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Negacy - Negacy
Scritto da Gabriele Nunziante   
Lunedì 18 Marzo 2013 10:00
Negacy - NegacyEra il 2010 quando i sardi Red Warlock esordivano con il loro 'Serve your Master', uno degli album più interessanti dell'anno grazie a uno stile tutto suo che univa l'heavy più tradizionale al power americano, con accenni fra il thrash, il progressive e l'epic. Passati tre anni la band si ripresenta con un moniker nuovo, Negacy, ma nella sostanza (e nella line-up) i Red Warlock non sono cambiati di una virgola, e questo loro "secondo debutto" è ancora una volta un album potentissimo e che ci presenta una band da tenere fermamente d'occhio.

"Negacy", unione delle parole "negation" (negazione) e "legacy" (eredità), è il nuovo nome di una band intenzionata a staccarsi dal passato e a sottolineare la sua natura moderna e oscura, lì dove Red Warlock, un nome forse più affascinante e intrigante, risultava però troppo legato agli stilemi del classico heavy metal. Il cambio del moniker, così come i proclami di una svolta verso un sound più moderno, non devono però intimorire: i Red Warlock / Negacy sono sempre stati moderni, tanto nei suoni quanto nelle strutture articolate dei loro brani, ma propongono un genere tanto personale e ispirato alle origini dell'heavy metal che risulterà interessante anche ai classicisti del genere. Forti quindi di una line-up già rodata e ben affiatata, 'Negacy' è un album che richiama a gran voce il precedente 'Serve your Master', senza cambiare poi di tanto la proposta dei nostri: un potentissimo heavy / power metal, con influenze progressive, incentrato su strutture musicali complesse in cui ogni strumento ha da dirci la sua, e su tutto un cantato potente ed espressivo come raramente troviamo nelle band odierne.

'Negacy' è quindi un altro passo riuscito per la band sarda: fin dalla iniziale "Mind Flayer" i nostri viaggiano su livelli altissimi con un brano oscuro e potente, capace di aprirsi a sporadiche melodie che ne rinsaldano il fascino tutto suo. Le chitarre di Andrea Giribaldi e Gianni Corazza mettono su cavalcate e parti soliste da brividi, la parte ritmica, composta dal basso di Tony Rassu e dalla batteria di Claudio Sechi, riesce a sorreggere tutta la struttura senza farsi mancare parti tutte loro. Intro strumentale con la splendida "Refugees in Wastelands", quindi si arriva a "The Great Plague", brano dal taglio più moderno e cattivo, un pesta-pesta dalle influenze ora thrash ora progressive che non guarda in faccia nessuno, meno complesso dei "classici" Negacy ma non meno intrigante. Particolarissima è "War Zone", brano meno irruento che è un'unione fra l'heavy classico e il progressive della band, dove il cantato versatile di Marco Piu riesce a tenere unita tutta la composizione, un po' come nella successiva "Need No Guidance", anch'essa più calma e dalle aperture epiche, sebbene sempre soffocata da quell'alone oscuro proprio dei Negacy. In "Flames of Black Fire" si trovano tutti i collegamenti con i (vecchi) Red Warlock, un brano classico dei loro dove power americano e progressive si intrecciano per regalarci ora momenti più tirati, ora sezioni più melodiche nei refrain facilmente assimilabili. A ribadirci la natura leggermente più moderna dei Negacy ci pensa "Eradicate", brano che si differenzia nei suoi stop & go e nei suoi suoni, quando "Hero" irrompe nel suo classicismo, tanto che potrebbe comparire in un album di qualsivoglia power metal americano, senza per questo essere scontata, anzi: i Negacy instillano una potenza nei loro brani e un gusto melodico nei refrain che anche band rodate da decenni farebbero fatica a tirar fuori. Particolarissima e anch'essa dal taglio più moderno è "Parasite", che pur non ci presenta grandi novità, mentre "Nothing Changes", difficilmente descrivibile a parole, è un lento fatto alla Negacy maniera: potentissimo nei suoni, non privo di riff di chitarra e di momenti più duri, è un altro colpo di genialità da parte dei nostri. Oramai giunti alle ultime battute di un album che dura oltre i 60 minuti, "Eye of the Thunderstorm" è uno sguardo al passato, dove heavy, power americano e thrash si uniscono in un brano dal pieno sapore Red Warlock, mentre "Epitaph", traccia più lunga dell'intero album, ribadisce tutte le influenze dei Negacy per un brano che fino all'ultimo minuto sorprende e soddisfa l'ascoltatore (con tanto di messaggio rovesciato sul finale).

'Negacy' è il disco che ci aspettavamo da una band come gli ex-Red Warlock: la band ha cambiato solo il moniker, per il resto tutte le buone parole spese per il precedente disco si applicano a questo nuovo lavoro, riconfermandoli una delle band più interessanti dell'attuale scena italiana. Se avete apprezzato il precedente disco o semplicemente adorate i generi di riferimento citati nella recensione, pur reinterpretati in maniera tutta loro, 'Negacy' è il disco che fa per voi. Completamente auto-prodotto, l'album sarà pubblicato dalla band nei formati CD e vinile nei prossimi mesi, mentre è già disponibile interamente on-line per l'ascolto. Un'ultima nota: l'artwork riportato in testa alla recensione non è quello definitivo, ancora non reso noto.



Tracklist:
1 - Mind Flayer - 4:32
2 - Refugees in Wastelands - 1:18
3 - The Great Plague - 3:53
4 - War Zone - 5:34
5 - Need No Guidance - 4:20
6 - Flames of Black Fire - 4:44
7 - Eradicate - 5:23
8 - Hero - 5:17
9 - Parasite - 7:18
10 - Nothing Changes - 4:56
11 - Eye of the Thunderstorm - 4:50
12 - Epitaph - 7:55
Formazione:
Marco Piu - voce
Andrea Giribaldi - chitarra
Gianni Corazza - chitarra
Tony Rassu - basso
Claudio Sechi - batteria


 

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