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Aeternal Seprium - Doominance
Scritto da Gabriele Nunziante   
Lunedì 28 Novembre 2016 10:00
Aeternal Seprium - DoominanceRitornano finalmente anche gli Aeternal Seprium, formazione che da anni occupa un posto all'interno dell'underground italiano e che nel 2011, grazie a 'Against Oblivion's Shade' (Nadir Music), era riuscita a presentarsi al pubblico con un full-length di qualità. Il ritorno è marchiato dalla DeathStorm Records, etichetta italiana underground, e porta il titolo 'Doominance', un ritorno atteso e che non deluderà certo i fan della band.

I cinque anni dal precedente lavoro non sono passati invano, a partire da un cambio in line-up non da poco: dietro al microfono non troviamo infatti più Stefano Silvestrini, voce storica fin dai primi demo, ma Fabio Privitera, già vocalist di Bejelit e Sound Storm. Riconfermato invece il resto della line-up, composta dai due chitarristi Leonardo Filace e Adriano Colombo, dal bassista Santino Talarico e dal batterista Matteo Tommasini. A due anni da questo ingresso la band ci presenta 'Doominance', disco che prosegue stilisticamente il discorso intrapreso fin dal primo demo: la band propone un heavy metal classico con alcune punte più epiche, ricco di parti strumentali e con molta attenzione agli arrangiamenti. L'ingresso di un vocalist capace come Fabio Privitera è dunque la spinta ulteriore all'operato degli Aeternal Seprium, che con questo nuovo disco rinforzano ulteriormente la propria presenza nella scena italiana.

Il brano di apertura non suonerà inedito per chi la band la segue fin dagli esordi: "I Will Dance on your Tombs" è un vecchio cavallo di battaglia dei cinque, qui proposto finalmente in una registrazione in studio potente e di sicuro effetto. Ci troviamo al cospetto di un heavy al fulmicotone, dai riff incisivi capaci di aprirsi a melodie in fase dei versi e a picchiare sul serio nei refrain. Fabio Privitera si rivela fin da subito il vocalist giusto per la band: la versatilità del suo timbro, unita a una buona padronanza della voce, ben si sposa con le articolate strutture musicali che Filace e compagni sono soliti proporci. "Grieving April" non è da meno, sottolineando ulteriormente la componente più epica della band: guidati dalla batteria di Matteo Tommasini, gli Aeternal si lanciano in un brano che pesta a dovere, buono nelle parti strumentali ma probabilmente un po' troppo ambizioso, con il risultato di essere difficile da seguire anche dopo diversi ascolti. Discorso completamente diverso per "Unawaken", traccia che ad un intro molto calmo su arpeggi e un cantato soffuso contrappone una scarica di puro e semplice heavy metal: gli Aeternal si muovono compatti in un brano massiccio e splendido, tanto nel cantato di Privitera quanto nelle sezioni strumentali. "Rock my Name" non abbandona la carica ma si presenta più "grezza" all'ascoltatore, preferendo alla componente epica una scarica di heavy veloce e d'impatto: la band viaggia infatti a velocità altissime senza concedersi incertezze, ma trovando naturalmente spazio per intermezzi prettamente strumentali. "Artemisia" è il lento che ti aspetteresti dagli Aeternal Seprium, ovvero un brano che a un intro molto calmo e delicato contrappone un brano massiccio e sì lento nell'incedere, ma non per questo meno potente grazie a riff duri e splendidi arrangiamenti. "Fuck the Narcissism" sposta nuovamente l'asticella sull'heavy più roboante: la band pesta ancor più di prima, abbracciando atmosfere leggermente più oscure e più moderne, ma convincendo alla grande l'ascoltatore. Più ostica invece la successiva "Il rifugio", il cui cantato in italiano non è l'unico aspetto particolare, visto che si tratta di una traccia acustica su temi medievaleggianti: presa come intermezzo non possiamo che apprezzarlo, sebbene degli Aeternal Seprium come li conosciamo ci sia ben poco. Ci pensano "Devil Pray" e "End is Far... or Else?" a risollevare l'attenzione: la prima è un roboante heavy-epic metal cadenzato e splendidamente interpretato da Fabio Privitera e compagni, tanto che ci troviamo al cospetto di uno dei brani più particolari e riusciti dell'album, mentre la seconda è anch'essa tanto particolare quanto riuscita, ma dalle atmosfere più variegate che passano da intermezzi decisamente più duri ad altri spiccatamente epici, mostrandoci la versatilità propria degli Aeternal Seprium. Chiude il disco una bonus track che altro non è che la versione in inglese de "Il rifugio", il brano acustico presentato poco sopra.

La seconda prova in studio non fa che confermarci l'operato degli Aeternal Seprium, una formazione molto valida quanto particolare, e per tanto indicata non a chi cerca un disco da un solo ascolto ma principalmente a coloro che sono capaci di prestare attenzione a tutto il lavoro svolto dai cinque. 'Doominance' si attesta così un disco di qualità, con molti brani validi e comunque senza grossi cedimenti: dalla band attendiamo però un ulteriore passo avanti, soprattutto ora che un vocalist di razza come Fabio Privitera si è guadagnato il posto dietro al microfono. Avanti così.



Tracklist:
1 - I Will Dance on your Tombs - 3:36
2 - Grieving April - 5:41
3 - Unawaken - 5:18
4 - Rock my Name - 4:20
5 - Artemisia - 4:57
6 - Fuck the Narcissism - 4:03
7 - Il rifugio - 4:53
8 - Devil Pray - 6:52
9 - End is Far... or Else? - 4:43
10 - The Refuge (bonus track) - 4:52
Formazione:
Fabio Privitera - voce
Leonardo "Unto" Filace - chitarra
Adriano Colombo - chitarra
Santino Talarico - basso
Matteo Tommasini - batteria


 

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