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Dark Quarterer - Dark Quarterer XXV Anniversary
Scritto da Gabriele Nunziante   
Lunedì 15 Ottobre 2012 09:00
Dark Quarterer - Dark Quarterer XXV AnniversaryNegli ultimi anni diverse band storiche hanno iniziato a guardare con attenzione alla loro discografia passata, trovandosi fra le mani dischi che, pur avendo fatto la storia del genere, non le avevano mai soddisfatte pienamente, o almeno non a quel livello che attuali tecniche di registrazione e una più matura conoscenza musicale avrebbero potuto dargli se tal disco fosse stato registrato oggi. Che sia per motivi più che legittimi o la semplice scelta di ri-registrare "per guadagnare ancora qualcosa su un disco già abbondantemente spremuto" è qualcosa che sfuggirà ai più, e non saranno così sfuggite le tante critiche a nomi celebri come i Manowar proprio per questo. E poi abbiamo i Dark Quarterer.

Questo gruppo, che è un po' una leggenda dell'underground italiano, guardati con rispetto da tutta la critica - anche quella mondiale, dopo una non certo incoraggiante accoglienza a metà degli anni '80 -, supera abbondantemente i 30 anni di attività continuativa, segnati da 5 dischi in studio e un live album in DVD recentemente riversato anche su doppio CD. Certo una discografia non imponente, ma i Dark Quarterer sono riusciti nella non facile impresa di cucirsi addosso un genere tutto loro, già dal primo album battezzato come epic-progressive, e a farlo maturare disco dopo disco fino all'ultimo capolavoro in studio, 'Symbols' del 2008. Nonostante i tantissimi anni passati i due primi lavori della band, registrati quando ancora era formata dai tre fondatori, non hanno mai perso smalto, riuscendo a farsi riscoprire anche da chi all'epoca non c'era o semplicemente non aveva ancora incontrato sulla propria strada il gruppo di Piombino. In quei due dischi, l'omonimo 'Dark Quarterer' (1987) e 'The Etruscan Prophecy' (1989), la band di Gianni Nepi, Fulberto Serena e Paolo Ninci era riuscita ad inserire dei brani veramente immortali, geniali nelle loro strutture ricchissime di particolari e arrangiamenti, un misto di atmosfere epiche e un tocco più progressive che aveva ben pochi uguali nel resto del vecchio continente (sempre guardato a vista dalle formazioni nostrane). Era inevitabile quindi che, ritornati in grande stile nel nuovo millennio con l'aggiunta prima di Francesco Sozzi alla chitarra e poi con Francesco Longhi alle tastiere, anche quei due lavori tanto lontani nel tempo suscitassero la curiosità dei tanti fan attuali.

Se con 'The Etruscan Prophecy' si era già potuto tentare il tutto per tutto con una ristampa nel 2009 decisamente riuscita, 'Dark Quarterer' era da sempre stato il cruccio tanto della band quanto degli appassionati. Quel disco, come riconoscerà chiunque abbia potuto ascoltarlo tanto nella sua versione originale quanto nei bootleg CD circolanti già dal 2003, aveva da sempre mostrato una registrazione a dir poco pessima, dai suoni impastati e dalle distorsioni inevitabili, che certo non aiutava un gruppo così particolare ad esprimere e a far apprezzare tutte le proprie caratteristiche. Impossibilitati da una ristampa migliorata, i Dark Quarterer hanno pescato dal mazzo la carta della ri-registrazione, una carta capace di portare molto se usata con intelligenza, una marea di critiche se non si è all'altezza. Ma i Dark Quarterer l'hanno saputa usare nel migliore dei modi, riuscendo a sfornare un capolavoro che riesce a superare anche quel disco del lontano 1987: la nuova formazione a quattro ha ripreso le 6 tracce originali del disco, le ha ri-studiate completamente e ri-arrangiate (anche per inserire l'apporto delle tastiere, assenti nei primi lavori della band) e la ha registrate con le migliori tecniche oggi disponibili, regalando agli appassionati una versione per il suo 25° anniversario.

Non starò a fare una descrizione traccia per traccia del disco, chi lo conosce già ha idea di che cosa i Dark Quarterer siano capaci di fare, chi non li conosce troverà difficile capirlo se non ascoltandoli direttamente, e inoltre si tramuterebbe in una descrizione delle differenze fra questo e l'album originale. Riassumendo in breve, ci sono differenze con l'album dell'87? Sì, sono state introdotte alcune variazioni, in particolare sezioni per valorizzare le tastiere e assoli differenti, ma anche leggeri ri-arrangiamenti per enfatizzare determinate parti delle canzoni. Al tempo stesso, tutti i brani sono riconoscibilissimi: non aspettatevi stravolgimenti epocali, niente che possa disturbare l'ascolto anche per chi già ha consumato l'originale, anzi, le nuove variazioni regalano ancor più spessore ai vari brani. In definitiva è un disco consigliabile? Assolutamente sì, questo è un disco che già all'epoca fece scuola nell'underground, questa edizione è pronta per riportare ancora una volta i Dark Quarterer ai livelli di eccellenza, una formazione che il resto del mondo deve invidiarci. E per un appassionato dei Dark Quarterer? Non nascondo che l'idea di una ri-registrazione mi intimoriva molto, avevo decisamente paura di ritrovarmi davanti a un disco stravolto o distante dalle sonorità che avevano caratterizzato quel capolavoro datato 1987, sapete il feeling che si instaura anche quando il disco è sì tanto polveroso ma talmente appassionante che te lo fai andare bene comunque nonostante quelle pecche. I Dark Quarterer sono invece riusciti a coniugare le loro nuove caratteristiche con quelle del primo disco, tirando fuori un album che anche per chi era timoroso si rivela un successo sotto tutti i punti di vista. E poter finalmente ascoltare a tutto volume una "Red Hot Gloves", piuttosto che "Gates of Hell", "Dark Quarterer" o "Colossus..." senza crepitii, rumori di fondo e distorsioni è una di quelle soddisfazioni difficilmente spiegabili a parole.

Un plauso quindi alla band per un lavoro che raggiunge la perfezione e all'etichetta, la My Graveyard Productions, per aver ancora una volta supportato questa uscita e per la bella edizione in CD che include al suo interno anche un video del making of. Mettete quindi questo titolo in cima alla lista dei prossimi dischi da acquistare, difficile che ce ne siano altri più urgenti.



Tracklist:
1 - Red Hot Gloves - 6:35
2 - Colossus of Argil - 10:11
3 - Gates of Hell - 7:25
4 - The Ambush - 6:42
5 - The Entity - 10:00
6 - Dark Quarterer - 8:32
7 - Making of Dark Quarterer - The XXV Anniversary Videoclip - 9:54
Formazione:
Gianni Nepi - voce, basso
Francesco Sozzi - chitarra
Francesco Longhi - tastiere
Paolo Ninci - batteria


 

Commenti 

 
# Rubrik 2012-10-28 20:46
E' davvero un capolavoro totale, hanno permesso al loro primo disco di regalare quelle emozioni che una produzione davvero pessima gli rendeva difficile esprimere. Credo di averlo consumato. Complimenti, siete e rimarrete sempre i migliori.

Daniele
 

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