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Rosae Crucis - Il Re del Mondo
Scritto da Gabriele Nunziante   
Venerdì 19 Dicembre 2008 10:00
Rosae Crucis - Il Re del MondoI Rosae Crucis vedono le loro origini nel 1990 da un'idea di Andrea Magini e Igor Baccei, a cui si aggiungono successivamente Giuseppe Cialone (voce), Manuel Timperi (basso) e Giordano Bimbi (batteria). Nel 1993 il gruppo registra il primo demo, 'Il Re del Mondo', da subito ben accolto e molto ricercato. L'album presenta infatti il tratto distintivo della band: un cantato in italiano, potente ed espressivo, che li porterà a numerose date dal vivo. Dopo una lunga serie di cambiamenti di line up, tre nuovi demo ('Fede Potere Vendetta' del '97, 'Promo 1999' del '99 e 'Bran Mak Morn' del 2001), nel 2003 esce per la Scarlet Records il primo album del gruppo 'Worms of the Earth', cantato in inglese per venire incontro alle richieste delle etichette. Nel 2008, grazie alla nascente label indipendente Jolly Roger Records, c'è l'occasione per il gruppo di ri-registrare il primissimo demo: 'Il Re del Mondo'. Il gruppo entra in studio, guidato dai due membri storici Giuseppe Cialone e Andrea Magini, a cui si aggiungono Tiziano Marcozzi alle chitarre, Daniele Cerqua al basso e Piero Arioni alla batteria. Il risultato è un album potente, ben strutturato e registrato ottimamente, capace di ridare lustro a un demo oramai perduto negli anni.


“Nel nome della Rosa e della Croce
questo è il nostro manifesto”


L'introduzione all'album è affidata a “Sacrem Reformationem”, brano da subito dominato dai cori e dalle distorte chitarre del duo Magini-Marcozzi. Il narrato in latino riesce a rendere l'atmosfera sacra come il tema principale dell'album richiede, e ci conduce per mano alla prima vera traccia dell'album: “Rosa Croce”. E' un vero e proprio assalto da parte della sezione ritmica, per quella che è forse la canzone più dura dell'intero album. I cori e le melodie dettate dalle due chitarre si intrecciano in uno splendido affresco, che trova sicuramente il massimo del suo apice nel cantato epico di Cialone, vero punto di forza del gruppo romano. E' una cavalcata fino alla parte centrale del brano, in cui si riprende la parte parlata – questa volta in italiano e non in latino – e a cui segue una pacata parte strumentale, fino al suggestivo ritornello conclusivo. Ma c'è poco tempo per riprendere fiato, perché la successiva “La Chiesa” è una lunga cavalcata ben ritmata e con tanto di chitarre in bella mostra in tutti i passaggi: 4 minuti netti di puro heavy metal duro e spavaldo, quasi con accenni maideniani, se non fosse per l'epicità che i cinque ragazzi riescono a presentare in tutti i loro brani. E' la volta de “Il Mio Destino”, brano sicuramente fra i migliori de 'Il Re del Mondo': inizio lento, quasi a sembrare una ballad, con un testo da brividi ben interpretato da Cialone. La canzone si sviluppa quindi sempre più dura e veloce, fino alla veloce parte centrale, non all'altezza della precedente ma per niente male, e alla conclusiva, quasi dagli accenni thrash.
Con “Il Signore delle Tempeste”, intermezzo raccontato piuttosto inutile che vi ritroverete a saltare una volta che l'avrete ascoltato per un paio di volte, si chiude idealmente la prima, ottima, parte di questo album. Sesto brano è “La Sacra Corona”: i Rosae Crucis, in versione Manowar italiana, innalzano la loro fede alla sacra corona del metal, in quella che è idealmente la precorritrice – per testo e significato – di “Fede Potere Vendetta” contenuta nel demo omonimo del '97. Introduzione molto ispirata da antiche ballate medioevali – anche nei suoni –, la canzone è un vero e proprio inno, forse un po' troppo ritmato e dal testo non sempre eccezionale (quel 'si incoronerà' nel primo verso manda la metrica a farsi un giro?). La seconda parte della canzone fortunatamente riesce a risollevare, in parte, le sorti di questo pezzo, che non riesce a raggiungere però la qualità degli altri. Con il suo tapping iniziale di maideniana memoria (seppur la incriminata “Paschendale” sia stata registrata dieci anni dopo il lavoro dei Rosae Crucis), come settima traccia troviamo la title-track “Il Re del Mondo”. Molto variegata negli stili proposti, sembra quasi il sunto di tutto l'album: cori si alternano a parti veloci e melodiche, con numerosi cambi di tempo e di linee vocali. Il risultato è una traccia forse di non facile assimilazione, ma comunque abbastanza valida. Va infine a chiudere l'album la cover di “Ballo in Fa# Minore” di Angelo Branduardi, non presente originariamente sul demo del 1993, ma che fa la sua ottima figura in questa riedizione. La scelta dei Rosae Crucis non poteva essere infatti fra le migliori, sia per le tematiche, sia naturalmente per la lingua del testo: il risultato è un brano duro ma che non tralascia le parti melodiche della canzone originaria, a cui anzi viene dato maggior lustro e vigore. Naturalmente a patto che vi piaccia questo genere musicale.

