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Rod Sacred - Submission
Scritto da Gabriele Nunziante   
Lunedì 24 Ottobre 2016 09:00
Rod Sacred - SubmissionAtteso da anni, il ritorno dei Rod Sacred viene sancito ufficialmente da 'Submission', nuovo lavoro in studio dopo quasi vent'anni di silenzio. Licenziato dalla tedesca Pure Underground Records, l'album è al tempo stesso il riconoscimento dell'operato della band a fine anni '80, raccogliendo infatti al suo interno quel lavoro omonimo, 'Rod Sacred', pubblicato nei primi mesi del 1990 dalla Metal Master, disco che per un (purtroppo) breve periodo portò la luce dei riflettori sulla band cagliaritana.

Ritornati ufficialmente sulle scene nel 2013, la nuova formazione dei Rod Sacred vede al suo interno due dei componenti storici della band: oltre a Franco Onnis, da sempre leader della band, ritroviamo Tonio Deriu, vocalist che proprio in 'Rod Sacred' presenziò dietro al microfono. Sostituito per i lavori successivi ('Dark Confusion', demo del 1996, e 'Sucker of Souls', full-length del 1997), ritorna in seno alla line-up, pronto a marchiare con la sua inconfondibile ugola anche questo 'Submission'. Completano la formazione Luca Mameli e Peppo Eriu alle chitarre, mentre Andrea Atzeni occupa il posto dietro la batteria. Il genere proposto fin dagli esordi dai Rod Sacred è un heavy metal molto personale, attentissimo alle sezioni strumentali ma che non tralascia momenti decisamente heavy. Le sette tracce inedite di 'Submission' sembrano esattamente figlie di quel primo disco degli anni '80: il tempo per la band non sembra passato e chi già conosceva 'Rod Sacred' non rimarrà deluso da questo ritorno discografico di Franco Onnis e compagni.

È direttamente "Submission" ad accoglierci nell'album del ritorno: ci troviamo al cospetto di un heavy metal potente e dagli imponenti riff dei due axeman, epici come solo l'heavy ottantiano ha potuto fare, un flavour se vogliamo sabbathiano calato in ritmiche non eccessive nella velocità ma sempre incalzanti. Ma è il cantato di Tonio Deriu a ricordarci ancor più i Rod Sacred di fine anni '80, un cantato che, lo diciamo subito, potrà scontentare alcuni e piacere molto ad altri per via della sua particolarità, particolarità che già aveva contraddistinto l'album degli esordi. Per il resto la band è coesa, regalandoci splendide parti strumentali in cui il basso di Franco Onnis è colonna portante per il lavoro dei due chitarristi: "Submission" è una piccola perla di heavy metal dalle venature quasi progressive negli intenti, pur rimanendo fedele alla corrente più classica del genere. "Hiper Drive" è ancor più incalzante, potentissima nell'accoppiata chitarre-basso, una cavalcata più semplice nelle parti strumentali ma non meno convincente: i Rod Sacred si impegnano in ogni frangente, dalle splendide riprese dopo il refrain fino agli assoli di chitarra, mostrandosi sicuri su tutta le linea. "Stop Fear", primo singolo estratto dal disco, parte come una semi-ballad ma nasconde un'anima d'acciaio, con la band che sa quando alzare il voltaggio: anche in questo caso il lavoro dei due axeman, Luca Mameli e Peppo Eriu, si rivela più che azzeccato, rivelandosi la marcia in più che Franco Onnis ha voluto per questa nuova line-up dei suoi Rod Sacred. Con "Let Yourself Go" l'anima più rockeggiante della band viene allo scoperto, grazie a un brano "ruvido" che si muove fra l'heavy e l'hard rock, capace di belle accelerazioni ma anche momenti più intimi, mentre l'omonima "Rod Sacred" è una corazzata di heavy metal vecchio stile come solo la vecchia guardia può proporci. La band guida su terreni sicuri, con una parte strumentale rocciosa che viene ulteriormente ispessita in una bella sezione centrale, mentre un momento più lento apre le porte della seconda sezione, un tocco di classe a ricordarci l'estrema attenzione dei nostri negli arrangiamenti. "Strange Life", aperta da una chitarra acustica, cresce in potenza con l'avanzare del minutaggio ma non tralascia una vena più melodica ottimamente interpretata da Tonio Deriu, mentre la conclusiva "Radio" concentra in poco più di tre minuti tutta la potenza heavy dei nostri, un brano nuovamente con reminiscenze hard rock, movimentato e scatenato che ben rappresenta quest'anima rockeggiante dei Rod Sacred.

