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Ancestral - Master of Fate
Scritto da Gabriele Nunziante   
Lunedì 09 Gennaio 2017 09:00
Ancestral - Master of FateSono passati ben dieci anni da quando nel 2007 gli Ancestral debuttavano con 'The Ancient Curse', primo capitolo sotto Underground Symphony per il progetto dei fratelli Mendolia, progetto improntato al power tedesco ma capace di guardare anche alla scena americana. Il ritorno è marchiato dalla tedesca Iron Shield Records: si intitola 'Master of Fate' e mostra la rinnovata band con nove brani capaci fin dal primo ascolto di riscattare questi dieci anni di attesa.

Si è detto rinnovata, perché in effetti la band in questi anni ha subito alcuni cambiamenti, a partire dalla seconda chitarra, passata dalle mani di Giovanni Battista Ferrantello a quelle di Carmelo Scozzari, mentre la nuova voce dietro al microfono è di Jo Lombardo, fra le sorprese positive di questo disco. Riconfermati invece Alessandro Olivo alla chitarra e, naturalmente, i fratelli Mendolia al reparto ritmico, Domiziano al basso e Massimiliano alla batteria. Dal punto di vista musicale 'Master of Fate' non si allontana dal primo disco della band: troviamo un power metal dall'impronta teutonica, ma anche molto heavy/thrash metal dal taglio americano, tanto che possiamo condividere le band che l'etichetta pone come ispiratrici del sound dei nostri: dai Testament ai Blind Guardian, dagli Angra agli Helstar, senza dimenticare naturalmente gli Helloween.

"Back to Life" è una cannonata fin dal primo secondo: gli Ancestral non sono la tipica power metal band dedita unicamente a pezzi melodici, e questa prima traccia mette subito in chiaro come i fratelli Mendolia puntino decisamente su una potenza sonora a cavallo fra il power teutonico e l'heavy più roboante, ma anche con reminiscenze quasi thrash. "Back to Life" sconvolge dunque per una potenza incredibile, un brano schiacciasassi sorretto da riff decisi e veloci, che non tralascia accelerazioni tipiche del genere e che non concede tregue neppure per un secondo di questi primi 6 minuti. Buono l'affiatamento della band, a partire dall'ottimo cantato di Jo Lombardo fino alle prodezze del reparto strumentale, capace di non perdersi nelle intricate e mai semplicistiche strutture musicali. "Wind of Egadi" non allenta la morsa, presentandosi più dinamica e moderna nelle sonorità, ma sempre fedele all'heavy/power tedesco: anche in questo caso grande spazio alle parti strumentali e poca aderenza alla struttura verse-chorus-verse in favore di un brano complesso e per questo più intrigante. Gli Ancestral amano essere imprevedibili e, se questo scoraggerà gli ascoltatori occasionali, si rivelerà la scelta giusta per chi ha alle spalle l'ascolto di centinaia di album del genere tutti uguali: la band non delude mai, rivelandosi sempre alla ricerca della formula giusta, anche a costo di percorrere strade poco battute. Con "Seven Months of Siege" ci troviamo al cospetto di un altro brano schiacciasassi, questa volta un heavy metal roboante con alcune intrusioni più melodiche in fase di refrain, splendido aspetto che sottolinea la preparazione vocale di Jo Lombardo, mentre la title-track, "Master of Fate", si rivela fin da subito più audace. Alternando potenti riprese a sezioni più orecchiabili e vicine al power delle zucche di Amburgo, gli Ancestral colpiscono nel segno dando prova di tutta la loro ricerca musicale. Ricerca che continua in "Refuge of Souls", banco di prova per i quattro musicisti: a separare prima e seconda parte del disco troviamo infatti questa splendida strumentale, cinque minuti dove a contendersi la scena è tanto la base ritmica dei fratelli Mendolia quanto il reparto chitarristico composto da Alex Olivo e Carmelo Scozzari, per un risultato al di là di ogni aspettativa. Non ci troviamo infatti davanti alla classica strumentale, quanto a un vero e proprio brano in cui non sentiamo la mancanza di una voce. Con "Lust for Supremacy" si dà spazio allo special guest del disco, ovvero Fabio Lione, per un brano meno tirato e più melodico, ma non meno valido e che anzi porta una maggiore varietà all'interno del disco. "No More Regrets" spolvera le sonorità più delicate, rivelandosi non certo una ballad, ma sicuramente un mid-tempo con diversi momenti musicalmente introspettivi, ma anche con emozionanti riprese di chitarre elettriche e scariche di power metal in una parte centrale decisamente ad alto voltaggio. Meno focalizzata "On the Route of Death", brano che si trascina un po' troppo su sonorità già sentite, ma che non manca di momenti decisamente rocciosi e una prova vocale sempre maiuscola, mentre "From Beyond" è decisamente un'altra prova di grande competenza in fase di scrittura, un heavy/power complesso nelle strutture e che sorprende nei tanti cambi di tempo. Chiusura affidata a una cover, e cosa altro potevano fare i nostri se non omaggiare gli Helloween con "Savage"?

Abbiamo atteso dieci anni, ma non possiamo certo dire che gli Ancestral abbiano perso tempo: 'Master of Fate' si rivela un disco molto valido, probabilmente fra le uscite più interessanti in campo power italiano degli ultimi anni. Nessun calo, tantissima potenza sonora: questo disco è ben lontano dalle canzoni più melodiche e piene di tastiere che spesso si associano al power metal, ed è per questo che il lavoro degli Ancestral è indicato principalmente a chi ama le sonorità più classiche, che vadano dall'heavy al thrash più tecnico, senza certo dimenticare l'impronta tedesca. Promossi a pieni voti.



Tracklist:
1 - Back to Life - 6:10
2 - Wind of Egadi - 5:31
3 - Seven Months of Siege - 4:34
4 - Master of Fate - 6:38
5 - Refuge of Souls (instrumental) - 5:00
6 - Lust for Supremacy - 5:49
7 - No More Regrets - 6:29
8 - On the Route of Death - 4:33
9 - From Beyond - 5:56
10 - Savage (Helloween cover) - 3:23
Formazione:
Jo Lombardo - voce
Alessandro "Alex" Olivo - chitarra
Carmelo Scozzari - chitarra
Domiziano Mendolia - basso
Massimiliano Mendolia - batteria

Guest:
Fabio Lione - voce (traccia 6)


 

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