In conclusione 'Il Re del Mondo' è un album più che buono: tralasciati i due intermezzi e uno o due brani non esattamente fra i migliori, quello che rimane è un prodotto ottimo, con uno stile molto caratteristico – anche a fronte del cantato completamente in italiano – che rende i Rosae Crucis una realtà molto importante sulla scena italiana. Nonché la risposta più moderna di quanto anche l'italiano vada bene per fare il metal. Promuovo quindi questo album con un otto su dieci, non un voto superiore per i motivi già detti e per alcuni passaggi non proprio brillanti, e rimango in attesa della prossima riedizione di 'Fede Potere Vendetta' attesa per la primavera 2009. Un'ultima nota riguardante il successo che questo album sta avendo: le prime edizioni dell'album sono quasi terminate nel giro di tre mesi. Affrettatevi quindi se avete intenzione di poter ascoltarlo, altrimenti dovrete attendere la seconda stampa.

 


Tracklist:
1 - Sacrem Reformationem - 3:38
2 - Rosa Croce - 8:05
3 - La Chiesa - 4:00
4 - Contro Il Mio Destino - 6:53
5 - Il Signore Delle Tempeste - 3:40
6 - La Sacra Corona - 8:32
7 - Il Re Del Mondo - 6:46
8 - Ballo In Fa# Minore (Angelo Branduardi cover) - 4:58
Formazione:
Giuseppe "Ciape" Cialone - voce
Andrea "Kiraya" Magini - chitarra
Tiziano Marcozzi - chitarra
Daniele Cerqua - basso
Piero Arioni - batteria

 

 

Commenti 

 
# Wasp83 2008-12-19 15:01
a me è proprio il cantato a risultare odioso e che non riesce a farmi apprezzare come dovuto il lavoro del gruppo...se poi si aggiunge la mia quasi totale avversione x l'epic e l'odio verso i Manowar allora si spiega xkè non riesca ad esaltarmi tale lavoro
 
 
# Gabriele 2008-12-19 15:16
I nuovi Manowar non vanno a genio neppure a me, ma il cantato dei Rosae, dopo vari ascolti, alla fine risulta abbastanza apprezzabile. Certo, ammetto che è molto una questione di gusti, però l'interpretazione del singer alza notevolmente la mia opinione su di loro.
 
