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Gunfire - Age of Supremacy
Scritto da Gabriele Nunziante   
Lunedì 08 Settembre 2014 09:00
Gunfire - Age of SupremacyGunfire: un nome leggendario nella scena metal italiana, capace di riservarsi un posto fra gli act storici più interessanti nonostante una limitata attività in studio. Sono passati infatti ben 10 anni dal loro ultimo album, 'Thunder of War' (2004), e ben 30 dall'altro loro disco, lo splendido debutto su EP 'Gunfire' (1984), tanto che oramai dai Gunfire non ci aspettavamo quasi più niente, nonostante le indiscrezioni su questo nuovo album circolassero almeno dal 2009. Avere oggi in mano 'Age of Supremacy' è così un piccolo evento, tanto più per il fatto che il disco in questione si rivela una delle uscite più interessanti dell'anno e un ritorno a dir poco perfetto.

La formazione marchigiana ritorna infatti con un album da pelle d'oca, un ottimo esempio di heavy classico irrorato di power metal, di facile presa grazie alle melodie ma ricco di arrangiamenti, curato in ogni suo aspetto e dunque indicato anche per chi è alla ricerca di un album che non stanchi dopo ripetuti ascolti. È per questo che ai Gunfire non si può proprio rinfacciare il lungo tempo di gestazione per un album del genere: 'Age of Supremacy' ci viene presentato allo stato dell'arte, risultando quasi impossibile trovargli difetti. La band, salda intorno al comando dello storico vocalist Roberto "Drake" Borrelli (purtroppo unico componente originale rimasto dopo l'uscita di Fabio Allegretto e Maurizio Leone), risulta capace di mettere a ferro e fuoco la scena con 10 tracce di solido heavy/power metal, brani decisamente lunghi che vanno a rappresentare un concept futuristico ma con temi prettamente attuali. Insieme a Drake troviamo Luca Calò (chitarra), Marco Bianchella (batteria) e, ultimi arrivati, Marcello Lammoglia (chitarra) e Michele Mengoni (basso).

"Prelude": un intro da film futuristico ci mette in guardia sull'arrivo dei Gunfire, atmosfere su cui le chitarre iniziano a riscaldarsi in vista della prima vera botta sonora. "War Extreme", lo dice già il titolo, è un attacco sonoro che, ad una prima parte decisamente classica - riffoni dell'accoppiata Luca Calò/Marcello Lammoglia -, aggiunge una sezione più melodica prettamente power grazie all'intervento di Roberto Borrelli, vocalist che non ha perso un'oncia della sua potenza canora. Fra sezioni più melodiche e grandi interventi chitarristici, i Gunfire fin da subito fissano dunque le coordinate dell'intero album: melodici sì, ma con una potenza che non dispiacerà agli appassionati del più classico heavy. "Man and Machine", che alcuni ricorderanno vista la presenza su una vecchia raccolta, alza ulteriormente il tiro, rivelandosi un brano schiacciasassi, a partire dalla terremotante batteria di Marco Bianchella che funge da guida a tutto il resto della line-up. Ma terremotanti sono anche le chitarre dei due axeman, il cui instancabile lavoro va a creare una solidissima base su cui Drake riesce ad esprimersi in maniera ancor più completa rispetto alla traccia precedente, facendo di "Man and Machine" uno dei capolavori contenuti in questo album. Echi dei migliori Queensrÿche in "The City of Light", sorprendente ripresa di gran classe in cui le melodie e i cori completano la prova di Drake, per un heavy/power maturo e di grande influenza americana. Dopo tre brani del genere parrebbe difficile per i Gunfire continuare sullo stesso livello, ma le lunghissime "Hammer of Gods" e "Voices from a Distant Sun" sono qui per dimostrarci proprio che non è così. La prima si rivela un heavy a tratti più moderno, duro e secco nei versi, più melodico nei refrain e nella seconda parte, in un crescendo tanto strumentale quanto nel cantato a rivelare ancora una volta tutta l'attenzione del gruppo nell'arrangiamento dei brani. La seconda, ben 11 minuti di durata, parte lenta su chitarra arpeggiata e, senza abbandonare tali atmosfere, cresce in potenza, per poi concedersi una seconda sezione lenta centrale e un'esplosione, lunga tutta la parte finale, brillantemente interpretata dai cinque. "The Wizard" pesta nuovamente duro, sviluppandosi su atmosfere di tastiera ma mantenendo la sua anima più heavy, mentre "Superior Mind" gioca tutto sulle influenze più moderne, rivelandosi un bello stacco in vista del finale. "Fire in the Sky" infatti riprende il buon vecchio heavy metal grezzo concedendosi solo alcune parentesi più melodiche, mentre nella conclusiva "Exodus" i Gunfire mostrano di non aver fretta nel chiudere l'album, presentandoci un brano dai ritmi lenti e di gran classe dove le atmosfere create sono più importanti del brano in sé. Non mancano certo riprese più potenti, così come intermezzi prettamente strumentali, regalando una degna conclusione all'intero album.

Quello dei Gunfire è un ritorno apprezzatissimo: 'Age of Supremacy' è un disco solido, ottimamente suonato e altrettanto ottimamente registrato, che non potrà non soddisfare gli appassionati del genere. Le differenze rispetto ai precedenti dischi si fanno certo sentire quanto a influenze, ma 'Age of Supremacy' può essere preso come una versione più power di 'Thunder of War', lavoro con cui condivide alcuni aspetti e ne esalta altri. Il nuovo album esce per la modenese Jolly Roger Records, nelle versioni CD e digipak, in questi primi di settembre.



Tracklist:
1 - Prelude - 1:18
2 - War Extreme - 6:45
3 - Man and Machine - 6:08
4 - The City of Light - 6:40
5 - Hammer of Gods - 8:00
6 - Voices from a Distant Sun - 11:06
7 - The Wizard - 7:59
8 - Superior Mind - 4:56
9 - Fire in the Sky - 4:50
10 - Exodus - 10:10
Formazione:
Roberto "Drake" Borrelli - voce
Luca Calò - chitarra
Marcello Lammoglia - chitarra
Michele Mengoni - basso
Marco Bianchella - batteria


 

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