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Return from the Grave - The Rebirth from the Last Breath
Scritto da Gabriele Nunziante   
Lunedì 30 Settembre 2013 09:00
Return from the Grave - The Rebirth from the Last BreathSono passati due anni dall'EP del loro debutto, ma la passione dei Return from the Grave per l'heavy-doom di ispirazione Sabbathiana non è certo diminuito. È con questo spirito che ci presentano 'The Rebirth from the Last Breath', primo full-length della band completamente auto-prodotto e comprendente 9 tracce, buona parte già nell'EP ma con qualche aggiunta piuttosto interessante.

Per chi non avesse avuto modo di ascoltare il loro primo EP, i Return from the Grave ripropongono fedelmente il sound dei Black Sabbath prima era, dal cantato alla Ozzy fino ai riff in puro stile Tony Iommi, il tutto immerso in atmosfere ancora più doom e caratterizzate da vaghi accenni stoner, rendendo la proposta del quartetto certamente classica ma con un tocco personale che di sicuro non possiamo disprezzare. Il full-length in questione ripropone così buona parte del loro primo lavoro in studio, con carica e line-up immutate: dal cantato di Jacopo Semenzato fino ai riff di Luca Salviato, passando dalla sempre importante base ritmica composta da Christian Chillon al basso e Giacomo Secco alla batteria, i Return from the Grave ci convincono e convinceranno sicuramente chi è alla ricerca di un buon classico heavy-doom metal.

La partenza è in pieno Black Sabbath-style, un doom lanciato su territori sì oscuri ma che non si ferma forzatamente su ritmiche lente: i Return from the Grave sanno come mantenere alta l'attenzione, lanciandosi ora in riff accattivanti più veloci, ora in sezioni lente e doomeggianti. La registrazione del full-length salta subito all'orecchio: rispetto all'EP, molto "fumoso", i suoni risultano ben più corposi e definiti, facendoci maggiormente apprezzare tutto il lavoro strumentale alle spalle. Con "Unholy Prayer" i nostri spingono ulteriormente le loro influenze Sabbathiane per un brano più dinamico e trascinante basato tutto sui riff di Luca Salviato, mentre la title-track "The Rebirth from the Last Breath", primo inedito del disco, si discosta dalle influenze dei quattro di Birmingham per abbracciarne di più personali, senza per questo discostarsi da un heavy-doom di facile presa. "Spiritual Ritual" deve molto ai Candlemass e ai Trouble, claustrofobica e lentissima nelle sue atmosfere veramente angoscianti, mentre con "Servants of Doom" si ripresentano le atmosfere di "Unholy Prayer": più slanciati e dinamici, i quattro di Venezia riabbracciano il classico doom sabbathiano e sperimentano ulteriormente nelle parti prettamente strumentali. Secondo inedito del disco è "Reflection", brano piuttosto particolare, segno di come i Return from the Grave siano costantemente alla ricerca di un sound tutto loro, cosa che personalmente mi ero auspicato dopo l'ascolto del loro primo EP: fondendo heavy, doom e stoner i quattro colpiscono nel segno, discostandosi da tutte le band finora citate. Anche la successiva "Alone" cerca di marcare territori più personali, rivelandosi un doom estremamente lento ma non soffocante, mentre "Inside Human's Soul" rispolvera le vecchie influenze in un brano che la lunga parte strumentale sul finale ci fa apprezzare maggiormente. È ancora una volta "Dawn of a New Hope" a chiudere il disco, una traccia particolare, quasi a ricordarci che i Return from the Grave sono un collage di più influenze musicali e che con il crescere potranno dire addio definitivamente alle etichette di genere che, almeno per il momento, possiamo ancora assegnargli.

La maturità della band sembra dunque a buon punto, i RFTG con 'The Rebirth from the Last Breath' ci convincono ulteriormente dopo il loro primo EP, senza per questo dirci di aver raggiunto ancora la propria meta, ma anzi di voler continuare a sperimentare e trovare una propria collocazione nella scena italiana. Tant'è che la band è già intenzionata ad entrare nuovamente in studio, speriamo questa volta con una label alle spalle che gli permetta di uscire dall'underground più fitto. Intanto 'The Rebirth...' rimane un disco consigliato a tutti gli appassionati di queste sonorità e agli estimatori dei Black Sabbath primo periodo, sicuramente non pochi.



Tracklist:
1 - Reborn in Darkness - 3:40
2 - Unholy Prayer - 4:06
3 - The Rebirth from the Last Breath - 4:24
4 - Spiritual Ritual - 5:19
5 - Servants of Doom - 4:45
6 - Reflection - 5:48
7 - Alone - 6:01
8 - Inside Human's Soul - 4:19
9 - Dawn of a New Hope - 7:08
Formazione:
Jacopo "Semenz" Semenzato - voce
Luca "Sparta" Salviato - chitarra
Christian "Kilo" Chillon - basso
Giacomo "Jack" Secco - batteria


 

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