 
# gabe 2010-06-24 13:30
Le opinioni sono come le palle: ognuno ha le sue!
i Rosae Crucis sono GRANDI e i MANOWAR sono i MIGLIORI!
chi non li apprezza non è un METALLARO!Che brutta cosa l'invidia e la falsità!
i discorsi da finti intellettuali che denigrano i Manowar sono pieni di mediocrità e paraocchi.i MANOWAR E TUTTI I veri GRUPPI heavy metal sono MITICI e IMMORTALI!
 
 
# Daniele Zago 2010-06-25 02:08
Citazione gabe:
Le opinioni sono come le palle: ognuno ha le sue!
i Rosae Crucis sono GRANDI e i MANOWAR sono i MIGLIORI!
chi non li apprezza non è un METALLARO!Che brutta cosa l'invidia e la falsità!
i discorsi da finti intellettuali che denigrano i Manowar sono pieni di mediocrità e paraocchi.i MANOWAR E TUTTI I veri GRUPPI heavy metal sono MITICI e IMMORTALI!
Eh?
 
 
# Elefantebruno 2008-12-21 01:19
un disco che farà la felicità degli amanti del vero metal, tanto è vero che ho acquistato sia il CD che il vinile. Soldi spesi bene.
 
 
# city hunter 2008-12-21 20:29
......ragazzi ascoltate questo disco SENZA PRECONCETTI (vero Wasp83??),io non ci vedo cosi' tanti riferimenti alla musica dei Manowar,se non per l'ECCEZIONALE voce di Ciape,e essere accostati a Eric Adams credo sia un onore...se poi non vi piace l'epic,amen,ma ripeto ascoltate bene ....un disco originale,a tratti "innovativo" (e parliamo di pezzi di 15 anni fa!)...a me "il signore delle tempeste" fa venire i brividi...;-)e gustibus,comunque,guarda caso, questo disco ha preso VOTI ECCELLENTI praticamente ovunque...
 
 
# Wasp83 2008-12-22 11:14
x city hunter: se l'ho ascoltatovuol dire già k nn ho preconcetti, ho premesso ke nn mi piace l'epic e quindi di conseguenza anke questlbum nn può piacermi come invece lo puoi aprezzare tu...però nonostante il genere (musicalmente e tematiche) nn sia di mio gradimento e la voce di Cialone non mi piaccia affatto (mi disturba x buona parte del disco)lo riengo cmq un buon disco ke vale la pena d'ascoltare...parlo della prima versione dell'album ke è quella ke mi hanno prestato, la nuova rimasterizzata nn la conosco
 
 
# city hunter 2008-12-22 12:46
ma scusa...come fai quindi a lasciare un commento per un disco che non hai ascoltato???? cè un abisso tra il demo e la riedizione,e non me ne voglia Beppe!;-) i demo sono fantastici,ma la riedizione ,che meritava un' uscita ufficiale, è 1000 volte meglio ( e cosi la pensano tutti i webzines e giornali); spero di poter dire lo stesso con FPV. Scusate se mi "inalbero" ma considero i RC uno dei migliori (e sottovalutatissimi) gruppi italiani,sono in giro dal 1992 con coerenza e passione, non dimentichiamolo.
Il cantato in italiano poi lo ritengo un valore aggiunto che distingue il gruppo in mezzo alla miriade di uscite....e non pensiate che non sia "commerciale" o poco esportabile all' estero..rece giapponese ha preso 5/5,rece francese 18/20...
 
 
# Wasp83 2008-12-22 15:38
commento quello che ho, d'altronde le tracce sono quasi uguali...nn credo ke abbiano cambiato completamente le parti musicali tanto da nn poter paragonare il demo con questo...poi l'ho detto ke commento il demo e nn l'album, non avendo gradito tantissimo il demo nn vado certo a procurarmi anke la riedizione, con tutto il materiale italiano ke c'è preferisco nn fare doppioni
 
 
# city hunter 2008-12-22 16:29
il disco riedizione è completamente diverso, per arrangiamenti,suono,potenza e sono completamente tolte le numerose imperfezioni,quel demo è stato regitrato nella cameretta di Ciape,quando il gruppo aveva 16 anni ! Ripeto, qui cè la recensione della riedizione 2008 e tale andrebbe commentata,il tuo commento lo ritengo fuori contesto,si parla di 2 cose diverse.Potresti infatti apprezzare il disco 2008 al contrario del demo...
 
