attiva oramai da un decennio e giunta nel 2016 alla pubblicazione di 'Immortals', full-length da nove inediti che li proietta nella scena thrash metal italiana. Seguaci del thrash più ottantiano, ma senza disdegnare una registrazione al passo con i tempi, i Reverber si presentano come una buona formazione che, con solo un po' più di impegno, potrà da qui a qualche anno contraddistinguere un'altra interessante band all'interno del nostro Paese.

Nati nel 2007 e reduci da diversi cambi di line-up, la band arriva al debutto dopo la pubblicazione nel 2010 di un primo demo da ben otto tracce, 'Serial Metal Killer'. La formazione dei Reverber arriva a completarsi in un four piece composto da Marco Serafini (voce e chitarra), Alessio Alessandretti (chitarra), Valerio Strada (basso) e Alessio Stazi (batteria), mentre il genere mostrato è un classico thrash metal influenzato prevalentemente dalla scena americana degli anni '80, dai primi Metallica agli Slayer passando per i Testament, ma anche dalla scena tedesca di Kreator e Sodom, sebbene i Reverber mai prediligano le atmosfere tanto estreme dei compagni tedeschi. L'album dalla sua risulta molto vario come proposta, alternando brani più serrati ad altri più "orecchiabili" e con linee melodiche (per quanto il genere possa concederlo).

Lo sferragliare di "Immortal" accoglie l'ascoltatore nel thrash dei Reverber, un thrash veloce e aggressivo senza per questo toccare punte più estreme: la band si assesta su una cavalcata massiccia dove le due chitarre risultano compatte e la base ritmica sempre presente, ma senza mostrarci ancora veri e propri picchi di nota. Anche il cantato di Marco Serafini, potente e aggressivo, non mira a colpire l'ascoltatore, fornendo una prova buona ma ancora da affinare. "The End of your Life" non allenta il tiro, più grezza e ottantiana nei suoni, tanto da ricordarci i grandi act della Bay Area: i Reverber pestano a dovere, buone intuizioni iniziano a intravedersi lì dove più spazio viene dato agli strumenti — si veda una seconda parte con belle scorrazzate chitarristiche —, mostrandoci una band decisamente più sicura del precedente brano. Con la slayeriana "The Shining", velocissima e con un refrain fra i migliori del disco, i Reverber fanno finalmente centro: li troviamo in grande spolvero con una traccia che è punta di diamante del disco. La band riesce infatti a bilanciare cantato e parti strumentali, colpendo a dovere l'ascoltatore e dimostrando una maggiore attenzione al songwriting e che, senza la paura di sperimentare troppo, anche la band è capace di sfornare qualche gioiellino. Anche "Amnesia Post Murder" non delude le aspettative: dal nostalgico intro, ripreso magnificamente a metà brano, fino all'incedere molto 'Kill 'Em All' era, i Reverber colpiscono con cambi di tempo e di atmosfere, mostrandosi una band che sa come piegare il thrash al proprio servizio. "Kamikaze" è un'altra mazzata sonora che, pur mettendoci un po' a carburare, mette in mostra un classico tupa-tupa con alcune digressioni interessanti nella seconda parte, mentre "Justice is Dead", con il suo intro di chitarra acustica (!), è pronta a spiazzare fin dal primo secondo. Ci troviamo davanti a un lento alla vecchia maniera, con una parte iniziale lenta che man mano aumenta di voltaggio fino all'immancabile assolo di chitarra: la band non delude, anche se forzare maggiormente verso il thrash non avrebbe guastato. Ci pensa l'energica "Eighteen Hundred" a riportarli sulla retta via: i Reverber rispolverano il thrash meno impegnato e più rumoroso, con refrain facilmente orecchiabili ma che ben si uniformano ai versi più veloci messi in campo. "Cancrena" si rivela una strumentale con alcuni ottimi sprazzi, a partire dall'intro pienamente thrash a un intermezzo più calmo ma dai toni vagamente orrorifici, mentre la conclusiva "Ride of the Heroes" cerca una strada personale all'insegna del thrash ma ci riesce solo vagamente, annacquando bei passaggi con altri decisamente meno riusciti.

Il debutto dei Reverber è un disco interessante, ma lontano dall'essere un disco perfetto. La band dimostra di avere alcune ottime idee (si vedano almeno 2/3 brani di ottima fattura) e buone capacità tecniche, ma non basta per un disco di nove brani per un genere, il thrash metal, che ha ancora oggi talmente tanti esponenti nella scena mondiale. Come primo disco è più che sufficiente, ma li aspettiamo fra qualche anno con un lavoro che gli permetta di uscire da un pericoloso anonimato a favore di una band capace di mostrarsi valida in ogni brano inciso.



Tracklist:
1 - Immortal - 3:52
2 - The End of your Life - 5:19
3 - The Shining - 7:24
4 - Amnesia Post Murder - 5:30
5 - Kamikaze - 5:32
6 - Justice is Dead - 7:23
7 - Eighteen Hundred - 4:44
8 - Cancrena - 5:04
9 - Ride of the Heroes - 6:27
Formazione:
Marco "Mitraja" Serafini - voce, chitarra
Alessio Alessandretti - chitarra
Valerio "Er Nutria" Strada - basso
Alessio Stazi - batteria


 

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