A partire dalla traccia 8 è il passato della band a ricordarci cosa sono stati i Rod Sacred a fine anni '80. L'omonimo album, registrato ai noti Much More Studio di Firenze sotto la guida di Andy Fois e Bernardo Baldassarri e uscito per la Metal Master agli inizi del 1990, portò la band all'apice del proprio successo: un tour promozionale con decine di date, l'incoronazione del Metal Hammer tedesco come miglior band emergente del 1990 e il secondo posto nel Metal Shock italiano dell'anno successivo. 'Rod Sacred', ascoltato a distanza di 25 anni, è un album che conserva tutto il suo fascino, un album particolarissimo e che necessita di diversi ascolti per essere apprezzato interamente. La band presenta infatti un heavy personalissimo (e molto in linea con quanto questo 'Submission' ci ripresenta), con sezioni strumentali splendide ad opera di Franco Onnis (basso) e Martino Vargiu (chitarra, rimasto unico in line-up dopo la scomparsa in un incidente di Paolo Bonilli, secondo chitarrista nel primo periodo della band). Il cantato di Tonio Deriu, come già detto precedentemente, fu anche il segno distintivo dell'album, cantato che, a differenza della padronanza raggiunta in questo 'Submission' datato 2016, si presentava ancora non del tutto maturo, soprattutto nelle sezioni più alte. 'Rod Sacred' rimane comunque un lavoro imperdibile, con alcune chicche di assoluto valore per il panorama italiano: dalla potentissima opener "Don't Fear the Rain" all'epicissima "Lonely Between Mass of Puppets", dalla doomeggiante "The Mistery of Quid" fino all'irresistibile "Crazy for You", per non parlare di quel piccolo capolavoro di strumentazione che è "Dreaming", questo riproporci per intero l'album è per i Rod Sacred la mossa vincente per eleggere 'Submission' fra le uscite dell'anno.

Con il ritorno sulle scene dei Rod Sacred, annunciato da anni e finalmente giunto al suo capitolo più importante, ovvero la pubblicazione di un disco di inediti e al contempo la ristampa del disco di debutto, il panorama italiano va ad arricchirsi di una band particolarissima e che ha avuto la sfortuna di affacciarsi sulle scene un po' troppo tardi, proprio vicino a quegli anni '90 che segnarono il calo d'interesse verso questo tipo di musica. 'Submission' è dunque un lavoro imperdibile per gli appassionati della scena underground, che troveranno fra queste tracce un heavy metal curato, ricco di strumentazioni, attento ai dettagli ma che non dimentica cosa l'heavy dovrebbe essere, grazie a sezioni musicali potentissime e cavalcate epiche. Bentornati Rod Sacred.



Tracklist:
1 - Submission - 5:49
2 - Hiper Drive - 4:11
3 - Stop Fear - 4:04
4 - Let Yourself Go - 4:11
5 - Rod Sacred - 6:27
6 - Strange Life - 4:22
7 - Radio - 3:19
8 - Don't Fear the Rain - 4:22
9 - Live Your Life Again - 3:48
10 - Lonely Between Mass of Puppets - 3:47
11 - The Mistery of Quid - 6:24
12 - Crazy for You - 4:18
13 - Circle of Lust - 3:45
14 - The Enter - 2:15
15 - Dreaming - 7:52
16 - Will of Living - 3:12
Formazione:
Tonio Deriu - voce
Luca Mameli - chitarra
Peppo Eriu - chitarra
Franco Onnis - basso, voce secondaria
Andrea Atzeni - batteria


 

Commenti 

 
# Rod 2016-10-29 16:47
Grazie mille, gentilissimi, non ho parole!
 

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