 
# Wasp83 2008-12-22 18:43
X city hunter: potresti anke avere ragione sul fatto ke questo è un altro disco rispetto al demo. ciò non toglie ke non possa commentare, a mio dire dev'essere considerato, in primo luogo, primariamente la versione demo xkè più inerente al periodo a cui fa riferimento questo sito (nonchè la migliore epoca) e xkè certamente più sincera e con i suoni adeguati al contesto storico, in secondo luogo è logico che una rimasterizzazione con l'odierne tecnologie sia superiore cm pulizia di suoni e quant'altro rispetto ad un prodotto "artigianale" di 15anni fa; x cui ritengo ke a livello d'importanza il demo sia superiore alla riedizione (quale sia la resa). ci sono tanti altri album ke sono stati devastati da produzioni caserecce o approssimative e ke meriterebbero una riedizione.
Ribadisco sempre ke io commento solo le canzoni originali presenti nel demo originale. Magari fra qualke mese, visto ke ora c'è tanto altro materiale più importante, farò una recensione sul demo così potrò dire quello ke voglio sul disco e chi come te li ha tutti e 2 può sottolineare le differenze.
 
 
# city hunter 2008-12-22 20:05
boh,rimango della mia idea,il demo è importante storicamente parlando,ma qualitativamente cè un abisso e non a discapito del pathos sia chiaro! non capisco come fai a dire che il demo è piu' sincero se non hai ascoltato la riedizione,mah...;molti gruppi prima di incidere dischi passano per demo tapes, è normale!...la vera resa identita' del progetto è sulla riedizione; cè scritto anche sul disco,a firma di Ciape e Kiraya. Cmq su FPV questa discussione avrebbe piu' senso,dato che quel demo suonava bene e aveva una sua identita',a dispetto del demo del 1992;passo e chiudo (senno si fanno dei temi infiniti...),dicendo che mi sono permesso di intervenire,dato che gia' sul report live di Bologna denigravi il gruppo,parlando senza cognizione di causa (un demo del 1992 contro un esibizione live di 16 anni dopo!)eppoi perche all' inizio dici che il demo (e non il disco) non ti esalta,ma poi dici che comunque e' un buon disco...ricorda infine che la voce è uno strumento naturale che cambia con il tempo,su disco la voce è nettamente meglio, per timbrica e maturita' d'espressione,dato che sono passati 16 anni;e' una delle differenze che noteresti subito che ascoltassi il disco.
 
 
# Wasp83 2008-12-23 10:54
nn ho mai denigrato il gruppo, nè in studio ke dal vivo, ho solo detto ke nn li gradisco particolarmente (ciò nn vuol dire ke mi fanno schifo, anzi è strano ke gli ascolto visto ke il genere da loro proposto nn mi piace x nnt)...nn ho commentato negativamente la loro esibizione live xkè nn c'ero, ho solo detto ke avevo un loro disco e facevo fatica ad ascoltarlo, però mi fidavo del direttore se diceva ke dal vivo hanno una resa di gran lunga superiore.
x me il demo è più sincero xkè la prima edizione è sempre originale(x il fatto stesso ke sia la prima ad essere fatta), rifarlo dopo 15 anni è logicamente più facile xkè vai a corregere tutti i bug presenti nel demo nonchè hai una maggiore resa in virtù della tecnica e dell'esperienza accumulata dal combo.
Ciò nn toglie ke abbiano fatto bene a ristamparlo visto ke era piuttosto raro il demo.

