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Perseus - A Tale Whispered in the Night
Scritto da Gabriele Nunziante   
Lunedì 02 Gennaio 2017 10:00
Perseus - A Tale Whispered in the NightIl 2016 è l'anno del ritorno dei brindisini Perseus, già autori nel 2014 di 'The Mystic Hands of Fate' (Nadir Music), primo capitolo per la formazione dedita a un power metal maturo e debitore ad act internazionali del calibro di Queensryche, Kamelot, Stratovarius e così via. Con 'A Tale Whispered in the Night', pubblicato dalla Buil2Kill Records, la formazione guidata da Antonio Abate fa nuovamente centro, mostrandoci un disco valido e che girerà molto nei nostri stereo.

Riconfermata la line-up del precedente disco, i Perseus si imbarcano in quello che è il secondo capitolo della saga del Dr. Icarus Lazard, mettendo in musica il sempre immortale scontro fra le forze del bene e quelle del male. Ciò che più ci interessa è però la musica che i Perseus mettono in campo: parliamo di un heavy/power metal ricercato, lontano dall'abuso di tastiere (nuovamente affidate, come già nel disco di debutto, a uno special guest esterno alla formazione) e con grandi parti vocali, ricco di melodie ma che sa anche quando mettere in mostra i muscoli. Il risultato è un disco da 19 tracce (ma molti sono gli intermezzi narrativi fra un brano e l'altro) che non ha cedimenti, mettendo in mostra una formazione di grande spessore e che può già competere con band di più lunga esperienza.

Dopo un breve intro narrativo, si parte nel migliore dei modi: "The Diary" è un potentissimo power/heavy metal sorretto dalla batteria di Feliciano Lamarina e dal cantato di Antonio Abate, cantante che in più di un passaggio si dimostrerà colonna portante dell'intera formazione. Siamo alle prese con un power ricercato figlio dei migliori Queensryche, ma che non si fa per questo mancare scorribande in territori anche più heavy grazie all'apporto dei due axeman, Gabriele Pinto e Cristian Guzzo, decisamente più devoti al classico heavy per quanto riguarda riff e assoli. "Hidden Murders" non allenta la presa, anzi: i nostri aumentano la velocità, il cantato si fa più luciferino, quasi irriconoscibile, per un brano che graffia a dovere ricordandoci nella parte iniziale certe atmosfere più a là Judas Priest, ma per poi subito ricondursi al power più adrenalinico d'oltreoceano. Splendida è anche la successiva "Magic Mirror", power al fulmicotone con una prova maiuscola da parte di Antonio Abate: i Perseus si lanciano su atmosfere decisamente più melodiche e immediate, ma con un risultato sempre ricercato e che non delude, lontano dunque dal power "plasticoso" di molti gruppi internazionali. "Dying Every Time" si sposta su atmosfere più quiete, un mid-tempo in cui le tastiere di Giulio Cattivera dei DragonHammer, guest per l'intero disco, accompagnano con suoni di pianoforte un brano maturo e sentito nel cantato, ma esplosivo nell'apporto delle chitarre. "Deceiver" è una cavalcata heavy/power che non cede davanti a niente, pur concedendosi una seconda parte più "sperimentale", tanto nelle parti di tastiere quanto in quelle di chitarra, per un risultato più che buono e sempre messo in evidenza dal cantato. Brano fra i più smaccatamente power è "Son of the Rising Sun", il quale alterna belle riprese ad attimi più quieti, mentre "My Endless Dream" è il primo lento dell'album, voce e pianoforte, ma che non convince completamente nella sua eccessiva semplicità. "I'm the Chosen One" riprende la strada più dura: la batteria di Feliciano Lamarina guida la band su territori più heavy, una cavalcata con sfumature melodiche solo nei refrain e una seconda parte tutta improntata sulla sezione strumentale. "Rain Is Falling" è un altro lento, questa volta più strutturato e con un bel refrain, mentre "Legions of Ravens" si sposta sulle atmosfere più power proprie del disco, ma senza risultare allo stesso modo convincente. Ci pensa la più classicheggiante "The Ride of Pegasus" a riprendere le redini in vista del finale, un buon brano che alterna power e heavy, per poi concludersi con un lento epilogo cantato in italiano.

'A Tale Whispered in the Night' si dimostra a conti fatti un disco veramente buono: nessun cedimento, molti ottimi brani. La scelta di introdurre così tanti intermezzi è forse l'unica pecca del disco, ma comprensibile nella volontà dei nostri di proporre qualcosa di più organico e legato a una saga. Un disco dunque consigliato a tutti gli appassionati del power più ricercato, i quali troveranno in queste 19 tracce il meglio che il genere ha da proporre qui in Italia. Avanti così.



Tracklist:
1 - Intro - 1:54
2 - The Diary - 4:35
3 - Time Over - 0:39
4 - Hidden Murders - 4:19
5 - Magic Mirror - 4:28
6 - Echoes of Mind - 0:28
7 - Dying Every Time - 4:06
8 - Ana Annur - 0:47
9 - Deceiver - 4:56
10 - Lux Domini - 1:08
11 - Son of the Rising Sun - 3:20
12 - My Endless Dream - 2:04
13 - Whispers in the Mist - 1:09
14 - I'm the Chosen One - 5:16
15 - Rain Is Falling - 5:08
16 - Legions of Ravens - 4:29
17 - Never Surrender - 0:29
18 - The Ride of Pegasus - 4:38
19 - Epilogue - 1:25
Formazione:
Antonio Abate - voce
Gabriele Pinto - chitarra
Cristian Guzzo - chitarra
Alex Anelli - basso
Feliciano Lamarina - batteria

Guest:
Giulio Cattivera - tastiere
Antonio Bruno - pianoforte (traccia 19)


 

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