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Icy Steel - Krònothor
Scritto da Gabriele Nunziante   
Lunedì 22 Ottobre 2012 09:00
Icy Steel - KrònothorGiungono al terzo capitolo i sardi Icy Steel con questo 'Krònothor', nuovo album per la band guidata da Stefano Galeano che segna anche il passaggio dalla tedesca Pure Steel Records alla nostrana My Graveyard Productions, una scelta che si spera porterà maggiore attenzione a questo valido gruppo fin troppo ignorato nel nostro Paese. Alle prese con il classico heavy metal dalle influenze epic, ancora una volta gli Icy Steel si rinnovano, regalandoci un disco differente dai precedenti.

Nati nel 2005 gli Icy Steel si sono resi celebri con il disco di debutto omonimo licenziato nel 2007 dalla label tedesca: 'Icy Steel', con le sue 10 tracce inedite, riprendeva l'heavy metal ottantiano e lo univa sapientemente ad atmosfere più epiche, sfornando un disco composto essenzialmente da brani pacati ma distruttivi, preferendo ai tempi veloci le atmosfere proprie dei grandi lavori epic. Tre anni dopo è la volta di 'As the Gods Command', un disco maggiormente incentrato sull'heavy metal classico, con brani potenti e diretti ma che non si facevano mancare divagazioni strumentali ad arricchirne la longevità (assicurata anche da una durata sull'ora e un quarto di musica per 12 brani). Con questo disco gli Icy Steel raggiungevano la piena maturità, allontanando le piccole incertezze del primo disco e piazzando l'album fra quelli più interessanti del 2010. Dopo una comparsa nel tributo agli Omen di inizio 2012 con il brano "Teeth of the Hydra", raggiungiamo infine la pubblicazione di 'Krònothor', terzo lavoro in studio e primo sotto My Graveyard che ci presenta una band ancora una volta alla ricerca della propria personalità: a differenza dei due precedenti dischi, questo si presenta come un'unione fra le atmosfere più lente e maestose dell'epic metal e l'heavy delle origini, dando come risultato un album che ha maggior senso se ascoltato nella sua interezza piuttosto che nei singoli brani.

Se con l'iniziale "Spacecraft", una strumentale da 2 minuti, gli Icy Steel sembrano infatti diretti verso un classicissimo heavy metal, a tratti quasi speed, il vero volto dell'album ci viene mostrato a partire da "The War Within". Dopo un intro di chitarra arpeggiata e voce, il brano esplode in un massiccio heavy dai sapori epicheggianti e dal cantato guerreggiante di Stefano Galeano, pronto a cedere il passo a sezioni strumentali tanto heavy quanto di chitarra acustica. Similmente abbiamo "Memories from the Past": maestoso nella sua parte iniziale dominata dalle chitarre di Galeano e Pietro Bianco, il brano si assesta su un pacato epic metal dal sapore medievaleggiante che non accenna mai ad accelerare. D'altra pasta è "Astrologic Centuries", brano fra i migliori del disco grazie ad un piglio sicuro ed heavy, ma che non si fa mancare una parte più calma nei suoi lunghi 6 minuti di durata, risultando vario nelle melodie. Ci si allontana da queste atmosfere con "An Epic Love", un brano che non è una vera ballad né un lento, ma risulta comunque pacato nel suo avanzare fra chitarre classiche e un cantato pieno di passione, fino alla splendida parte strumentale e il finale... tratto da un'altra epoca. Le tre canzoni successive vanno a formare una mini-suite: si parte con "Earth...", dall'anima heavy metal e distruttiva nei suoi stop'n'go, quindi si prosegue con "...Wind...", ben più lenta e onirica nella sua prima parte, ma esplosiva nel finale culminante in "...Sky", strumentale che aggiunge una bella coda al tutto. C'è ancora spazio per "King Without Kingdom", brano ben più easy e dalla melodia facilmente orecchiabile, quindi per "Return to Roots", brevissima strumentale, e infine la ghost track "Follow the Flag", completamente diversa da quanto fin qui mostrato in 8 anni di Icy Steel e che quindi lasciamo scoprire agli appassionati del gruppo.

Terzo disco, terzo buon risultato per gli Icy Steel: 'Krònothor' si dimostra un album valido, capace di variare rispetto alle solite sonorità del gruppo e allo stesso tempo vario al suo interno fra un brano e l'altro. Necessari come sempre diversi ascolti prima di poter apprezzare tutte le tracce, insieme al precedente 'As the Gods Command' si piazza fra i dischi consigliati del gruppo, mostrandoci l'anima più "pacata" e meno irruenta della band. L'edizione della My Graveyard si completa come sempre con un ottimo booklet riportante testi e foto della band.



Tracklist:
1 - Spacecraft - 1:57
2 - The War Within - 4:16
3 - Memories from the Past - 5:53
4 - Astrologic Centuries - 6:29
5 - An Epic Love - 3:40
6 - Earth... - 3:25
7 - ...Wind... - 5:04
8 - ...Sky - 2:20
9 - King Without Kingdom - 5:28
10 - Return to Roots & Follow the Flag - 5:18
Formazione:
Stefano Galeano - voce, chitarra
Pietro Bianco - chitarra
Roberto Ladinetti - basso
Flavio Fancellu - batteria, percussioni

Guest:
Dick Laurent - chitarra (traccia 7)
Gian Mario Solinas - hammond
Ilaria Celeste - flauto


 

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