Poi nn c'è nnt di male ad avere un sereno scambio di opinioni, è giusto ke ognuno dica la sua, sempre nel rispetto dell'altrui opinione e con linguaggio civile (come è stato fatto fino ad ora da parte di tutti).
 
 
# Gabriele 2008-12-23 15:18
Concordo (oltre che con il resto) con la definizione de 'Il Signore delle Tempeste': seppur sia un pezzo difficile da digerire, difficilmente rientra nei brani che sceglierei da ascoltare di questo album. E' un intermezzo, né più né meno, che ha il suo compito all'interno del lavoro così come ogni intermezzo.

Per i Manowar tanto citati, ci tengo a precisare che il mio accostamento è dovuto, oltre al pezzo 'La Sacra Corona' (come già detto nei temi e non nel resto), nel cantato molto espressivo e a tratti epico di Cialone. Sicuramente gli accostamenti con Eric Adams finiscono qui.

Quanto al tanto citato demo, è già stato detto tutto dai commenti qui sopra. In quindici anni di cose ne sono cambiate, e non c'è paragone fra i due prodotti, pur rappresentando in egual misura i due aspetti della band: da una parte più irruenza e voglia di colpire l'ascoltatore, dall'altra maggior tecnica e spirito compositivo, aiutato senz'altro da una produzione molto buona. Insomma, due lavori che andrebbero entrambi tenuti sullo scaffale dei nostri album.
 
 
# beppediana 2008-12-21 21:21
Credo invece che la versione del demo si molto migliori di questa, più grezza e meno curata ma sicuramente più ricca di feeling!!!!
 
 
# city hunter 2008-12-22 02:30
ma sei serio??? il demo ha il suo fascino certo,ma la vera espressione è sulla riedizione del 2008,non certo priva di fascino e pathos.....sono esterrefatto; lo stesso gruppo,per quanto è legato al demo del 1992, quasi lo "ripudia"; diverso il discorso di FPV che era un demo piu' professionale. Purtroppo i RC si portano sempre dietro un mare di critiche ,molto spesso ingiustificate,in proporzione a tanti altri gruppi italiani.
 
 
# beppediana 2008-12-22 10:58
Degustibus!!!! Io sono legatissimo alla prima reincanazione della band, quella con Massimiliano Salvatori, e sono serio, si, mi piaceva di più la versione demo!!!
 
 
# Franco71 2008-12-23 13:41
La prima versione non e' con massimiliano salvatori, ma con manuel timperi.
massimiliano salvatori compare su fede potere vendetta e worms of the earth.
Il disco non è rimasterizzato, ma completamente riarrangiato e risuonato.

capisco che possano piacere le intenzioni del primo demo, ma non ci sono paragoni.
Questo è un lavoro degno di nota .. Nel demo, c'erano le idee, ma mancavano mezzi e tecnica..
per il resto ognuno e' libero di esprimere i propri pareri :-) l'importante che le informazioni che si usano siano vere e corrette. lo dico da fan (forse troppo fissato :-) ) della band fin dagli albori.
E' un disco che può piacere, o che si può odiare come tutti i capolavori.. e di capolavoro parliamo.
Per gli accostamenti ai manowar boh non li vedo
E' Metal puro, semplice, diretto
c'e' piu prog anni 70, e Manilla Road che manowar.
secondo me sto preconcetto di accostarli ai manowar andrebbe tolto. E' deleterio per la band (soprattutto visto cosa stanno facendo i manowar ultimamente.. ;-) )
L'unico pezzo manowareggiante e' la Sacra corona, piu che altro nelle intenzioni piuttosto che nelle note, come accennato dal recensore.

Il Signore delle tempeste è un pezzo da capire.. si parla di concetti abbastanza complessi.. e' un pezzo gnostico, e molto duro da digerire.
 
 
# Defender85 2008-12-23 17:58
mi sembra interessante, provvederò a procurarmelo!
 

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