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Zephyr - Taste the Bomb
Scritto da Gabriele Nunziante   
Lunedì 20 Luglio 2015 09:00
Zephyr - Taste the Bomb Un ritorno inaspettato, ma neanche poi tanto: chi conosce la storia degli Zephyr e del suo principale – se non unico, per la maggior parte dell'attività – componente, Alessandro Zazzeri, sa già quanti anni di attività e di interruzioni la band ravennate ha alle sue spalle. Dal 1979, anno di fondazione, al 2015 si sono susseguiti infatti tantissimi periodi per la band, periodi contrassegnati da nuove formazioni e forzati stop prolungati per anni e anni. Non ci si meraviglia quindi se 'Taste the Bomb', pubblicato dalla New LM Records, è appena il secondo album del gruppo, un lavoro composto da ben diciotto brani inediti e che riporta l'attenzione su una delle voci migliori del panorama hard rock del nostro Paese.

Nati alla fine degli anni '70 dall'unione di Alessandro Zazzeri (voce, chitarra) e Fabio Chiarini (batteria), gli Zephyr sono una di quelle band storiche della scena italiana che, pur conseguendo numerosi riconoscimenti sul piano professionale, non riusciranno mai a raggiungere la pubblicazione di un album. Questo nonostante la firma, datata 1988, con la LM Records di Luigi Mazzesi per la pubblicazione di 'The Last Dawn', album registrato dal solo Alessandro che non vedrà mai la luce se non vent'anni dopo. È infatti il 2008 quando l'album viene remixato e pubblicato con alcune bonus track, dando alla band un po' di gloria postuma. Ma l'avventura degli Zephyr non finisce qui: dopo un'ulteriore pausa, intorno al 2014 Alessandro riprende in mano la sua one-man band e inizia le registrazioni di questo 'Taste the Bomb', il disco del ritorno, diciotto brani che si muovono fra hard rock e qualche sfumatura più heavy, ma anche con tanto spazio alla melodia, ai lenti e al cantato in italiano. Un ritorno forse un po' nostalgico nei suoni e nelle composizioni, che sembrano quasi tratte dal periodo d'oro della band, ma che dimostrano come Alessandro non abbia perso niente dal punto di vista vocale e compositivo, nonostante non tutto il disco risulti ai grandi livelli del passato.

Sarebbe d'altra parte chiedere molto a un disco con ben diciotto brani – forse l'aspetto meno ottantiano del disco – dove l'artista ravennate esprime tante delle sue influenze. È infatti un disco molto vario e che presenta, al fianco di brani tipicamente hard rock, anche composizioni più leggere e che faranno un po' storcere il naso a chi si aspetta un disco a solo alto voltaggio. Ma partiamo proprio dalle tracce più potenti del disco, fra cui troviamo "Red Cloud", brano d'apertura dal passo epico e cadenzato fra i migliori del disco, o "Freddo", traccia che sembra ispirarsi a gloriose formazioni nostrane come Strana Officina e Sabotage dei primissimi periodi, tanto per il cantato in italiano quanto per il piglio energico dei versi. A "Il vento dell'Est", fra gli episodi meno riusciti del disco nonostante cerchi di imporsi come un classicissimo hard rock, cadenzato ma troppo legato agli stilemi italiani e dal testo poco ispirato, preferiamo decisamente la priestiana "I Shoot Well", un brano che nei versi si avvicina inaspettatamente all'heavy del gruppo inglese, mentre discorso totalmente differente per i refrain, notevolmente più melodici e in linea con i classici Zephyr, che regalano comunque una dimensione tutta sua a un brano ottimamente riuscito. "Moral Guns" è un hard rock dalle tinte più scure che cresce di potenza insieme al minutaggio, un ottimo esempio degli Zephyr più graffianti, mentre "In Bad Faith" preferisce tempi rocciosi e cadenzati ma si fossilizza troppo su di essi, senza una necessaria ricerca di quel qualcosa in più in fase di refrain. Il comparto italiano, oltre ai due brani già citati, vede anche "Io non posso restare", traccia che si divide fra l'inglese nei versi e la nostra lingua nei refrain, che cerca di raggiungere livelli altissimi ma che nell'italiano sembra quasi trovare un inaspettato freno, e "Difenderò", dove le tastiere aggiungono un sound più vicino alla scena inglese ma che nel cantato trova giusta espressione. "Sei parte di me", ballatona malinconica, si rivela decisamente troppo lenta e fra le meno riuscite dell'intera carriera Zephyr, così come "Il vento non saprà", dove influenze folk ne fanno un lento soffuso da un ascolto e via. Numerosi sono proprio i lenti: oltre ai già citati troviamo "Comets and Stars", un lento che stenta a decollare ma che prova le grandi qualità vocali di Alessandro, mentre più interessante è "Tomorrow", che pur sapendo di già sentito si rivela più interessante nelle sue calme atmosfere e nel cantato sempre ad alto livello. Anche "Any Other Son" ha dalla sua una grande prova vocale per un brano che, fra questi, è il più riuscito e malinconico. C'è spazio ancora per "Happy Pills and Stupid TV", che si trascina su un hard rock senza picchi di nota se non l'iper-melodico ritornello, o "Usable Past" dove si cerca la sperimentazione su territori finora inediti, o ancora "The Age of Fake Idols", dove atmosfere più "sinfoniche" danno vita a un hard rock vitaminizzato e pomposo. "Free" torna più sul classico hard rock, unendo a riff ac/dc-iani un piglio più melodico ma non meno accattivante, mentre sul finale "Trendy Rockers Generation" è un colpo di coda che non riserva grandi sorprese ma solo una ulteriore conferma.

Questo 'Taste the Bomb' è un album per forza di cose vario nei risultati almeno quanto negli stili. La scelta di includere ben 18 brani non ha certamente giocato a favore della band, la quale avrebbe potuto mirare su 11-12 brani fra i migliori e guadagnarsi un posto di rispetto fra le uscite di questo periodo: aggiungere così tante tracce va infatti ad annacquare un prodotto che poteva essere di gran classe. Nonostante questo, Alessandro Zazzeri ci consegna un buon album che farà felici chi già lo conosceva e che qui troverà tanto di quel materiale da garantirsi un lungo ascolto. Per chi non lo conoscesse ancora, 'The Last Dawn' rimane il punto di partenza consigliato.



Tracklist:
1 - Red Cloud - 4:32
2 - Io non posso restare - 4:43
3 - Freddo - 3:27
4 - Difenderò - 5:04
5 - Comets and Stars - 4:15
6 - Il vento dell'est - 4:40
7 - Sei parte di me - 5:17
8 - I Shoot Well - 3:09
9 - Tomorrow - 3:40
10 - Moral Guns - 3:59
11 - Il vento non saprà - 4:46
12 - In Bad Faith - 3:16
13 - Happy Pills and Stupid TV - 4:32
14 - Usable Past - 2:35
15 - Any Other Son - 3:54
16 - The Age of Fake Idols - 4:39
17 - Free - 4:28
18 - Trendy Rockers Generation (bonus track) - 3:05
Formazione:
Alessandro "Zephyr" Zazzeri - voce, tutti gli strumenti
Guido Minguzzi - batteria


 

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